Sicilia, oltre 96 mila assunzioni entro dicembre: ecco i lavori più richiesti
Il mercato del lavoro siciliano mostra segnali di crescita, ma resta il problema della precarietà e della difficoltà delle imprese a trovare personale qualificato. Secondo i dati diffusi da Assoesercenti, nel trimestre ottobre-dicembre 2026 sono previste 96.150 assunzioni nell’Isola, con un incremento del 7,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Catania e Palermo guidano la domanda di lavoro, mentre tra le figure più ricercate figurano addetti alla ristorazione, lavoratori agricoli e commessi.
A fronte delle opportunità occupazionali programmate, tuttavia, oltre quattro assunzioni su dieci risultano di difficile reperimento. Un problema che interessa soprattutto professioni tecniche, artigianali e specialistiche.
Catania e Palermo guidano le assunzioni
La distribuzione territoriale delle assunzioni previste conferma il peso delle due principali città siciliane.
La distribuzione territoriale delle assunzioni previste per il trimestre ottobre-dicembre 2026 vede Catania al primo posto con 24.050 nuovi ingressi programmati, pari al 25% del totale regionale. Segue Palermo con 20.340 assunzioni, mentre al terzo posto si colloca Ragusa con 10.700.
Siracusa registra 10.000 assunzioni previste, seguita da Messina con 9.740 e Trapani con 8.410. Completano il quadro Agrigento con 6.700, Caltanissetta con 4.310 ed Enna con 1.910.
Particolarmente significativo il dato di Trapani, che registra una crescita del 27,1% rispetto all’anno precedente, risultando, secondo Assoesercenti, la provincia italiana con il maggiore incremento tendenziale delle assunzioni programmate.
Nel complesso, le imprese siciliane prevedono oltre 96 mila ingressi nel mercato del lavoro durante l’ultimo trimestre del 2026. Si tratta di assunzioni programmate e non necessariamente già effettuate.
Nel solo mese di ottobre erano previste 40.700 entrate, mentre il trimestre complessivo conferma il ruolo centrale delle micro e piccole imprese.
Secondo Assoesercenti, infatti, il 70,9% delle assunzioni è programmato da aziende con meno di 50 dipendenti. Le imprese di medie dimensioni rappresentano il 17% e quelle più grandi circa il 12%.
Ristorazione, agricoltura e commercio: le figure più richieste
Le opportunità occupazionali si concentrano soprattutto nei servizi, che rappresentano il 56,7% della domanda. Seguono industria e costruzioni con il 22,6% e agricoltura con il 20,7%.
Tra le professioni più ricercate figurano:
| Figura professionale | Assunzioni previste |
|---|---|
| Addetti alla ristorazione e pubblici esercizi | 5.070 |
| Personale agricolo non qualificato e addetti al verde | 4.950 |
| Commessi e addetti alle vendite | 3.170 |
| Operai agricoli specializzati | 2.410 |
| Autisti e conducenti di mezzi pesanti | 1.920 |
| Muratori e carpentieri | 1.770 |
| Tecnici e professioni sanitarie | 1.680 |
La domanda riflette il peso dell’agroalimentare, del turismo e delle attività commerciali nell’economia siciliana.
Quattro lavoratori su dieci difficili da trovare
Uno degli aspetti più critici riguarda la difficoltà di reperimento del personale.
Secondo Assoesercenti, il 40,4% delle assunzioni programmate, pari a oltre 38.800 posizioni, riguarda profili che le imprese faticano a individuare.
Le maggiori difficoltà territoriali si registrano a Ragusa, con il 44,9%, e Siracusa, con il 42,9%.
Per alcune professioni specialistiche le percentuali risultano particolarmente elevate.
| Professione | Difficoltà di reperimento |
|---|---|
| Tecnici dei servizi culturali, musei e biblioteche | 100% |
| Marinai e personale di bordo | 98,4% |
| Falegnami e mobilieri | 91,5% |
| Allevatori e agricoltori qualificati | 81% |
| Chimici, fisici e matematici | 77,3% |
| Biologi e specialisti delle scienze della vita | 71,7% |
Queste percentuali indicano la quota di assunzioni considerate difficili da coprire per ciascun profilo, non l’assenza assoluta di lavoratori disponibili.
L’85% dei contratti è a termine
Nonostante la crescita della domanda occupazionale, resta elevato il ricorso ai rapporti di lavoro temporanei.
I contratti a termine rappresentano l’85,3% delle assunzioni programmate, mentre soltanto il 14,7% riguarda rapporti a tempo indeterminato o apprendistato.
Inoltre, oltre il 70% delle posizioni richiede esperienza lavorativa precedente.
Una situazione che, secondo l’associazione, può rendere più complicato l’ingresso nel mercato del lavoro soprattutto per chi cerca la prima occupazione.
Oltre 22 mila opportunità per gli under 30
La quota di assunzioni destinate ai giovani sotto i 30 anni raggiunge il 23% del totale regionale, corrispondente a oltre 22 mila contratti programmati.
Messina presenta la percentuale più elevata, con il 26,5%, seguita da Palermo al 25,6%, Catania al 23,6% e Ragusa al 23,3%.
Trapani e Agrigento registrano invece valori inferiori al 19%.
Sul fronte della manodopera straniera, la quota regionale si attesta al 16,8%, ma con forti differenze territoriali.
A Ragusa raggiunge il 47,1% e a Trapani il 28,8%, mentre resta sotto l’8% nelle province di Catania e Palermo.
I settori maggiormente interessati sono agricoltura, manutenzione del verde, edilizia, pulizie e servizi di supporto alla ristorazione.
Assoesercenti: «Servono incentivi alla stabilità»
Il presidente di Assoesercenti, Salvo Politino, richiama l’attenzione sul divario tra la domanda delle imprese e la disponibilità di lavoratori con competenze adeguate.
«I dati testimoniano la vitalità delle nostre PMI, ma l’85% di precarietà e un mismatch sopra il 40% rischiano di frenare la ripresa», evidenzia Politino.
Il presidente indica anche alcune possibili soluzioni per migliorare la situazione occupazionale.
«Per valorizzare il potenziale dei giovani e sostenere le imprese servono incentivi alla stabilità, potenziamento degli istituti tecnici e una gestione coordinata della manodopera nei settori strategici».
Il quadro delineato da Assoesercenti mostra dunque un mercato del lavoro in espansione sul piano delle assunzioni programmate, ma ancora caratterizzato da contratti prevalentemente temporanei e da una forte difficoltà nel reperire determinate professionalità.
La sfida per la Sicilia sarà trasformare la crescita della domanda di personale in opportunità di lavoro più stabili e qualificate, riducendo la distanza tra le competenze richieste dalle imprese e quelle disponibili sul territorio.
