Truffa del finto carabiniere: provvedimento nei confronti di un catanese

Truffa del finto carabiniere: provvedimento nei confronti di un catanese

La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare del divieto di dimora nel territorio di tutti i comuni della provincia di Agrigento, con prescrizione di non farvi rientro, nei confronti di un uomo originario della provincia di Catania.

Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Agrigento, su richiesta della Procura della Repubblica, nell’ambito di un’indagine per truffa aggravata ai danni di una donna, realizzata con il metodo del cosiddetto “falso carabiniere”.

Il raggiro del falso maresciallo

Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dagli agenti della Sezione Reati contro il Patrimonio della Squadra Mobile di Agrigento, l’indagato, insieme a un complice minorenne, avrebbe contattato telefonicamente la vittima spacciandosi per un Maresciallo dei Carabinieri.

Nel corso della conversazione, l’uomo avrebbe indotto la donna a credere di essere rimasta inconsapevolmente coinvolta in una rapina. Facendo leva sulla paura e sulla confusione, i due avrebbero così convinto la vittima della necessità di ulteriori accertamenti.

Successivamente, si sarebbero presentati presso l’abitazione della donna e, con il pretesto di dover verificare la provenienza di alcuni beni, si sarebbero fatti consegnare i monili in oro custoditi in casa.

La denuncia della vittima ha permesso agli investigatori di avviare immediatamente le indagini, che hanno condotto all’identificazione del presunto responsabile e alla richiesta della misura cautelare.

Massima attenzione contro le truffe agli anziani

L’operazione si inserisce nell’ambito della costante attività di prevenzione e contrasto ai reati predatori, con particolare attenzione ai raggiri ai danni di soggetti vulnerabili, spesso presi di mira attraverso artifici e inganni.

Le forze dell’ordine ribadiscono l’importanza di non fidarsi di richieste telefoniche sospette e di segnalare tempestivamente qualsiasi tentativo di truffa al numero di emergenza.

Si precisa che le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dalla Squadra Mobile di Agrigento, sono tuttora in corso. La responsabilità penale dell’indagato non è stata ancora accertata in via definitiva e vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza passata in giudicato.

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