Tribunale brasiliano riconosce terreni indigeni e chiede scuse per atrocità storiche.

Riconoscimento dei diritti dei popoli indigeni in Brasile

Un giudice federale in Brasile ha ordinato al governo del paese di riconoscere entro 24 mesi il territorio tradizionale del popolo indigeno Kajkwakratxi-Tapayuna, stanziato nello stato del Mato Grosso, nel nord-ovest del Brasile. Questo provvedimento rappresenta un passo importante verso la giustizia per il popolo Kajkwakratxi-Tapayuna, che ha subito anni di violenze e violazioni dei diritti umani.

Violazioni storiche e ingiustizie

La sentenza, emessa il 11 giugno dal Giudice Federale Pablo Kipper Aguilar a Diamantino, ha accolto le prove presentate da procuratori federali, che denunciavano decenni di inattività da parte del governo. Queste prove hanno illustrato il dramma vissuto dai Kajkwakratxi-Tapayuna, che hanno subito massacri, sfollamenti forzati e altre gravi violazioni dei diritti umani. Il tribunale ha anche ordinato al governo federale di emettere una scusa pubblica e di versare 10 milioni di reais (circa 2 milioni di dollari) come risarcimento morale collettivo.


Storia di resistenza e speranza

“È stato un percorso molto difficile”, ha commentato Yaiku Suya Tapayuna, leader dei Kajkwakratxi-Tapayuna, in un’intervista a Operação Amazônia Nativa (OPAN). “Questa sentenza è un sogno realizzato, e ora stiamo celebrando questa vittoria.” Il giudice nel suo verdetto si è riferito a decenni di violenze subite dal popolo Kajkwakratxi-Tapayuna, a partire da un massacro avvenuto nel 1953, che ha visto attacchi armati e avvelenamenti deliberati. Un rapporto dell’epoca della dittatura, pubblicato nel 1967, ha documentato come un’azienda di raccolta di caucciù avesse lasciato zucchero contaminato con arsenico lungo un fiume per danneggiare la comunità indigena.

Nel 1969, una visita “mal pianificata” di funzionari dell’agenzia governativa per gli affari indigeni portò un virus influenzale nella comunità, distruggendo gran parte della popolazione. Un resoconto dell’epoca riportava scene strazianti di “corpi indigeni decimati dalla influenza nel bosco, e bambini che allattavano dai seni delle madri morte”. I sopravvissuti a questi attacchi furono deportati con la forza dal governo.

L’ingiustizia della deportazione

Treze individui indigeni hanno testimoniato che le persone sopravvissute furono trasportate a Cuiabá su camion utilizzati normalmente per gli animali e poi imbarcate su un aereo diretto al Parco Indigeno del Xingu. In questa testimonianza, è emerso che era stata promessa una rimozione temporanea: “Ci hanno detto che potevamo andarcene, perché saremmo tornati per riprenderci le nostre cose e tornare sulla nostra terra. Ma ci hanno ingannati”.

Nel 1976, lo Stato interruppe il riconoscimento della riserva Tapayuna come terra indigena, affermando che il territorio era stato abbandonato. Di conseguenza, poco dopo, l’Istituto Territoriale del Mato Grosso ha iniziato a rilasciare titoli di proprietà privata per la stessa area.


La lotta per il riconoscimento degli indigeni

Il Giudice Aguilar ha citato una commissione d’inchiesta parlamentare che ha definito il trattamento riservato ai Kajkwakratxi-Tapayuna come un genocidio. Secondo lui, il registro storico evidenziava una campagna premeditata per espellere il popolo dalle proprie terre tradizionali. “Mi riempie di gioia vedere questo percorso… del nostro popolo, con generazioni che lottano per il nostro territorio tradizionale e per la sua demarcazione, sperando di tornare a vivere sulla terra che i nostri parenti ci hanno lasciato”, ha dichiarato Wetaktxi Tapayuna, presidente dell’Associazione Indigena Tapayuna.

Questa sentenza rappresenta un passo fondamentale verso la riparazione delle ingiustizie storiche e il riconoscimento dei diritti dei popoli indigeni in Brasile. La lotta per i diritti dei Kajkwakratxi-Tapayuna non è soltanto una questione locale, ma un’importante battaglia per la giustizia sociale e la tutela delle culture indigene in tutto il mondo.

Fonti ufficiali:

  • Operação Amazônia Nativa (OPAN)
  • Notizie giuridiche federali del Brasile
  • Rapporti di indagini parlamentari

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Luigi Salemi: