Presentato il Festino di Santa Rosalia, l’evento che racconta l’anima di Palermo
Il Festino 402 organizzato dal Comune di Palermo si svilupperà in un racconto legato alla comunità ma proiettato in una dimensione universale, pur confermando gli elementi spettacolari che attirano oltre 350 mila spettatori. Il progetto 2026 – “Dal dramma nasce il rito, dal rito la comunità” – anticipa temi dell’Anno Europeo dei Normanni 2027 trovando un filo conduttore importante e distintivo nelle architetture, nel disegno dei costumi e nei momenti di spettacolo, ma soprattutto raccontando la capacità della città di trasformare il dramma in esperienza condivisa e cultura della convivenza. Santa Rosalia, vergine normanna, avvolta da 300 farfalle luminose, sorge da un bio-carro, un vero giardino botanico che racchiude il Mediterraneo: la santa ha in mano una croce fatta con il legno delle barche dei migranti, e un ramo d’ulivo che indica la pace.
I tradizionali cinque step lungo il percorso sull’antico Cassaro (Palazzo Reale, Cattedrale, Quattro Canti, Porta Felice, Foro Italico) diventano, ognuno, narrazione e coesione di elementi diversi, arti visive, musica, danza, teatro, ma anche artigianato, tecnica, costumi, progettazione e produzione culturale. Tutto sotto lo sguardo affettuoso di una patrona che la città riconosce in tutti i suoi livelli sociali: ci sono riti e tradizioni che non si spengono, ma Palermo riesce a coniugarli e farli dialogare con un linguaggio e tecnologie di ultimissima generazione.
Due anni fa, per il 400 anniversario del ritrovamento delle ossa, il sindaco Roberto Lagalla ha deciso di iniziare un processo di rinnovamento dell’identità metropolitana di Palermo partendo proprio dal Festino: che è diventato il brand della città e l’evento più atteso.
«Il Festino è ormai diventato un ecosistema dove cultura, storia, arte e tradizione diventano, insieme, acceleratore economico e generatore di valore per la città che migliora la sua attrattiva a livello internazionale – dichiara il sindaco di Palermo Roberto Lagalla – Grazie, infatti, al lavoro di promozione portato avanti da questa amministrazione negli ultimi anni, Palermo ha rinnovato il suo racconto, divenendo meta turistica privilegiata. Già nei primi tre mesi del 2026, infatti, gli arrivi sono cresciuti del 21,2% e le presenze del 28,7%. In particolare, sono cresciuti i turisti stranieri rispetto allo scorso anno, segnando +16,9% negli arrivi e +15,5% nelle presenze in città. Arrivi soprattutto dalla Polonia (+14.653), dalla Germania (+2.575) e dalla Spagna (+2.034).
E le previsioni indicano un ulteriore incremento delle presenze proprio nella settimana del Festino di Santa Rosalia. Desidero rivolgere un sentito ringraziamento all’Arcidiocesi di Palermo per la preziosa collaborazione e la costante sinergia istituzionale che, anno dopo anno, consentono di trasmettere ai palermitani e ai tanti visitatori il profondo significato spirituale, identitario e culturale del Festino. Un ringraziamento va anche all’assessorato alla Cultura e a tutti coloro che stanno lavorando con impegno e professionalità per l’organizzazione di un evento che rappresenta il cuore della nostra comunità e che continua a crescere, coniugando tradizione, partecipazione e sviluppo della città».
«Il 402° Festino non sarà soltanto una festa, ma una grande narrazione collettiva di Palermo. Tra arte, danza, musica e teatro, la città tornerà a raccontare la Santuzza, trasformando devozione in cultura e memoria in partecipazione – interviene l’assessore alla Cultura Antonio Rini -. Il calendario promosso dall’Assessorato accompagnerà Palermo fino a settembre, attraversando centro storico e quartieri: un percorso diffuso, capace di coinvolgere comunità e generazioni diverse. Ci aspettiamo una partecipazione ampia, perché il Festino resta uno dei segni più forti dell’identità di Palermo: una festa che rinnova ogni anno il legame tra la Santuzza e il suo popolo».
