Un nuovo trattato per chiudere l’era dei combustibili fossili è fondamentale ora più che mai.

Un nuovo trattato per chiudere l’era dei combustibili fossili è fondamentale ora più che mai.

I Costi Umani e Ambientali della Dipendenza Energetica

Oltre ai danni economici, questa guerra ha portato a una tragica perdita di vite umane e alla distruzione di comunità. Le famiglie stanno affrontando il dolore e la destabilizzazione, mentre gli obiettivi di crescita, i posti di lavoro e le forniture alimentari sono messi in pericolo da speculatori e grandi imprese che traggono profitto dall’aumento dei prezzi. Secondo un rapporto della Clean Energy Initiative Ember, i Paesi importatori di combustibili fossili hanno speso 1,7 trilioni di dollari nel 2024, un costo destinato a salire ulteriormente con l’aumento dei prezzi.

Ma il conflitto non ha solo un costo economico. Le attacchi alle infrastrutture petrolifere stanno causando disastri ecologici enormi, con sversamenti di petrolio che contaminano gli ecosistemi marini e le esplosioni delle raffinerie che rilasciano inquinanti tossici. Queste ferite ecologiche potrebbero persistere molto dopo l’estrazione dell’ultima goccia di petrolio dalle aree colpite.


La conferenza di Santa Marta rappresenta un’opportunità cruciale per discutere come gestire la fase-out dei combustibili fossili a livello globale. I governi sono ora pronti ad affrontare il tema della dipendenza da petrolio, gas e carbone, un cambiamento significativo rispetto ai negoziati climatici dei decenni scorsi, che tendevano a escludere questa questione in favore di calcoli sulle emissioni di carbonio e sull’efficienza energetica. Ma per affrontare le sfide attuali, è necessario un approccio globale. Le attuali politiche energetiche superano già il budget di carbonio di 1,5 °C, rendendo essenziale una cooperazione internazionale per allinearle.

Un Trattato sui Combustibili Fossili, oltre a regolamentare le emissioni, potrebbe garantire un’uscita coordinata e giusta dai combustibili fossili. I piani nazionali sono fondamentali, ma il rischio è che un approccio esclusivamente nazionale porti a un fallimento globale. Storicamente, le politiche hanno fatto leva sulla riduzione della domanda, ma le sovvenzioni e gli incentivi all’industria hanno mantenuto alta l’offerta. Oggi esperti suggeriscono un approccio duale: ridurre la domanda mentre si gestisce la diminuzione dell’offerta.

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