Palermo, al Teatro Libero arriva “Freddo”: giovani, violenza e disagio sociale
PALERMO – Le fragilità degli adolescenti, il peso dei pregiudizi e le responsabilità di una società incapace di comprendere il disagio delle nuove generazioni. Sono questi i temi al centro di “Freddo”, lo spettacolo teatrale tratto dall’opera di Lars Norén, in scena al Teatro Libero di Palermo il 29 e 31 ottobre 2026, con la regia di Lia Chiappara. Una rappresentazione intensa che affronta il rapporto tra giovani, violenza ed emarginazione, trasformando il palcoscenico in uno spazio di riflessione sulle contraddizioni della società contemporanea.
Prodotto dal Teatro Libero, fondato da Beno Mazzone, lo spettacolo vede protagonisti Gabriele Casablanca, Ernesto Genovese, Damiano Venuto e Diallo Abdul. Al centro della storia ci sono tre adolescenti cresciuti in contesti sociali difficili, segnati da esclusione, stereotipi e mancanza di prospettive.
La loro rabbia diventa terreno fertile per chi sfrutta insicurezze e risentimenti, alimentando atteggiamenti di ostilità nei confronti di chi viene percepito come diverso per nazionalità, cultura o provenienza. La violenza emerge così come conseguenza di un disagio più profondo, legato alla solitudine, alla povertà educativa e all’incapacità del mondo adulto di offrire punti di riferimento.
“Freddo” non racconta soltanto il conflitto tra adolescenti, ma mette sotto accusa anche le responsabilità degli adulti, interrogandosi sul fallimento educativo e sulla difficoltà di costruire una società realmente inclusiva.
«La complessità del contemporaneo diventa un interessante campo di investigazione per interrogarsi sulle relazioni, le dinamiche di potere, il conflitto generazionale e il disagio diffuso e profondo che pervade le periferie del mondo», spiega la regista Lia Chiappara.
La stessa regista definisce lo spettacolo «una fotografia implacabile della totale mancanza di empatia e l’insensibilità emotiva di un’intera generazione e il fallimento di adulti incapaci di educare».
Attraverso una drammaturgia che mette in evidenza il bisogno di appartenenza, le dinamiche di gruppo e il rifiuto delle diversità, l’opera invita il pubblico a riflettere sulle conseguenze dell’emarginazione e sulla necessità di riconoscere i segnali del disagio giovanile.
Lo spettacolo andrà in scena il 29 ottobre alle ore 21 e il 31 ottobre con due rappresentazioni, alle ore 19 e alle ore 21.
Il costo del biglietto intero è di 16 euro, mentre quello riservato alle convenzioni è di 14 euro. Il ridotto, destinato agli under 25 e agli operatori teatrali, costa 12 euro.
Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il Teatro Libero al numero 392 9199609 oppure scrivere all’indirizzo [email protected].
