A 48 anni dall’omicidio di Peppino Impastato, Palermo ricorda il giornalista ucciso dalla mafia

A 48 anni dall’omicidio di Peppino Impastato, Palermo ricorda il giornalista ucciso dalla mafia

Anche il presidente della Commissione regionale Antimafia Antonello Cracolici ha ricordato il ruolo storico di Peppino Impastato nella presa di coscienza collettiva sul fenomeno mafioso.
“L’omicidio di Peppino ha contribuito a cambiare l’approccio dell’opinione pubblica e dello Stato nei confronti della mafia, la cui esistenza veniva negata”, ha affermato.

Cracolici ha però lanciato anche un monito sul presente, richiamando l’attenzione sul ritorno della violenza armata nelle città siciliane e sulla continuità generazionale di alcune famiglie mafiose.
“Riconosciamo gli stessi nomi e cognomi di ieri – ha detto – figli e nipoti che perpetuano una continuità di sangue che rappresenta il pilastro della cultura mafiosa”.
A quasi mezzo secolo dalla sua uccisione, la figura di Peppino Impastato continua così a rappresentare uno dei simboli più forti della resistenza civile contro la mafia e della difesa della libertà di parola in Sicilia.

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