Riduzione di PFAS nei balenotteri del Nord Atlantico dimostra l’efficacia delle normative.
Un Calo Sostenuto nei PFAS nei Capodogli dell’Atlantico Settentrionale
Secondo uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Harvard, i capodogli (Globicephala melas) dell’Atlantico Settentrionale presentano una concentrazione di PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche) ereditari inferiore del 60% rispetto a dieci anni fa. Questo risultato positivo offre una rara spiegazione sull’efficacia delle normative chimiche, evidenziando come i produttori abbiano iniziato a ridurre la produzione di PFAS problematici all’inizio del 2000 a causa di preoccupazioni per la tossicità.
Lo studio, pubblicato nelle Proceedings of the National Academy of Sciences, ha analizzato campioni di tessuti di capodogli raccolti nelle Isole Faroe dal 1986 al 2023. I ricercatori hanno misurato il livello di organofluorine—un indicatore della contaminazione complessiva da PFAS—e di singoli composti nei tessuti epatici e muscolari. I PFAS, noti anche come “sostanze chimiche eterne” a causa della loro sorprendente stabilità nell’ambiente, sono stati utilizzati sin dagli anni ’50 in prodotti come pentole antiaderenti, abbigliamento impermeabile e imballaggi alimentari.
