La Sostenibilità della Conservazione: Il Progetto di Asili a Pemba
Negli ultimi decenni, esperti di conservazione hanno evidenziato l’urgenza di sviluppare modelli economici sostenibili per preservare la natura, riducendo la dipendenza dai fondi dei donatori. In Tanzania, sull’isola di Pemba, un’azienda chiamata Asili sta esplorando un innovativo progetto di allevamento di cetrioli di mare, cercando di conciliare ritorni commerciali e protezione ambientale.
Asili si propone di costruire le infrastrutture necessarie per coltivare e lavorare i cetrioli di mare, sostenendo nel contempo la restaurazione degli ecosistemi marini. Tuttavia, rimangono interrogativi cruciali. I cetrioli di mare possono essere prodotti in quantità sufficienti per rendere il business sostenibile? I profitti potranno essere condivisi equamente con le comunità locali? E un modello che integra conservazione e commercio può davvero mantenere queste promesse?
Le Sfide delle Comunità Costiere di Pemba
Pemba, parte della regione semiautonoma di Zanzibar, affronta gravi sfide. I residenti di Shamiani notano una costante diminuzione delle risorse marine, aggravata dal riscaldamento delle acque e dalla pressione della pesca. Per far fronte a questa crisi, i residenti stanno adottando un approccio diverso, stabilendo zone protette nel fondale marino. Queste aree, delimitate da corde, fanno parte di un progetto volto a gestire meglio le risorse locali e garantire un futuro sostenibile.
Tradizionalmente, le acque costiere dell’isola hanno sostenuto molte famiglie di pescatori. Negli ultimi anni, però, la scarsità di risorse come i cetrioli di mare ha costretto i pescatori a lavorare di più per ottenere risultati molto inferiori. La comunità di Shamiani è così stata coinvolta in incontri per discutere la gestione delle risorse e la creazione di zone di protezione.
Asili, operante a Pemba dal 2022, ha avviato un progetto di allevamento di cetrioli di mare in aree protette. Il modello punta a ripristinare gli ecosistemi costieri e a generare reddito, condividendo i profitti con le comunità che rinunciano a parte delle loro zone di pesca. Come spiegato dal co-fondatore Tim Kluckow, il progetto è frutto di approfondite discussioni con la comunità, volte a chiarire i benefici e le modalità di gestione delle nuove aree.
“Non è stato un processo rapido; ci sono volute molte ore di discussione per arrivare a un accordo,” racconta Kluckow. Al centro del modello c’è l’idea che, se le comunità aiutano a proteggere l’habitat costiero e il progetto di allevamento ha successo, la conservazione potrà diventare una fonte di reddito.
I cetrioli di mare sono tra i prodotti marini più pregiati e ricercati, in particolare in Asia, dove sono considerati un cibo di lusso e sono attribuite proprietà medicinali. Questo mercato offre un’opportunità unica per le comunità di generare reddito significativo. Secondo i dati della FAO, l’alto valore della domanda ha condotto a una forte pressione sulle popolazioni selvatiche, rendendo necessario l’interesse per l’acquacoltura come alternativa per sostenere queste risorse.
Asili mira a distinguersi, evitando la privatizzazione delle risorse marine e collaborando con le comunità per garantire un modello cooperativo di business. Circa 300 degli 900 residenti di Shamiani sono coinvolti nel progetto, contribuendo attivamente alla sua implementazione.
Un Approccio Cooperativo alla Pesca
Il progetto Asili non si basa su un modello di proprietà individuale, bensì sulla cooperazione tra i membri della comunità. Molti di loro sono donne e giovani che si dedicano alla sorveglianza e alla preparazione delle aree protette. Questa iniziativa è vista come una potenziale opportunità per migliorare le condizioni economiche locali.
Sharif Tano Sharif, un giovane di Shamiani, ha espresso grande ottimismo per il progetto, evidenziando i benefici attesi. “In base a quanto vediamo, crediamo porterà molti vantaggi e profitti,” ha condiviso con Mongabay. Questa visione positiva è condivisa da altri giovani membri della comunità, che partecipano attivamente ai lavori di monitoraggio e protezione delle aree designate per l’allevamento dei cetrioli di mare.
Kluckow ha sottolineato che la chiave per il successo sono le ricompense distribuite equamente, con il 50% dei profitti destinati alla comunità e l’altro 50% per mantenere e far crescere l’azienda. Di questa quota, metà andrà direttamente a chi lavora nei campi, mentre l’altra metà sarà destinata a un fondo comunitario per supportare scuola, acqua e sviluppo locale.
Questo modello ha lo scopo di garantire che le comunità non solo beneficino del progetto, ma che diventino parte attiva nel suo successo e nella sostenibilità a lungo termine delle risorse marine.
Le donne giocheranno un ruolo cruciale in questo progetto, svolgendo funzioni di monitoraggio e sorveglianza nelle ore diurne. Questo approccio è particolarmente significativo in un contesto in cui le opportunità di reddito per le donne sono generalmente limitate. Il progetto, che attualmente è sostenuto da finanziamenti esterni, intende espandere le colonnine di produzione e coinvolgere un numero crescente di comunità locali.
Se il modello di coltivazione dei cetrioli di mare si dimostrerà efficace, Asili potrà anche considerare l’allevamento di altre specie marine, creando così ulteriori opportunità per i residenti dell’isola.
Il futuro di questo progetto innovativo rimane aperto. La sua riuscita dipende dalla capacità di produrre un numero sufficiente di cetrioli di mare, mantenere il consenso comunitario e trovare mercati affidabili per il prodotto finale. Come affermato da Garcin, “le persone non devono essere semplici beneficiari; devono essere considerati attori e partner commerciali nell’ottica di una vera sostenibilità.”
Fonti ufficiali:
- FAO – Food and Agriculture Organization
- Mongabay
- Conservation International
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