Strage di via D’Amelio, Procura: accelerazione fu “preventiva” per fermare Borsellino
La strage di via D’Amelio, in cui il 19 luglio 1992 vennero uccisi il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, potrebbe aver subito un’accelerazione decisiva dopo un intervento pubblico dello stesso magistrato. È quanto emerge dalla richiesta di archiviazione depositata dalla Procura di Caltanissetta in uno dei filoni d’indagine ancora aperti sui mandanti e sulle cause dell’attentato.
Secondo i magistrati nisseni, il momento chiave sarebbe stato il discorso tenuto da Borsellino il 25 giugno 1992 a Casa Professa. In quell’occasione, il giudice dichiarò apertamente di essere a conoscenza di elementi rilevanti sulle dinamiche che avevano portato prima all’isolamento professionale e poi all’uccisione di Giovanni Falcone. Informazioni che, precisò, avrebbe riferito esclusivamente all’autorità giudiziaria competente.
