Turkana: l’adattamento al cambiamento secondo l’ecologista Ikal Angelei

La vita intorno al Lago Turkana: un panorama in evoluzione

Le comunità che vivono attorno al Lago Turkana, nel nord del Kenya, hanno da sempre adattato le proprie vite tra pastoralismo, pesca, agricoltura e commercio, rispondendo così alle fluttuazioni del paesaggio. Negli ultimi anni, però, l’intensificarsi dei cambiamenti climatici, la pressione sulle risorse ittiche e i conflitti per la gestione delle risorse hanno ridotto il loro spazio vitale. Il lago è storicamente stato una fonte di sussistenza per i più poveri, ma la crescente valorizzazione economica delle sue risorse ha aumentato il rischio di esclusione per le comunità locali, in favore di chi ha migliori opportunità di accesso a infrastrutture e opportunità economiche.

Spesso il Lago Turkana è visto come un territorio in continua crisi a causa dei cambiamenti climatici. Ma per i gruppi indigeni che vi abitano da secoli, il cambiamento ambientale non rappresenta una novità. Le sorgenti di sostentamento della comunità si sono sempre alternate tra pastoralismo, pesca e agricoltura, in base alle condizioni climatiche e ambientali. L’elemento che ha compiuto una significativa evoluzione è l’intensità e la scala delle pressioni che ora circondano il lago, inclusi i modelli climatici erratici, lo sviluppo petrolifero e i conflitti per le risorse.


Nel 2008, Ikal Angelei, coordinatrice di un programma presso l’Institute Turkana Basin, ha appreso da scienziati visitatori della costruzione di una enorme diga idroelettrica in Etiopia, il Gibe III. Preoccupata per l’impatto devastante che avrebbe potuto avere sul Lago Turkana e sulle comunità che dipendono da esso, Angelei ha fondato un’organizzazione di base, denominata “Friends of Lake Turkana”, per dare voce a chi era stato escluso dal processo consultivo e per opporsi al progetto. Nel 2012, il suo attivismo le ha valso il Goldman Environmental Prize.

La sua organizzazione continua a collaborare e rappresentare le comunità del bacino di Turkana, chiedendo giustizia sociale, economica, culturale, ambientale e territoriale.

Resilienza e sfide attuali a Lago Turkana

In un’intervista con Mongabay, Angelei discute la resilienza nel contesto contemporaneo del Lago Turkana. Secondo lei, i concetti di resilienza devono essere interrogati: “Resilienza per chi?” La popolazione ha storicamente sviluppato meccanismi di adattamento, ma i fattori di stress interni ed esterni complicano la situazione attuale. Le inondazioni, lo spostamento delle specie ittiche e le zone di riproduzione distrutte si sommano alle pressioni esercitate da programmi che non rispondono necessariamente ai bisogni reali della comunità.


Le pressioni quotidiane a cui sono sottoposte queste comunità non sono da sottovalutare. Il passaggio dal pastoralismo alla pesca, ad esempio, avviene in un contesto di crisi continua. Prima, le persone si muovevano liberamente tra pastoralismo, pesca e agricoltura. Oggi, invece, i percorsi di migrazione sono stati limitati e le risorse sono sempre più scarse. Sebbene le persone continuino a mostrare resilienza, le risorse naturali diminuiscono e la dipendenza dal settore umanitario sta aumentando, modificando i tradizionali modi di vita.

Angelei sottolinea l’importanza della mobilità come elemento culturale ed economico cruciale per la comunità locale. I sistemi economici e culturali hanno storicamente aiutato le persone a ricostruire le proprie vite dopo una perdita, mentre ora alcuni di questi meccanismi sono stati compromessi.


In un contesto di pressioni crescenti, il Lago Turkana rimane un luogo di sussistenza per le popolazioni più vulnerabili. Ma l’aumento della valorizzazione economica delle sue risorse gioca a favore di chi ha accesso a infrastrutture e opportunità, mettendo a rischio la posizione di coloro che si trovano in fondo alla scala economica.

Ikal Angelei e la sua organizzazione continuano a fronteggiare queste sfide, cercando di elevare la consapevolezza delle comunità riguardo ai loro diritti e responsabilità, nonché di garantirne l’accesso alle decisioni che influenzano il loro futuro. Inoltre, la diminuzione dei fondi globali da parte delle ONG ha costretto molte organizzazioni a ridimensionare i loro sforzi, creando la necessità di un coinvolgimento maggiore da parte delle comunità nella governance locale.


Guardando al futuro, Angelei si dichiara ottimista. “Credo che stiamo iniziando a pensare sempre di più a proteggere i beni comuni, non solo il lago o la terra singolarmente, ma il sistema nella sua totalità.” Aumentare la consapevolezza delle comunità riguardo ai propri diritti rappresenta un passo importante e, se queste lotte possono essere collegate, c’è davvero il potenziale per plasmare un futuro diverso.

Fonti ufficiali:
– Ikal Angelei, Friends of Lake Turkana
– Mongabay, “Rising waters and mounting pressures collide on Kenya’s Lake Turkana”

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Luigi Salemi: