Umani e cani: una relazione più antica di quanto immaginassimo
Bergström e il suo team hanno prelevato campioni da resti di 216 canidi sepolti accanto a umani nel corso di migliaia di anni, partendo da un sito di 46.000 anni fa chiamato Goyet in Belgio, fino a scheletri di 5.000 anni fa provenienti dalla Scozia. Hanno confrontato e ricostruito il DNA, cercando di distinguere tra cani e lupi. Il campione più antico identificato come cane risale a 14.200 anni fa, proveniente da un sito in Svizzera.
Un esempio significativo è rappresentato da un osso mascellare appartenente a un cane trovato nella Grotta di Gough nel Regno Unito. Dopo la morte del cane, gli umani che abitavano il sito potrebbero aver creato un foro nell’osso come parte dei loro rituali locali. Questo mostra quanto fosse integra la relazione tra umani e cani anche in epoche remote.
Nel frattempo, Scarsbrook, Marsh e i loro colleghi hanno prelevato campioni da otto resti di canidi disseminati tra Turchia, Iran, Serbia e Inghilterra. Queste ossa risalgono a un periodo compreso tra 15.800 e 8.900 anni fa. Gli scienziati hanno analizzato il DNA nel nucleo delle cellule, oltre a quello nelle loro mitocondri, trasmessi unicamente dalla madre, per approfondire ulteriormente le origini della domesticazione.
Le ricerche stesse stanno fornendo preziose informazioni sulle origini della domesticazione dei cani e sulla loro interazione con gli esseri umani nel tempo. I risultati degli studi suggeriscono che questi animali non solo sono stati addomesticati ma che hanno svolto un ruolo fondamentale nella vita quotidiana di antiche civiltà. L’analisi continua nel tentativo di chiarire i momenti specifici della loro evoluzione e del loro progressivo adattamento alla vita umana.
