Il gatto si riconosce allo specchio? La verità sul mistero dell’autoconsapevolezza animale

Il gatto si riconosce allo specchio? La verità sul mistero dell’autoconsapevolezza animale

Quando davanti allo specchio compare un altro gatto

Mettiamo un gatto davanti a uno specchio e osserviamo la sua reazione. Alcuni si avvicinano con cautela, annusano la superficie, cercano di guardare dietro il vetro. Altri sembrano infastiditi e possono persino assumere un atteggiamento aggressivo. Altri ancora, dopo qualche minuto, perdono completamente interesse.

Ma una domanda resta affascinante: il gatto capisce che quello nello specchio è lui?

La risposta, almeno secondo le conoscenze scientifiche attuali, è che non abbiamo prove convincenti che il gatto superi il cosiddetto “test dello specchio”. Ma questo non significa affatto che non abbia una percezione di sé.

Il test classico dell’autoricognizione allo specchio è stato sviluppato per verificare se un animale comprende che l’immagine riflessa appartiene al proprio corpo. Il procedimento più famoso è il cosiddetto “mark test”: all’animale viene applicato un segno in una parte del corpo che non può vedere direttamente. Se, guardandosi allo specchio, utilizza il riflesso per individuare e toccare proprio quel segno, il comportamento viene considerato una prova di autoriconoscimento.

Il problema è che il test nasce da un criterio molto umano: riconoscersi attraverso la vista.

Non superare il test non significa non avere coscienza di sé


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