AI ascolta le orche in pericolo per ridurre l’inquinamento acustico sottomarino.

L’intelligenza artificiale e la protezione delle orche

L’intelligenza artificiale sta facendo progressi significativi nella protezione delle orche, monitorando le loro vocalizzazioni in tempo reale per ridurre la loro esposizione ai rumori sottomarini. Questo progetto è focalizzato su una sottospecie di orca in pericolo, presente nella Salish Sea, tra le coste del nord-ovest degli Stati Uniti e il Canada occidentale.

Le orche residenti meridionali (Orcinus orca ater), composte da solo tre gruppi, rappresentano una delle popolazioni di mammiferi marini più minacciate al mondo. Si stima che nel dicembre 2025 restassero solo 76 individui in natura. La loro sopravvivenza è messa a rischio dal traffico navale e dai rumori sottomarini, poiché le orche utilizzano clic e ecolocalizzazione per cacciare e localizzare i membri del loro gruppo nell’oceano.


I pericoli del rumore sottomarino per le orche

Il rumore prodotto da una nave moderna può elevare i livelli sonori sottomarini di 12-17 decibel, a frequenze inferiori ai rumori ambientali naturali, creando gravi disturbi per le orche. La scala dei decibel non è lineare; un incremento di 10 dB significa che l’intensità sonora è dieci volte più forte. Questo contrasto è particolarmente problematico perché il suono si propaga più rapidamente e lontano sott’acqua rispetto all’aria.

Studi hanno dimostrato che la probabilità per le orche di catturare prede diminuisce del 12,5% per ogni decibel aggiuntivo di rumore massimo. Questi dati evidenziano l’urgenza di proteggere queste creature straordinarie dalle minacce legate all’inquinamento acustico.


Per affrontare questo problema, è stata sviluppata uno strumento basato su intelligenza artificiale chiamato OrcaHello. Nato durante un hackathon nel 2019, questo sistema è progettato per monitorare i movimenti delle orche tramite la rilevazione delle loro vocalizzazioni attraverso audio sottomarini in diretta. Il team dietro OrcaHello ha poi addestrato un modello di machine learning per riconoscere i richiami della specifica sottospecie di orca, permettendo di rilevare quando i gruppi si avvicinano al porto o ad altre vie d’acqua trafficate.

“Si tratta di un sistema di allerta intelligente che ascolta 24 ore su 24, 7 giorni su 7, le vocalizzazioni delle orche,” ha spiegato Akash Mahajan, uno dei co-sviluppatori del progetto, in un’intervista video. L’informazione raccolta è utilizzata dal Porto di Seattle, dai Washington State Ferries e dal programma Quiet Sound per coordinare le riduzioni della velocità delle navi e per sospendere le attività di costruzione quando le orche sono nelle vicinanze.


“Se ci sono lavori di costruzione rumorosi, come il pile-driving, in corso presso il Porto di Seattle, quando scatta un allerta, uno dei nostri esperti comunica al porto di fermare i lavori mentre le balene si trovano nella zona,” ha dichiarato Prakruti Gogia, co-sviluppatrice dell’iniziativa. Finora nel 2026, le chiamate delle orche residenti meridionali sono state rilevate in 19 giorni distinti.

Le azioni intraprese finora dimostrano come l’uso dell’AI possa costituire un valido supporto alla conservazione di specie in pericolo. L’integrazione della tecnologia nel monitoraggio e nella gestione della biodiversità rappresenta un passo importante verso il futuro nella salvaguardia degli ecosistemi marini. Se ti interessa approfondire, puoi leggere l’articolo completo di Abhishyant Kidangoor per maggiori dettagli.

Fonti ufficiali: Mongabay, National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA).

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Luigi Salemi: