Il sovraffollamento turistico mette in pericolo leopardi dello Sri Lanka e il loro habitat.

Il sovraffollamento turistico mette in pericolo leopardi dello Sri Lanka e il loro habitat.

Crisi della Conservazione al Parco Nazionale di Yala

Il Parco Nazionale di Yala, noto per la sua straordinaria biodiversità, sta affrontando una crisi di conservazione. Secondo il reporter Kamanthi Wickramasinghe di Mongabay, il crescente numero di safari e il comportamento irresponsabile dei conducenti minacciano la fauna selvatica, in particolare i famosi leopardi.

Un Afflusso Incontrollato di Visitatori

Blocco I del parco vanta una delle densità più elevate di leopardi al mondo, con un esemplare per chilometro quadrato. Nel primo semestre del 2025, il parco ha attirato quasi 390.000 visitatori, generando più di 5 milioni di dollari di entrate. Questo flusso incessante di turisti ha avuto un impatto diretto sugli animali, con il rischio di incontri ravvicinati e incidenti.


Uno dei fattori chiave nell’aumento della pressione turistica è l’esplosione dei social media e il miglioramento della ricezione mobile. Milinda Wattegedara, fotografo di wildlife e co-fondatore del Yala Leopard Center, ha constatato che i conducenti possono avvisare rapidamente altri della presenza dei leopardi, portando molto spesso a situazioni di “jam leopard” con più veicoli che cercano di avvicinarsi a un animale.

In questo contesto, i leopardi di Blocco I si sono abituati alla presenza umana e ai veicoli, ma questa vicinanza ha creato situazioni pericolose. Incidenti passati hanno portato alla morte di un giovane leopardo e di un gatto della giungla. Recentemente, un leopardo maschio di spicco, chiamato Lucas, ha fatto notizia per un incontro ravvicinato con un veicolo safari.

Normative e Iniziative per la Protezione dei Leopardi

Ravindra Kumar, guardiano del Parco Nazionale di Yala, ha dichiarato che di solito si consiglia ai conducenti di spegnere il motore quando si avvicinano agli animali. Purtroppo, un conducente ha acceso il motore, spaventando il leopardo. Lucas è stato successivamente avvistato sano e salvo nelle sue zone abituali.

Per affrontare le problematiche legate alla velocità e ad altre pratiche di guida inadeguate, il Dipartimento per la Conservazione della Fauna Selvatica (DWC) e la Wildlife and Nature Protection Society (WNPS) hanno avviato programmi obbligatori di formazione e licenza per i conducenti. A partire dall’inizio del 2024, solo 552 jeep registrate e autorizzate possono entrare nel parco, e i conducenti rischiano multe o sospensioni della licenza per violazione delle linee guida di sicurezza o dei limiti di velocità.


Strategia di Mitigazione e Sostenibilità

Il governo ha proposto ulteriori strategie per alleviare la pressione ecologica su Blocco I, come limitare l’ingresso dei veicoli a circa 250-300 jeep per sessione. Inoltre, si prevede di installare tracker GPS su tutte le jeep safari per monitorare e far rispettare i limiti di velocità. Un’altra iniziativa è l’apertura di aree meno popolate, come i Blocchi III, IV, V e VI, per diversificare il traffico turistico.

Srilal Miththapala, esperto di fauna selvatica e professionista nel campo del turismo sostenibile, ha sottolineato che la sostenibilità a lungo termine del parco richiede un cambio di mentalità. È fondamentale passare dalle sole “spunte” sui controlli degli avvistamenti a un modello che privilegi la qualità dell’esperienza con la fauna selvatica e una rigorosa applicazione delle regole del parco.

Verso un Turismo Etico e Sostenibile

L’obiettivo finale, secondo Wattegedara, è quello di rendere il Parco Nazionale di Yala una destinazione di interesse mondiale, dove convivenza tra conservazione dei leopardi e turismo etico possano prosperare. Questo è il traguardo a cui dovrebbero tendere tutti gli attori coinvolti, compresi ricercatori, conducenti di safari e istituzioni governative.

In un contesto in cui la conservazione della fauna selvatica è più importante che mai, il Parco Nazionale di Yala rappresenta un esempio cruciale di come l’industria del turismo possa influenzare gli ecosistemi fragili. È necessario, pertanto, un impegno collettivo per garantire che il futuro dei leopardi e di altre specie nel parco rimanga luminoso.

Per approfondire ulteriormente, puoi leggere l’articolo completo di Kamanthi Wickramasinghe su Mongabay.

Fonti Ufficiali

  • Mongabay
  • Dipartimento per la Conservazione della Fauna Selvatica (DWC)
  • Wildlife and Nature Protection Society (WNPS)

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