Ugandesi insoddisfatti per gli sforzi di riabilitazione legati alla pipeline: rapporto.
Gli Impatti del Gasdotto EACOP in Uganda: Livelli di Insoddisfazione e Preoccupazioni Ambientali
A una nuova indagine condotta sul campo riguarda le persone colpite dalla costruzione dell’East African Crude Oil Pipeline (EACOP) in Uganda, emerge un quadro preoccupante: un terzo dei partecipanti ha affermato che i programmi di ripristino dei mezzi di sussistenza non hanno migliorato le loro condizioni di vita. Questo progetto, che si estende per 1.443 chilometri, è il più lungo oleodotto riscaldato al mondo e trasporterà petrolio da Hoima, nell’Uganda centrale, al porto costiero di Tanga in Tanzania per l’esporto.
Secondo il rapporto commissionato dall’Africa Institute for Energy Governance (AFIEGO), i residenti colpiti segnalano che gli strumenti agricoli forniti sono arrivati in ritardo e di scarsa qualità, con tassi di germinazione insoddisfacenti. Alcuni degli intervistati che hanno ricevuto un indennizzo monetario per acquistare terreni alternativi hanno dichiarato che il risarcimento era insufficiente e non erano in grado di comprare terreni delle stesse dimensioni di quelli persi.
Non Solo Indennizzi: Un’Altra Realtà
Le persone residenti lungo il percorso dell’oleodotto hanno espresso preoccupazioni riguardo alla sicurezza, ai rischi ambientali e alla possibile svalutazione delle proprietà. Le condizioni di vita di chi ha subito spostamenti sono peggiorate, con riflessi su povertà, insicurezza alimentare e condizioni di vita complessive.
È importante notare che il progetto ha colpito circa 3.648 persone, di cui 203 sono state fisicamente sfollate. I residenti intervistati provenivano da 10 distretti ugandesi attraversati dall’oleodotto e la loro frustrazione è nota. La qualità delle sementi di fagiolo, mais e caffè, tra gli altri, è stata un punto critico.
