Palermo, nuove strisce blu tra Malaspina e Palagonia: insorgono residenti e lavoratori
La nuova regolamentazione della sosta nel quartiere Malaspina-Palagonia accende il confronto tra cittadini e amministrazione comunale. Con l’attivazione dei nuovi parcheggi a pagamento, residenti e lavoratori della zona segnalano maggiori difficoltà nel trovare un posto auto senza dover sostenere costi aggiuntivi. La richiesta è quella di rivedere la distribuzione degli stalli, riservando più spazio alla sosta gratuita.
La questione riguarda un’area ampia di Palermo, che comprende le strade intorno a Notarbartolo e piazza Ottavio Ziino, oltre a via Principe di Palagonia, via Franz Liszt, via Giuseppe Zappalà, via Aquileia, viale delle Alpi, via Sardegna, via Empedocle Restivo e via Sciuti.
Abbonamenti e pass, quanto costa parcheggiare
A raccogliere le segnalazioni è Marcello Longo, presidente dell’Ottava circoscrizione, che riferisce di numerose proteste da parte di chi vive nel quartiere e di chi ogni giorno raggiunge la zona per lavorare negli uffici e nelle attività commerciali.
“Ho formalmente richiesto ad Amministrazione ed AMAT l’immediata modifica della recente ordinanza che regolamenta il parcheggio a pagamento nell’area ‘Malaspina-Palagonia’ – ha scritto in una nota Marcello Longo -. Questo perché ritengo inammissibile un provvedimento che trasforma in strisce blu la quasi totalità dei posti auto in un quartiere a forte vocazione residenziale, soprattutto considerando che nel centro città – al contrario – le aree di sosta a pagamento sono state di recente ridotte. Ad aggravare il provvedimento, anche il pagamento del parcheggio su entrambi i lati della carreggiata, in violazione dell’articolo 7 del Codice della Strada, che impone di garantire una quota adeguata di stalli gratuiti. Ritengo, quindi, che non modificare l’ordinanza rischierebbe di innescare un enorme e oneroso contenzioso tra l’amministrazione e i cittadini sanzionati”.
Per i residenti che possono accedere all’agevolazione è previsto un pass annuale dal costo di 10 euro. Per i lavoratori che non rientrano nelle categorie ammesse, invece, l’alternativa indicata è un abbonamento mensile da 35 euro: una spesa che, su dodici mesi, raggiunge i 420 euro.
La proposta: una parte degli stalli a sosta libera
Tra le ipotesi avanzate per ridurre le criticità c’è quella di differenziare la sosta sui due lati della stessa strada, destinandone uno ai parcheggi gratuiti e l’altro a quelli tariffati. Una soluzione già sperimentata in altre vie cittadine, tra cui via Gaetano Daita, via La Lumia, via Marchese Ugo, via Libertà e via Rapisardi.
Sul tema è intervenuto anche il presidente di Amat, Giuseppe Mistretta, chiarendo che l’azienda si occupa della segnaletica e della gestione della sosta a pagamento, mentre le decisioni sull’individuazione degli stalli spettano all’amministrazione comunale.
L’assessore Dario Falzone ha ricordato che la situazione di Malaspina-Palagonia si inserisce in un quadro più ampio, legato alla distribuzione dei parcheggi nelle diverse aree della città.
I numeri della zona G indicano 4.216 stalli complessivi: 2.835 sono tariffati e 1.381 non a pagamento, tra posti con strisce bianche e spazi riservati. La ripartizione corrisponde, rispettivamente, a circa il 67% e al 33%.
La discussione resta dunque aperta: da una parte l’obiettivo di regolamentare la sosta, dall’altra la necessità di evitare che residenti e lavoratori debbano affrontare spese sempre più elevate per parcheggiare vicino a casa o al posto di lavoro.
