Un milione di uccelli esportati dall’Africa all’Asia: i canarini in cima alla lista.

Un milione di uccelli esportati dall’Africa all’Asia: i canarini in cima alla lista.

Le conseguenze del traffico globale di uccelli

La movimentazione di uccelli in tutto il mondo non solo impoverisce le popolazioni naturali, ma è anche un veicolo per la diffusione di malattie mortali, come l’influenza aviaria, e la circolazione di specie non native, che possono soppiantare le specie locali. Rowan Martin, direttore del World Parrot Trust, ha evidenziato la mancanza di sensibilizzazione riguardo a questa problematica e l’impatto che può avere sulle popolazioni selvatiche.

Per analizzare l’entità del commercio di uccelli vivi, Martin e il suo team hanno utilizzato record delle importazioni dal database Comtrade delle Nazioni Unite, esaminando i dati tra il 2006 e il 2020. I risultati, pubblicati nella rivista Conservation Biology, mostrano come oltre 1 milione di uccelli siano stati importati nei due hub asiatici, con Singapore che assorbe quasi tre quarti di questo traffico.


Uccelli in declino e legislazione debole

I canarini, in particolare le specie Canario giallo-fronte (C. mozambica) e il canarino dai risoconto bianco (C. leucopygia), hanno dominato le importazioni curate in Hong Kong, con un’84% degli arrivi registrati tra il 2015 e il 2020. Anche se queste specie non sono attualmente a rischio di estinzione, quattro delle più ricercate mostrano una diminuzione delle popolazioni nel loro habitat naturale.

Il commercio di fauna selvatica è dinamico; le specie in vendita, le rotte commerciali e i principali hub cambiano costantemente in risposta alla domanda. Circa il 14% di tutte le specie di uccelli è regolato dal CITES, un trattato internazionale che controlla il commercio commerciale di fauna e flora, ma la maggior parte degli uccelli sul mercato non è tutelata.

I dati di Comtrade, sebbene incompleti e a volte inconsistenti, evidenziano la vasta portata di questo traffico, richiamando l’attenzione su una questione che necessità di una regolamentazione più rigorosa sia per i paesi esportatori che per quelli importatori.

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