Tradizione di pesca antica in Indonesia: verso una pesca più sostenibile.

Tradizione e Sostenibilità in Indonesia

Negli angoli remoti delle coste dell’Indonesia orientale, una tradizione secolare sta offrendo un modello contemporaneo per lo sviluppo sostenibile. Questa pratica, conosciuta come Sasi Laut, prevede la chiusura temporanea della pesca per un periodo che varia da sei a dodici mesi, permettendo così la rigenerazione di specie marine stanziali come cetrioli di mare e molluschi.

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Marine Policy sottolinea come questi sistemi tradizionali di gestione marina, situati intorno alle isole di Maluku e Papua, siano in linea con la Roadmap dell’Economia Blu dell’Indonesia 2023, un piano nazionale volto a potenziare il contributo del settore marittimo al PIL, mantenendo al contempo oceani sani.


Sasi e Governance Ambientale

Sasi non è solo uno strumento di conservazione, come afferma l’autore dello studio Arnoldus Ananta dell’Università James Cook in Australia, ma rappresenta anche un potente sistema di governance. “Le decisioni riguardanti la chiusura delle zone di pesca, le specie da proteggere e tempi e modalità di raccolta vengono prese collettivamente dalla comunità attraverso istituzioni locali”, ha dichiarato Ananta a Mongabay. “Questo controllo collettivo crea una barriera strutturale contro i rischi di privatizzazione e industrializzazione associati alla Crescita Blu.”

Il termine “Crescita Blu” si riferisce all’espansione industriale e commerciale dell’economia marittima, che spesso dà priorità a sviluppi su larga scala. Le comunità remote si trovano a fronteggiare i maggiori rischi derivanti da tali sviluppi, come indicato nello studio.


Secondo Ananta, la pratica del Sasi impedisce l’accesso per sfruttamento da parte di attori commerciali esterni, come grandi aziende di pesca o investitori nel turismo. Al contrario, le comunità locali esercitano diritti di controllo riconosciuti sui periodi di chiusura e sugli eventi di raccolta.

La coautrice Reniel Cabral mette in guardia sul fatto che tali chiusure temporanee non sono sufficienti per fermare gli impatti negativi della crescita blu. È necessaria “una formalizzazione del riconoscimento che Sasi è parte integrante del portafoglio di crescita blu, il che consentirebbe uno sviluppo sostenibile dell’economia blu in Indonesia.”


Esiste già un fondamento legale per questo riconoscimento. La Costituzione indonesiana del 1945 e la Legge sulla Villaggio del 2014 forniscono una base adeguata. Ananta sottolinea che il lavoro reale deve svolgersi a livello locale. La Legge sulla Pesca del 2024 enfatizza la partecipazione delle comunità indigene alla conservazione, fornendo, secondo Ananta, uno “strumento critico” per l’integrazione attiva.

Secondo lo studio, il passo più urgente è quello di richiedere ai governi provinciali di attuare regolamenti regionali che integrino ufficialmente i confini di Sasi nelle mappe di zonizzazione costiera. Questa misura conferirebbe alle comunità praticanti Sasi una legittimità legale per escludere attori esterni e accedere a fondi di villaggio per pattugliamenti.


Nonostante ciò, lo studio avverte di un “disconnessione critica”. La maggior parte delle ricerche si concentra su storie di successo, rischiando di ignorare le pratiche difficili in aree più remote. Inoltre, poiché le chiusure possono comportare perdite di reddito a breve termine, gli autori raccomandano che le politiche di sviluppo marittimo includano micro-sussidi mirati per supportare i pescatori mentre le loro risorse ittiche si riprendono.

Questa integrazione di approcci tradizionali e moderni è fondamentale per affrontare le sfide ambientali contemporanee. La cooperazione tra comunità e istituzioni governative è essenziale per garantire che le pratiche di Sasi possano prosperare e contribuire a un futuro sostenibile per l’Indonesia. Fonte: [Marine Policy](https://www.journals.elsevier.com/marine-policy) e [Mongabay](https://www.mongabay.com).

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Luigi Salemi: