Mauritania: stop all’eccesso di farina di pesce con nuove regolamentazioni governative.
La Crisi dell’Industria del Farina di Pesce in Mauritania
Mauritania, un tempo un importante produttore di farina di pesce, sta attraversando un periodo di crisi nel suo settore ittico. Fino a pochi anni fa, il paese vantava il secondo numero più alto di impianti di lavorazione al mondo, favorito da regolamenti permissivi e dall’emissione rapida di permessi tra il 2007 e il 2021. Nel 2021, oltre la metà delle catture totali di pesce pelagico veniva utilizzata per la produzione di farina di pesce. Con l’entrata in vigore di regolamenti più severi, la situazione è cambiata drasticamente.
La Situazione Attuale
Oggi, secondo le stime di Mongabay, solo otto impianti di farina di pesce in Mauritania sono ancora attivi (settembre 2025), e la produzione è crollata di oltre la metà rispetto al picco del 2020. Un cambiamento significativo che ha colpito anche Bountiya, una zona costiera di Nouadhibou, una delle città più grandi della Mauritania, che un tempo era il centro pulsante dell’industria della farina di pesce.
Nel 2018, la zona era affollata di camion e persone. Un direttore di uno degli stabilimenti, parlando con Mongabay, ha detto: “Era così affollato che non potevi nemmeno parcheggiare la tua auto”. Oggi, la situazione è incomparabile e la maggior parte degli stabilimenti è chiusa. Quelli ancora in attività faticano a sopravvivere, complici le nuove restrizioni governative che limitano l’accesso al pesce fresco.
