A sette anni dal disastro della diga, l’industria mineraria in Brasile si riprende.
Da cinque anni, Carolina partecipa alle riunioni annuali degli azionisti di Vale per mettere in guardia sui potenziali rischi per la sicurezza idrica arrecati dalla ripresa delle operazioni minerarie. Lei è parte degli “azionisti critici”, una strategia di resistenza organizzata più di un decennio fa. Durante l’incontro del 2025, Carolina ha sottolineato come l’area della miniera Jangada faccia parte di un territorio noto come il Quadrilatero Ferrifero, sottoposto a rischio critico di stress idrico.
La Vale, tramite una lettera inviata a Carolina, ha dichiarato che tutte le operazioni vengono precedute da studi idrogeologici dettagliati. Questo è un tentativo di rassicurare la comunità e dimostrare che le sorgenti sono continue e in buona salute, ma la popolazione rimane scettica e accusa la compagnia di non rispettare gli standard di sicurezza.
In risposta alle preoccupazioni della comunità, i membri dell’associazione Jangada, insieme a diverse organizzazioni locali, hanno avviato una petizione chiedendo, tra le altre cose, la chiusura permanente dei siti minerari Jangada e Córrego do Feijão, oltre alla cancellazione delle licenze da parte del governo federale.
Le manifestazioni in corso e la questione della sicurezza idrica rimangono quindi al centro del dibattito, mentre la comunità continua a combattere per la salvaguardia delle proprie risorse vitali.
