Il Vaticano lancia una campagna per il disinvestimento dalle miniere
ROMA (AP) — Venerdì, il Vaticano ha avviato una campagna per promuovere il disinvestimento dalle industrie minerarie, affermando che la Chiesa cattolica dovrebbe investire i propri fondi in modo coerente con i suoi principi ecologici. L’iniziativa intende incoraggiare le chiese locali a rivedere le proprie strategie d’investimento e disinvestire dove necessario.
L’iniziativa prende spunto dall’enciclica ambientale “Laudato Si'” di Papa Francesco, pubblicata nel 2015, che condanna le multinazionali che sfruttano le risorse naturali della Terra, spesso a scapito delle popolazioni più vulnerabili, tra cui quelle indigene. La campagna coinvolge anche altre organizzazioni cristiane e si basa su un network ecumenico esistente, il Churches and Mining Network, attivo soprattutto in America Latina.
La voce delle comunità indigene
Yolanda Flores, leader delle popolazioni Aymara in Perù, ha condiviso con forza la propria esperienza durante una conferenza stampa del Vaticano, descrivendo la paura che le madri indigene provano nel constatare che l’acqua potabile è inquinata dagli scarichi delle attività estrattive. “La grande domanda è: chi finanzia tutto ciò? Chi fornisce il denaro per avvelenarci?”, ha chiesto con emozione, sottolineando i gravi rischi per la salute dei bambini.
Cardinale Álvaro Ramazzini, originario del Guatemala, ha ricordato la sua esperienza come vescovo di San Marcos, dove il governo locale permise a una società mineraria canadese di esplorare e estrarre argento e oro. Pur riconoscendo che il progetto aveva fornito un’occupazione temporanea alla popolazione locale, ha affermato che i veri beneficiari erano solo gli azionisti della società. “Era un’azione legale? Sì. Promuoveva lo sviluppo olistico delle comunità? No”, ha dichiarato. “Per quanto riguarda la giustizia distributiva, le operazioni minerarie erano eque? No”.
Alla domanda se il Vaticano in passato avesse investito in società minerarie, il Cardinale Fabio Baggio, numero due dell’ufficio ecologia del Vaticano, ha risposto di non saperlo, ma ha aggiunto che è importante “guardare anche in casa propria” quando si lanciano simili campagne. Nel 2022, Papa Francesco ha formato un comitato di esperti finanziari, sia ecclesiali che esterni, per garantire la natura etica degli investimenti della Santa Sede in base alla dottrina sociale della Chiesa, bilanciando redditività e rischi.
Lo scorso mese, la banca vaticana ha annunciato due parametri azionari che rispondono a criteri etici cattolici e sono stati pensati come riferimento per gli investimenti cattolici a livello globale. Questi parametri sono stati definiti i Principi Cattolici Morningstar IOR per la zona euro e per gli Stati Uniti.
Questa campagna si inserisce in un contesto più ampio di crescente consapevolezza ecologica, e riflette un impegno della Chiesa cattolica a sostenere pratiche sostenibili. Il Vaticano mira a sostenere non solo i principi etici ma anche le esigenze delle comunità locali, fornendo loro informazioni sulle attività di estrazione che avvengono sui loro territori.
L’iniziativa ha trovato supporto non solo all’interno della comunità cattolica, ma anche tra altre denominazioni e organizzazioni non profit che lottano per la giustizia ambientale. Le testimonianze di leader indigene come Yolanda Flores sono essenziali per mettere in luce le problematiche reali legate all’estrazione mineraria e al suo impatto sulle comunità vulnerabili in tutto il mondo.
La Santa Sede, facendosi portavoce di valori etici e sociali, intende promuovere un cambiamento significativo nella gestione degli investimenti, sottolineando l’importanza di rispondere ai bisogni delle popolazioni locali e di proteggere la Madre Terra. La speranza è che, attraverso questa campagna, altre istituzioni e individui si uniscano all’appello a disinvestire dalle industrie dannose e a coltivare pratiche più sostenibili e responsabili.
Fonti ufficiali: Vatican News, Associated Press
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