Tragedia di Ravanusa: da Regione 24mln per parco urbano, alloggi e teatro

Un grande progetto di rigenerazione urbana per restituire memoria, dignità e futuro a Ravanusa, il comune dell’Agrigentino ferito dalla tragedia dell’11 dicembre 2021, quando un’esplosione provocò il crollo di alcuni edifici causando la morte di nove persone.

Il piano è stato presentato dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani insieme agli assessori regionali Alessandro Aricò e Giusi Savarino, oltre al sindaco Salvatore Pitrola.
“Oggi presentiamo un piano di riqualificazione dell’area danneggiata dall’esplosione del 2021 – ha dichiarato Schifani – che sarà restituita ai cittadini con un volto nuovo: un parco urbano dedicato alla memoria delle vittime, spazi espositivi, un teatro e nuovi alloggi”.

Stanziati oltre 27 milioni di euro


Per il progetto sono stati individuati 24 milioni di euro attraverso il Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027, ai quali si aggiungeranno ulteriori 3,5 milioni provenienti da altre fonti di finanziamento.
L’assessore Aricò ha spiegato che le procedure sono state accelerate al massimo, con la pubblicazione del bando già a dicembre 2024 e l’assegnazione delle risorse prevista nei prossimi giorni.
“I fondi saranno destinati interamente a progetti che incideranno fortemente sulla rigenerazione del centro e sulla vivibilità degli spazi pubblici”, ha sottolineato.

Un Parco urbano alla memoria delle vittime

Il primo lotto del progetto riguarda l’area devastata dall’esplosione, compresa tra via della Pace, via delle Scuole, via Galilei e via Ciceruacchio, che verrà trasformata in un “Parco Urbano alla Memoria”.
L’intervento prevede l’acquisizione delle aree, la demolizione dei fabbricati pericolanti, la bonifica del sito e la successiva realizzazione di un grande spazio pubblico attrezzato.

Il nuovo parco unirà memoria e vivibilità attraverso percorsi simbolici, elementi architettonici evocativi, una fontana artistica e aree dedicate al ricordo delle vittime. Accanto agli spazi commemorativi sorgeranno zone verdi, aree fitness, giochi inclusivi per bambini, una dog area, parcheggi con ricarica elettrica, un chiosco e impianti sostenibili.
Particolare attenzione sarà riservata alla sostenibilità ambientale, all’accessibilità universale e all’integrazione paesaggistica.

Tra gli elementi più toccanti del progetto, il giardino che nascerà nel cuore dell’area dell’esplosione porterà il nome di Samuele, il bambino mai nato morto nel grembo della madre Selene, una delle vittime della tragedia.

Nuove case per le famiglie colpite


Il secondo lotto riguarda la realizzazione di nuovi alloggi per le famiglie rimaste senza casa dopo il disastro.
Gli interventi interesseranno l’area compresa tra la Chiesa di Santa Croce, piazza XXV Aprile, piazza Minghetti e la Chiesa di San Michele.
Il Comune ha già individuato immobili degradati da acquisire e recuperare, anche attraverso procedure espropriative. Il piano prevede demolizioni e ricostruzioni di edifici residenziali a basso impatto ambientale, oltre al recupero di immobili storici e alla riqualificazione degli spazi pubblici con nuovo arredo urbano e aree verdi.
Previsto anche il restauro di un immobile da destinare a funzioni culturali ed espositive.

Il recupero del Cineteatro Trento

Il terzo lotto interesserà invece il Cineteatro Trento, storico edificio cittadino costruito tra gli anni Cinquanta e Sessanta oggi in condizioni di forte degrado.
Il progetto comprende bonifica, consolidamento strutturale, rifacimento delle coperture, nuovi impianti e il recupero funzionale degli spazi interni. Saranno inoltre installati sistemi audio-video moderni, rivestimenti fonoassorbenti e nuove attrezzature sceniche.

L’obiettivo è restituire alla comunità uno spazio culturale e sociale capace di ospitare spettacoli, eventi e attività artistiche.

I tempi dell’intervento

Secondo il cronoprogramma illustrato dalla Regione, la fase di progettazione esecutiva dovrebbe partire nel 2027, mentre l’avvio dei lavori è previsto entro la fine del 2028.
L’intero piano punta a trasformare la ferita lasciata dalla tragedia in un’occasione di rinascita urbana e sociale, mantenendo viva la memoria delle vittime e restituendo nuovi spazi di vita alla comunità di Ravanusa.

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