Sicilia, sei morti sul lavoro in tre giorni: due nuove tragedie
PALERMO – Sei vittime in appena tre giorni tra incidenti sul lavoro e tragedie avvenute durante gli spostamenti verso i campi. La Sicilia torna a fare i conti con una drammatica scia di sangue. Gli ultimi due episodi si sono verificati a Villafrati, in provincia di Palermo, e a Modica, nel Ragusano, dove hanno perso la vita Giovanni Patricola, 39 anni, e Giovanni Fargione, 65 anni.
A Villafrati, Giovanni Patricola, fabbro e padre di due bambine, è morto dopo essere precipitato dal balcone di una palazzina in ristrutturazione. L’incidente è avvenuto in via Alcide De Gasperi, all’interno di un edificio di due piani dove l’uomo stava lavorando.
Secondo una prima ricostruzione, il balcone avrebbe improvvisamente ceduto, facendo precipitare l’operaio da un’altezza di circa sei metri. Il trentanovenne è stato poi travolto da mattoni e blocchi di cemento.
I colleghi hanno immediatamente lanciato l’allarme. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno estratto l’uomo dalle macerie, e i sanitari del 118, che lo hanno trasportato d’urgenza all’ospedale Civico di Palermo. Nonostante i tentativi dei medici, Patricola è deceduto a causa delle gravissime ferite riportate.
L’area è stata sequestrata e sono in corso gli accertamenti dei carabinieri e dello Spresal dell’Asp di Palermo. Gli investigatori dovranno chiarire le cause del cedimento, verificare il rispetto delle norme di sicurezza e ricostruire la posizione lavorativa della vittima, ascoltando anche i colleghi presenti.
Un’altra tragedia si è consumata martedì a Modica, in contrada Mauto. A perdere la vita è stato Giovanni Fargione, 65 anni, residente a San Giacomo, rimasto folgorato mentre lavorava all’interno di un’azienda avicola.
L’uomo stava manovrando un mezzo quando, secondo le prime informazioni, sarebbe entrato in contatto con alcuni cavi dell’alta tensione. I colleghi hanno richiesto immediatamente i soccorsi, ma ogni tentativo di salvarlo si è rivelato inutile.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i tecnici della rete elettrica. Le indagini sono affidate alla polizia e allo Spresal dell’Asp di Ragusa.
Le due morti arrivano dopo la tragedia di lunedì lungo la statale 123, tra Naro e Canicattì, dove quattro braccianti agricoli hanno perso la vita in un incidente stradale mentre si stavano recando al lavoro nei campi.
Il bilancio complessivo è così salito a sei vittime in tre giorni, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza dei lavoratori e sulla necessità di rafforzare i controlli.
Chieste misure urgenti
A intervenire sono i sindacati, che chiedono misure urgenti per contrastare il ripetersi di simili tragedie. “Basta stragi, servono controlli a tappeto nei cantieri”, denuncia Pasquale De Vardo, segretario della Feneal Uil Sicilia.
Per Emanuele Ronzoni, commissario della Uil regionale, “la cultura della prevenzione continua a mancare”. Dura anche la posizione di Federica Badami e Francesco Danese, segretari di Cisl e Filca Palermo-Trapani: “Non è accettabile che si continui a morire così”.
Le organizzazioni sindacali chiedono un aumento degli ispettori, maggiore formazione sulla sicurezza e controlli più severi contro il lavoro nero e le irregolarità nei subappalti.
Intanto, Villafrati piange Giovanni Patricola, la cui morte lascia nel dolore la moglie e le due figlie. Il sindaco Francesco Agnello ha espresso la vicinanza dell’amministrazione comunale alla famiglia. “Non ci sono parole sufficienti a colmare il vuoto lasciato”, ha dichiarato il primo cittadino.
Una nuova sequenza di tragedie che riporta al centro dell’attenzione la sicurezza nei luoghi di lavoro e la necessità di prevenire incidenti che continuano a spezzare vite e famiglie.