La logistica e l’organizzazione del Festino, come anche il folto calendario di eventi a corollario, hanno contato sulla professionalità del capoarea Cultura Domenico Verona e di Gaspare Simeti, dirigente Ufficio Teatri, Spettacoli e coordinamento eventi. Anche quest’anno il Centro Sperimentale di Cinematografia, diretto da Ivan Scinardo, si occuperà delle riprese del backstage del Festino per la regia di Ruben Monterosso. Il Festino è supportato da Gesap, Città Metropolitana, Federalberghi Palermo e Assessorato al Turismo della Regione Siciliana, e con la collaborazione di tutte le partecipate del comune di palermo RAP, RESET, AMAP, Amat, Sispi, AMG.
ODD Agency con partner CoopCulture, ha vinto il bando per l’ideazione e l’organizzazione del Festino bandito dal Comune di Palermo. Per l’agenzia palermitana si tratta della terza produzione consecutiva: aveva infatti già firmato il 400° (in coproduzione con Balich Wonder Studio) e il 400°+1 (con Nuovo Millennio) conquistando in entrambe le occasioni riconoscimenti sulla scena internazionale degli eventi: la medaglia d’argento nella categoria Cultura al BEA (Best Event Award) World e la medaglia di bronzo nella classifica generale, al 400° Festino (2024). E l’anno successivo la conferma ai vertici anche in Italia, con la medaglia d’Oro al BEA Italia come Evento culturale dell’anno e la medaglia di bronzo nella categoria Celebrazione/ricorrenza.
L’intera regia è di ODD Agency. La direzione artistica di Luca Pintacuda, il carro trionfale è firmato dallo studio MCA – Mario Cucinella Architects, la nuova statua di Santa Rosalia è di Filippo Sapienza. Carlos Navarrete-Patiño insieme a Lidia Falletta firma i costumi, e Santi Pulvirenti le musiche originali. Direzione operativa di Lidia Falletta e proiezioni a cura di Antonino Serafino.
Le tre “voci” sono di altrettanti attori siciliani riconosciuti a livello nazionale: Dario Aita, Giusy Buscemi ed Ester Pantano, coordinati dall’acting director Carmelo Galati. Dalla collaborazione con il Palermo Calcio – i giovani della Primavera muoveranno il Carro – nascono alcune scene del Festino.
“Uno degli aspetti più straordinari del Festino è la sua natura profondamente collettiva: un progetto che nasce dall’incontro di molte discipline ma soprattutto un grande atto di comunità – spiega Luca Pintacuda – . Per una notte la città sospende divisioni sociali, generazionali e culturali e si riconosce in una storia condivisa che attraversa più di quattro secoli. È un fenomeno raro, forse unico, un rito urbano capace di tenere insieme memoria, fede, identità, arte e partecipazione popolare. Per chi arriva, il Festino rappresenta anche un’occasione irripetibile per attraversare e conoscere l’anima più autentica della città. Sempre in una sola notte.
I NUMERI E LA WEB APP
Il Festino è molto partecipato, l’anno scorso si sono superati i 350 mila spettatori. Non si tratta soltanto del corteo trionfale, ma di un’intera città che ritrova la sua anima, i riti e le tradizioni, anche i cibi di strada, che la rendono comunità, ma non la “fissano” in un tempo immobile, al contrario la fanno dialogare con il presente, ricreando ogni anno un’esperienza collettiva di grande intensità emotiva, che il cittadino riesce a trasmettere al turista.
Le testate nazionali e internazionali stanno dedicando attenzione alla manifestazione, inserita nei principali calendari; è quest’anno turisti e cittadini potranno contare su una nuovissima WEB APP “Il Festino in tasca” – già in download – accessibile dallo smartphone e in quattro lingue italiano, inglese, francese, spagnolo: mappe interattive e info pratiche su tradizioni, punti di interesse, la storia, la traduzione dei testi recitati in italiano. E dal giorno successivo (15 luglio), si potrà rivedere in “realtà aumentata” una parte dello spettacolo: inquadrando con la fotocamera Palazzo dei Normanni, sarà possibile rivivere il videomapping proiettato durante la prima tappa del Festino.
IL PROGETTO DI ODD AGENCY E COOPCULTURE
Al centro del racconto del Festino di ODD Agency e CoopCulture, con la direzione artistica di Luca Pintacuda, è la figura di Rosalia Normanna: un parallelo tra la storia della santa e quella dei normanni, entrambe narrazioni di un trauma trasformato in bellezza attraverso l’incontro con l’alterità di culture diverse. Il racconto intreccia la miracolosa liberazione dalla peste del 1624 con i valori del presente: ambiente, inclusione e senso di comunità.
