Scooter elettrici venduti come e-bike: maxi sequestro della Guardia di Finanza

Scooter elettrici venduti come e-bike: maxi sequestro della Guardia di Finanza

Guardia di Finanza - fonte pexels - Sicilianews24.it

Migliaia di mezzi non conformi ritirati dal mercato

La Guardia di Finanza di Palermo, su delega della Procura della Repubblica di Palmi, ha eseguito un vasto sequestro su scala nazionale che ha portato al ritiro di migliaia di scooter elettrici commercializzati come biciclette elettriche a pedalata assistita, ma ritenuti in realtà non conformi alle normative europee e nazionali in materia di sicurezza.

Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Palmi – Ufficio GIP, riguarda veicoli importati dall’estero e immessi sul mercato italiano con documentazione ritenuta irregolare. Nell’inchiesta risultano indagati un imprenditore palermitano e una società per i reati ipotizzati di frode in commercio e falso in atto pubblico.

Operazione coordinata in diverse regioni

L’attività ha coinvolto numerosi reparti delle Fiamme Gialle operanti in Calabria, Campania, Puglia, Lombardia, Sardegna e Toscana. I controlli hanno consentito di sequestrare migliaia di veicoli custoditi presso grossisti e rivenditori distribuiti in tutto il Paese.

Secondo gli investigatori del 1° Nucleo Operativo Metropolitano del Gruppo Palermo, il fenomeno degli scooter elettrici camuffati da biciclette a pedalata assistita rappresenta una problematica sempre più diffusa e potenzialmente pericolosa per la sicurezza pubblica.

Le differenze tra e-bike e scooter elettrici

Le biciclette a pedalata assistita, note come e-bike o EPAC, devono rispettare precisi requisiti tecnici: il motore elettrico non può superare i 250 Watt di potenza e l’assistenza deve interrompersi quando il ciclista smette di pedalare o prima del raggiungimento dei 25 chilometri orari.

I mezzi oggetto dell’indagine, pur presentandosi esteriormente come biciclette elettriche, sarebbero stati modificati o progettati in modo tale da aggirare tali limiti, consentendo la circolazione senza targa, omologazione e assicurazione obbligatoria.

Oltre 6.800 veicoli importati dalla Cina

Le indagini, svolte anche con il supporto del Gruppo di Gioia Tauro, hanno ricostruito un sistema che avrebbe consentito l’importazione, dal 2023 a oggi, di almeno 6.885 veicoli provenienti dalla Cina.

La documentazione presentata agli uffici doganali per le operazioni di sdoganamento avrebbe attestato una presunta conformità ai requisiti di sicurezza. Tuttavia, gli accertamenti successivi avrebbero evidenziato numerose carenze sia formali sia sostanziali nei fascicoli tecnici allegati.

Il valore complessivo dei mezzi sequestrati è stato stimato in circa 5 milioni di euro.

Certificazioni ritenute ingannevoli

Gli approfondimenti condotti con il supporto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e delle associazioni di categoria avrebbero fatto emergere l’assenza di documentazione essenziale prevista dalla normativa europea.

Tra le criticità rilevate figurerebbero la mancanza di disegni tecnici completi, schemi dei circuiti di comando, valutazioni dei rischi, relazioni sulle prove effettuate e indicazioni relative ai possibili utilizzi impropri e alle modifiche dei veicoli.

Secondo gli inquirenti, tali lacune avrebbero reso ingannevole il sistema di certificazione utilizzato per attestare la conformità dei mezzi.

Nel mirino anche pratiche commerciali scorrette

Parallelamente all’indagine penale, sono in corso ulteriori verifiche per accertare eventuali violazioni amministrative legate al Codice del Consumo.

L’attenzione degli investigatori è rivolta in particolare alle modalità con cui i veicoli sarebbero stati promossi e pubblicizzati attraverso siti internet e social network. Gli esiti degli accertamenti saranno valutati dalle autorità competenti con il supporto del Nucleo Speciale Antitrust e del Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza.

Sicurezza stradale e tutela dei consumatori

L’operazione nasce anche dalle numerose segnalazioni ricevute negli ultimi anni da associazioni di categoria, cittadini, enti pubblici e mezzi di informazione, che hanno denunciato la crescente diffusione di scooter elettrici irregolari nelle principali città italiane.

Secondo quanto evidenziato dalla Guardia di Finanza, tali veicoli vengono spesso utilizzati da minorenni, da persone prive di patente o da soggetti che intendono eludere i controlli, sfruttando l’assenza di targa e copertura assicurativa.

Particolare preoccupazione desta il rischio per gli altri utenti della strada: in caso di incidente, infatti, i danni provocati da questi mezzi potrebbero non essere coperti nemmeno dal Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.

Le indagini proseguono

Le operazioni di sequestro sono ancora in corso sull’intero territorio nazionale. I veicoli interessati dal provvedimento non possono circolare poiché ritenuti non conformi alle disposizioni del Codice della Strada e alle normative di settore.

La Guardia di Finanza e la Procura di Palmi sottolineano come l’intervento sia finalizzato a garantire la sicurezza dei consumatori e la tutela della concorrenza leale tra gli operatori economici.

Resta fermo il principio della presunzione di innocenza: le eventuali responsabilità degli indagati saranno accertate in via definitiva solo in presenza di una sentenza irrevocabile di condanna.

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