Alaa Faraj torna in libertà dopo 11 anni: accolto il sì alla revisione del processo
Alaa Faraj, ex studente libico di ingegneria e in passato promessa del calcio, è tornato in libertà dopo circa undici anni di detenzione nel carcere Ucciardone di Palermo. La scarcerazione è avvenuta nel pomeriggio del 19 maggio 2026, dopo la decisione della Corte d’appello di Messina che ha accolto l’istanza di revisione del processo a suo carico e disposto la sospensione dell’esecuzione della pena in attesa del nuovo giudizio.
La decisione dei giudici e la nuova fase del processo
Faraj era stato condannato a 30 anni di reclusione per il presunto ruolo di scafista in una traversata del 2015 in cui morirono asfissiati 45 migranti. Nel tempo la difesa ha sempre contestato l’impianto accusatorio, sostenendo che il giovane fosse un semplice passeggero.
La revisione è stata resa possibile dall’emersione di nuovi elementi e testimonianze ritenute rilevanti dai giudici, tra cui dichiarazioni che confermerebbero l’assenza di un ruolo attivo nell’organizzazione del viaggio. La Cassazione aveva in precedenza rigettato una richiesta analoga, ma la nuova valutazione della Corte d’appello di Messina ha ribaltato lo scenario, aprendo alla sospensione della pena e alla liberazione.
All’uscita dal carcere, Faraj ha dichiarato: «Sentirò i miei genitori e starò con i miei amici». Ad attenderlo anche l’attivista dei diritti e docente universitaria Alessandra Sciurba, con cui ha collaborato alla stesura di un libro sulla sua vicenda. I due si sposeranno a giugno. (foto Ansa)