Tre volti noti, gli attori Dario Aita, Giusy Buscemi ed Ester Pantano hanno ruoli diversi nella narrazione del Festino, ritrovando l’eredità arabo normanna ma riportandola all’oggi. Le cinque tappe del corteo promettono forte immersività, soprattutto ai Quattro Canti e a Porta Felice. Attorno alla costruzione del Festino stanno lavorando oltre cento tra artisti, artigiani, progettisti, costumisti, scenografi, scultori, creativi digitali, maestranze diverse, altamente specializzate per un’unica narrazione collettiva contemporanea. In scena cinquanta performer, tra artisti della compagnia One Thousand Dance di Luca Rapis e decine di ballerini palermitani. I costumi riportano le figure normanne all’oggi; le musiche originali di Santi Pulvirenti accompagnano l’intero percorso.
Il carro trionfale – cuore del corteo che attraversa l’antico Cassaro della città – è firmato da MCA – Mario Cucinella Architects che ha fatto nascere un bio-carro vivo in cui le architetture normanne dialogano con i giardini arabi e con la memoria del “paradiso-terrestre”. Il carro è un paesaggio scenografico ascensionale: un bosco rigoglioso ai piedi di Santa Rosalia in cui la componente vegetale, composta da 150 essenze mediterranee e ornamentali, diventa parte integrante della narrazione di una Palermo fertile, preziosa e accogliente. Santa Rosalia (abbracciata da oltre 300 farfalle luminose) emerge da un giardino mediterraneo in cui ogni pianta, fiore o arbusto, è scelto con cura, attenti alla sua simbologia, costruita con il SiMuA e l’Orto Botanico di Palermo, come manifesto vivente di sostenibilità.
“Il Carro di Santa Rosalia racconta Palermo attraverso le sue piante – spiega l’architetto – Monte Pellegrino, la macchia mediterranea, la Conca d’Oro, il Parco della Favorita, i balconi fioriti, i giardini storici e i simboli della tradizione cristiana si fondono in un unico paesaggio vegetale. Il Carro è la celebrazione di Santa Rosalia, della storia, della natura e dell’identità della Città, ma è anche un dispositivo di dialogo che invita a uscire dalla dimensione individuale a favore di una riflessione collettiva: come è stato per la Peste ai tempi della Santa, oggi la sfida che dobbiamo affrontare è l’emergenza climatica e ambientale”.
La nuova statua di Filippo Sapienza è una figura immateriale, accarezzata dal vento, fatta d’aria mista a pietà, che incarna un paradosso potente: vincere non attraverso la forza, ma con il suo opposto. Santa Rosalia tiene tra le mani una croce, realizzata con il legno recuperato dalle barche dei migranti, e un ramo d’ulivo, simbolo di pace, di radicamento alla terra e di pazienza millenaria, di pace.
IL PERCORSO
Palazzo dei Normanni (con Dario Aita)
La prima tappa del Festino prende forma attraverso un videomapping monumentale su Palazzo Reale, narrato da Dario Aita. Il racconto – testi di Fabrizio Pedone – mette in scena la capacità di Palermo di trasformare il trauma in bellezza condivisa. L’arrivo. La violenza delle battaglie. Poi l’incontro tra popoli, lingue e tradizioni da cui nasce una delle civiltà più straordinarie del Mediterraneo. La voce di Dario Aita e il videomapping guidano il pubblico in un racconto immersivo in cui suggestioni arabe, bizantine e normanne si fondono fino a trasformare la conquista in convivenza, il conflitto in identità, il trauma in bellezza condivisa.
E nella migliore tradizione delle grandi cerimonie internazionali, il Festino si aprirà con un cammeo ironico e sorprendente, capace di spiazzare e conquistare il pubblico.
La Cattedrale
La seconda tappa sul sagrato della Cattedrale è divisa in tre atti distinti — La Peste, La Fede, Il Rito — che costruiscono un unico percorso emotivo e simbolico. La scena si sviluppa come un linguaggio composito, danza, recitazione, canto, e la musica orchestrale di Batèria Siciliana, si intrecciano in una drammaturgia continua, sostenuta da un forte impatto scenotecnico. Dal buio della peste, attraversando la scoperta di Santa Rosalia, fino alla dimensione corale del Festino, il racconto mette in scena lo stesso movimento trasformativo: dal dolore individuale e collettivo alla nascita di un simbolo che unisce, capace ancora oggi di farsi rito condiviso e identità viva della città. Al centro del sagrato, un palco circolare a gradoni costruito attorno alla statua di Santa Rosalia, richiama gli altari votivi che per secoli i palermitani hanno eretto in onore della Santuzza. La Cattedrale normanna offre la quinta scenica: centinaia di luci dinamiche ne trasformano la facciata e gli interni atto per atto, ridisegnando lo spazio sacro a ogni cambio di scena.
ATTO I | La Peste
Il buio. La città è devastata dal contagio. Corpi che si trascinano, mascheroni sui gradoni, medici della peste che attraversano la scena. Il dolore collettivo prende forma in maniera quasi fisica, coreografica, viscerale. È l’inizio: dalla devastazione nascerà il miracolo.
ATTO II | La Fede (con Giusy Buscemi)
La scena si trasforma. Dal buio della peste emerge una luce ambra, divina. La Fede appare al centro del palco circolare, ammantata di bianco: è una figura solitaria, ascetica, sacra, recita sul canto del coro. La controluce crea un’aureola naturale. La città respira.
ATTO III | Il Rito (con Ester Pantano)
L’esplosione corale. La città intera sale sul palco. Orchestra, danzatori, coro e Ester Pantano guidano la scena verso la catarsi collettiva. La luce passa dal rosa al magenta, calda e trionfante. I beam e i laser beam tagliano il cielo. Il dolore è diventato bellezza.
QUATTRO CANTI
La tappa dei Quattro Canti porta il racconto nel presente, mettendo al centro lʼeredità viva della stagione normanna e di Santa Rosalia nella Palermo di oggi. Protagonisti del dialogo sono Dario Aita, Ester Pantano e Giusy Buscemi – il disegno dei costumi lavora per sottrazione: il bianco essenziale di lei, il blu notte di lui – che escono dai rispettivi personaggi che hanno incarnato nelle tappe precedenti e tornano se stessi, cittadini di Palermo nel presente. È uno dei momenti più spettacolari del Festino, di certo il più atteso dal pubblico: il videomapping sui Quattro Canti si accorda alla recitazione, amplificando parole e visioni, mentre il carro diventa fulcro scenico e spazio dellʼazione, presenza viva e simbolica attorno a cui si costruisce il racconto. Una tappa che non guarda più indietro, ma dentro il presente: dove lʼeredità si fa responsabilità, e la memoria continua a generare futuro. Il sindaco sale sul Carro e lancia il suo augurio simbolico, “Viva Palermo, viva Santa Rosalia”
Sulle quattro facciate dei Canti, un filo continuo di LED riporta agli apparati effimeri del Seicento. Il videomapping abita i prospetti barocchi e li trasforma in racconto visivo, mentre i beam tagliano il cielo. Luci e cannoni di coriandoli: tre minuti in cui la geometria del passato diventa esplosione del presente.
PORTA FELICE
Ancor più quest’anno il passaggio del Carro diventa un momento corale che si espande fra lo spazio urbano e il cielo. Nel punto culminante, uno sciame di droni (a cura di Drone Show Italy) si solleva e compone nel buio figure luminose: parole e simboli che appartengono alla città — “W Palermo e Santa Rosaliaˮ, segni iconici legati alla Santa — tracciando una scrittura effimera e condivisa. Luci e musica accompagnano la composizione, sincronizzandosi con il movimento del carro, che resta il cuore dellʼazione scenica. Terra e cielo si rispondono: sotto, il rito; sopra, la sua eco luminosa. Unʼimmagine contemporanea e spettacolare, in cui la tradizione si apre al linguaggio del presente, trasformando il passaggio in una dichiarazione collettiva di identità e appartenenza.
FORO ITALICO
Quarantacinque minuti di giochi pirotecnici sul mare chiuderanno il Festino. A cura di La Rosa International Fireworks.
