Trattato sulla plastica in stallo: intervista con il negoziatore Julio Cordano di Mongabay.

La Nomina di Julio Cordano e la Situazione del Trattato Globale sui Rifiuti di Plastica

All’inizio del 2026, gli sforzi globali per negoziare un trattato contro l’inquinamento da plastica si trovavano in una situazione di stallo. In febbraio, Julio Cordano è stato nominato nuovo presidente del Comitato intergovernativo di negoziazione (INC) con la speranza che possa far avanzare in modo decisivo il processo. Sebbene Cordano raramente rilasci interviste ai media, ha risposto ad alcune domande scritte di Mongabay su come prevede di procedere verso un accordo internazionale per affrontare la questione dell’inquinamento da plastica. Cordano continua a sostenere appieno il processo di negoziazione del trattato delle Nazioni Unite, che richiede che qualsiasi accordo finale venga raggiunto per consenso tra tutte le parti nazionali.

Attualmente, 184 nazioni non riescono nemmeno a concordare se il trattato debba includere limiti vincolanti sulla produzione di plastica o concentrarsi solo su misure volontarie di gestione, riutilizzo e riciclo dei rifiuti di plastica. I colloqui continuano quest’anno, ma l’INC non prevede un’altra sessione di negoziazione formale prima di marzo 2027. Questo pone Cordano, un diplomatico cileno con una carriera lunga e rispettata nel suo paese, in una posizione difficile.


Il Ruolo Cruciale di Cordano nel Superare le Divisioni

Julio Cordano, eletto presidente dell’INC nel febbraio 2026, ha assunto un compito arduo ma di importanza cruciale: quello di unire agende concorrenti e portare le parti a un accordo su un efficace trattato globale sulla plastica. Secondo lui, la questione dell’inquinamento da plastica richiede cooperazione internazionale, dove ogni nazione deve contribuire e partecipare. In un’intervista, ha dichiarato: “È fondamentale che tutti i paesi si avvicinino l’uno all’altro. Come presidente, il mio approccio è ascoltare e generare spazi per discussioni fruttuose, mirate alla comprensione reciproca”.

Nonostante le differenze tra i gruppi di paesi – il Gruppo delle Alte Ambizioni (HAC) e il Gruppo dei Nazioni Equamente Connesse (LMG) – il presidente Cordano si sforza di trovare un terreno comune. “Stiamo affrontando sfide legittime e il mio obiettivo è cercare di armonizzare queste visioni, richiedendo pragmatismo e flessibilità,” ha aggiunto. La sua lunga carriera diplomatica, iniziata nel 1996, lo ha preparato affinché possa portare la sua esperienza in questo processo cruciale.


Osservatori del processo di negoziazione esprimono opinioni contrastanti sulle prospettive di un accordo. Alcuni notano che le dinamiche geostrategiche, come il conflitto tra Stati Uniti e Iran, stanno influenzando significativamente le posizioni dei vari paesi. “Il legame tra l’economia globale e l’inquinamento da plastica è insostenibile e instabile,” afferma Graham Forbes di Greenpeace. Cordano e i membri dell’INC devono ora affrontare requisiti complessi, come la necessità di accordi vincolanti contro l’inquinamento da plastica, in un contesto altamente politicizzato.

L’INC ha iniziato le negoziazioni nel 2022, con l’obiettivo di giungere a un accordo entro il 2024. Tuttavia, le negoziazioni sono continuate a ritmi lenti, con nervosismo crescente tra le nazioni partecipanti. La questione di quali elementi includere nel trattato finale – se norme vincolanti sulla produzione di plastica, oppure solo misure volontarie – è uno dei punti principali di discordia.


Per affrontare l’inquinamento già esistente, Cordano sottolinea l’importanza di discutere le meccaniche di finanziamento necessarie per le operazioni di bonifica. “Esiste la necessità di una discussione approfondita su come implementare efficacemente soluzioni pratiche,” ha dichiarato. Un altro punto centrale è il ruolo dei paesi produttori più ricchi nel contribuire agli sforzi di pulizia nei paesi più poveri.

Infine, Cordano ha delineato una roadmap che include incontri virtuali e sessioni in presenza, con un importante incontro previsto a Nairobi nel luglio 2026. La sua volontà di consultare diverse parti e le loro opinioni potrebbe essere fondamentale per generare il consenso necessario alla realizzazione del trattato.

Fonti ufficiali:

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Luigi Salemi: