Silvopastorizia in Amazzonia: può ridurre l’impatto ambientale della carne bovina?

Silvopastorizia in Amazzonia: può ridurre l’impatto ambientale della carne bovina?

Sistemi Silvopastorali: Un Futuro Sostenibile per l’Amazzonia Peruviana

I sistemi silvopastorali, che combinano alberi e pascoli, sono ancora poco diffusi in America Latina a causa dei costi elevati e della mancanza di conoscenze tecniche. Gli esperti affermano che è fondamentale formare gli allevatori, come avviene nella regione amazzonica del Perù, dove sono stati avviati progetti pilota su aree degradate. Quando implementati correttamente, i sistemi silvopastorali possono offrire una significativa sequestrazione di carbonio e nutrimento per il bestiame.

L’Innovazione in Amazzonia

Nel comune di Iñapari, situato nell’Amazzonia peruviana al confine con Bolivia e Brasile, molti allevatori stanno abbandonando i pascoli monoculturali, che danneggiano la biodiversità, per adottare un approccio che include aree boschive. Antonio Cardozo, un allevatore locale, ha piantato centinaia di alberi autoctoni e ha notato miglioramenti nella dieta e nella salute del suo bestiame, oltre a guadagni aggiuntivi.

“Imparare ha un costo, ma nei prossimi anni si iniziano a vedere i risultati,” afferma Cardozo. La combinazione di alberi e pascolo rotazionale ha permesso di raddoppiare il numero di vacche per ettaro in meno di un anno.

Difendiamo la Biodiversità

La zootecnia è responsabile di circa l’80% della deforestazione nella regione amazzonica e il 14,5% delle emissioni globali di gas serra. Nonostante ciò, le soluzioni agricole ricevono solo il 7% dei fondi globali per il clima. I sistemi silvopastorali rappresentano una rara opportunità per ridurre le emissioni di gas serra a livello globale. Condizioni ideali possono portare alla sequestrazione di carbonio negli alberi e nel suolo, fornendo al contempo foraggio migliore e ombra per le vacche soggette a stress termico. Questo approccio può anche aiutare i piccoli agricoltori a adattarsi ai disastri climatici, garantendo maggiore sicurezza alimentare e resilienza a inondazioni e siccità.


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Nonostante i vantaggi, l’adozione dei sistemi silvopastorali rimane bassa. Tuttavia, il panorama sta cambiando grazie a un crescente supporto pubblico e privato in paesi come il Perù, che ha recentemente integrato questa pratica nel suo Piano Nazionale di Sviluppo Zootecnico e nel suo piano climatico nazionale. Questa iniziativa rende il Perù il decimo paese latinoamericano a farlo.

Iniziative per Una Crescita Sostenibile

Carlos Gómez Bravo, professore di scienze animali, indica che un’analisi costi-benefici ha messo in evidenza i sistemi silvopastorali come priorità per la riduzione delle emissioni. Il ministero per l’ambiente del Perù ha promesso di convertire 119.000 ettari di terre degradate in silvopascoli entro il 2030, ma i progressi finora sono stati limitati e manca un meccanismo di reporting.

Piantare alberi da solo non garantisce benefici ambientali o economici. I sistemi silvopastorali devono soddisfare specifiche condizioni e ci sono preoccupazioni riguardo agli effetti collaterali, come il rischio di deviare investimenti dalla produzione di alimenti vegetali.


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Un aspetto cruciale nella transizione verso pratiche più sostenibili è l’economia. Anche se i sistemi silvopastorali possono triplicare la produttività in pochi anni, il recupero dell’investimento iniziale richiede tempo e una buona gestione finanziaria è essenziale. Gli allevatori spesso vedono il bestiame come una riserva, liquida se necessario, complicando l’implementazione di strategie a lungo termine.

Sostenibilità e Efficacia

Secondo studi recenti, i sistemi silvopastorali offrono potenziali vantaggi significativi, ma solo se pianificati e gestiti correttamente. Per esempio, Lucy Dablin della Open University ha creato un design specifico per l’Amazzonia che valuta alberi autoctoni in base a vari parametri. Le leguminose veloci come l’Inga edulis, nota anche come fagiolo gelato, sono particolarmente apprezzate per il loro alto contenuto proteico.

“Le vacche ne amano le foglie e i suoi radici fissano l’azoto, migliorando la fertilità dei suoli degradati,” afferma Dablin.


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La World Wildlife Fund ha lanciato iniziative in Perù per promuovere metodi di silvopastoralismo, formando circa 500 agricoltori e avviando progetti su 40 ettari di terreno degradato. Karina Salas, manager presso WWF Peru, sottolinea l’importanza del coinvolgimento degli agricoltori nel processo decisionale.

Un Futuro Sostenibile per l’Amazzonia

La gestione sostenibile delle terre degradate in Amazzonia è essenziale per salvaguardare la biodiversità. Tuttavia, esperti come Matthew Hayek avvertono che l’investimento in pratiche come il silvopastorismo potrebbe rivelarsi vantaggioso, ma è necessario un equilibrio tra le incentive economiche e la riduzione della domanda di carne.

“Se il silvopastorismo porta a un aumento della domanda di carne, potremmo ritrovarci in un circolo vizioso,” afferma Hayek.

In definitiva, per proteggere l’Amazzonia e garantire un futuro sostenibile, è fondamentale continuare a esplorare e integrare sistemi innovativi come il silvopastorismo nella pratica agricola. La necessità di un approccio integrato può evitare il deterioramento ambientale e promuovere una convivenza armoniosa tra agricoltura e biodiversità.

Fonti

  1. Food and Agriculture Organization (FAO)
  2. World Wildlife Fund (WWF)
  3. Studi pubblicati in “Frontiers in Animal Science” e “Agriculture, Ecosystems & Environment”

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