IL CARRO DI MARIO CUCINELLA
Il progetto del Carro a firma di MCA – Mario Cucinella Architects, si ispira all’immagine di Palermo-città giardino, in cui natura, storia e culture differenti si intrecciano in modo profondo. Il concept prende ispirazione dalla tradizione dei giardini arabo-normanni e dalla memoria del “paradiso terrestre”. Il Carro (circa 10 metri) è un’ architettura devozionale, festiva, vegetale e simbolica, con la figura della Santa posta al centro di una composizione ascensionale, una montagna abitata dal verde, costruita attraverso volumi lignei sovrapposti e sfalsati, che richiamano terrazzamenti, basamenti architettonici e moduli decorativi dell’arabonormanno. Santa Rosalia emerge da un bosco rigoglioso, abbracciata e protetta da un’esplosione di circa 300 farfalle – realizzate con un sistema di illuminazione puntuale – presenze sospese, leggere e quasi immateriali, capaci di creare un’atmosfera di meraviglia attorno alla Santa.
La luce calda che le anima richiama l’oro, la palette cromatica del progetto è costruita sul dialogo il legno, il verde vegetale e la luce calda. Un carro organico in cui la natura vive e affida al suo rigoglioso apparato vegetale, oltre 150 esemplari in circa 40 fioriere, scelti in sinergia con l’Orto Botanico di Palermo: ogni pianta ha un suo forte riferimento e valore simbolico, alloro, leccio, lentisco, mirto, fillirea, olivastro, rosmarino e viburno tino, arancio amaro, olivo domestico, la palma nana, alloro, cipresso, le rose e i gigli bianchi, ma anche disa, capelvenere e scornabecco fino alla pomelia.
LA STATUA DI SANTA ROSALIA DI FILIPPO SAPIENZA
Santa Rosalia, Rosa dell’Eden, accarezzata dal vento del Cassaro che sale dal mare: Filippo Sapienza ha disegnato una figura immateriale, fatta di aria mista a pietà, che incarna un paradosso potente: vincere non attraverso la forza, ma con il suo opposto. La pace di Rosalia è disarmata — cioè priva di ogni arma, esposta, vulnerabile — e, proprio per questo, disarmante, capace di sciogliere resistenze che nessuna potenza esterna riuscirebbe a piegare. Non è la pace dei trattati o dei compromessi, ma quella più rara e preziosa di chi ha rinunciato a difendersi e, proprio in questa rinuncia, ha trovato una forza inattaccabile. Al centro di questa figura c’è un silenzio abitato, attraversato da un’intensa presenza interiore di Dio. Santa Rosalia tiene tra le mani una croce, realizzata con il legno recuperato dalle barche dei migranti, e un ramo d’ulivo, simbolo di pace, di radicamento alla terra e di pazienza millenaria, di pace. La vita di Rosalia diventa così una risposta silenziosa, ma eloquente, alla logica della sopraffazione, alla peste di ogni tempo metafora di ogni male collettivo: l’odio, la paura, la violenza, l’indifferenza. La statua, alta due metri, è stata riprodotta grazie alla scansione del modello e alla sua riconfigurazione per la stampa 3D: un lavoro sinergico con Cristian Mancino ed Enrico Lepre di RuiLab – Palermo.
LA CITTÀ PER IL FESTINO
Cittadini e turisti potranno contare sulla nuovissima WEB APP “Il Festino in tasca” – già in download – accessibile dallo smartphone in quattro lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo), una vera guida smart per vivere il Festino al meglio. È stato preparato anche un kit tematico e una mappa da distribuire agli ospiti di alberghi e b&b, e nella settimana a cavallo della manifestazione sarà disponibile un biglietto speciale per visitare i siti culturali della città. È stato anche costruito un fitto programma di manifestazioni collaterali gratuite, sostenute dall’assessorato comunale alla Cultura (info sulla web App). L’associazione Yellow School, impegnata nella promozione dello sviluppo delle autonomie personali di soggetti con disabilità, ha realizzato un mosaico che raffigura una Santuzza che si alza da una sedia a rotelle, come simbolo di speranza e di fede. Il progetto è stato realizzato sotto la guida di Giuseppe Inguì.
Il CONCORSO FOTOGRAFICO “Palermo rifiorisce con Santa Rosalia”
Giunto alla sua terza edizione, è un’iniziativa del Comune di Palermo nata per raccontare il Festino come evento identitario della città. L’obiettivo è quello di creare ogni anno un foto-racconto del Festino che diventa, nel tempo, un archivio storico del patrimonio culturale e artistico di Palermo. Le foto vincitrici, oltre ad essere esposte a Palermo, compongono una mostra itinerante in giro per il mondo, nelle città gemellate con Palermo e nei principali Istituti Italiani di Cultura.


