Scienziati Thai si Impegnano nella Conservazione dei Coralli attraverso la Crioconservazione
In un laboratorio tranquillo all’Università Rajabhat di Phuket, in Thailandia, la biologa molecolare Preeyanuch Thongpoo sta lavorando per congelare larve di corallo e alghe simbiotiche. Questa iniziativa mira a creare una “banca di semi vivente” per preservare la diversità genetica delle barriere coralline della Thailandia, sempre più minacciate dallo stress climatico. Dal 2022, le barriere coralline del paese hanno subito ripetuti eventi di sbiancamento massivo, peggiorati da fattori come il turismo, le acque reflue e la pesca eccessiva.
I ricercatori definiscono le criobanche per i coralli come una forma di “assicurazione genetica,” evidenziando che, sebbene siano fondamentali, non possono sostituire la protezione in acqua, ma devono essere integrate in strategie più ampie di gestione marina e ripristino. Gli esperti di conservazione avvertono che migliorare la qualità dell’acqua e regolare gli impatti turistici sono essenziali per il successo della reintroduzione del materiale corallino conservato in natura.
La Crioconservazione: Una Risposta Necessaria alla Crisi Ambientale
All’interno del laboratorio, le alghe microscopiche sono congelate in azoto liquido a -196° Celsius. Questo processo è vitale per preservare le alghe simbiotiche del corallo cavolfiore (genere Pocillopora), che forniscono l’energia necessaria alla sopravvivenza dei coralli. Le larve del corallo stesso, noto per la sua capacità di ricostituire barriere danneggiate dal calore, sono conservate in vials separati. L’iniziativa fa parte della piattaforma CORDAP (Coral Research & Development Accelerator Platform), in cui Preeyanuch sta costruendo un’importante riserva per il futuro ripristino delle barriere coralline.
Questa iniziativa giunge in un momento critico per il patrimonio marino della Thailandia. Le barriere coralline, che ospitano oltre 300 specie di coralli costruttori di reef, stanno perdendo complessità strutturale a seguito di ripetuti sbiancamenti causati da onde di calore marino estreme. Le attività turistiche, un pilastro dell’economia costiera thailandese, hanno intensificato le pressioni su queste barriere già compromesse. Le immersioni e lo snorkeling intensivi sono stati collegati a tassi più elevati di rottura e malattia dei coralli.
La rapida espansione dell’infrastruttura costiera ha ulteriormente aggravato la situazione, in quanto lo scarico di acque reflue e la modifica delle linee costiere hanno aumentato i carichi di sedimenti e nutrienti nelle acque costiere. Questi nutrienti possono alimentare la crescita eccessiva di alghe e ridurre la resilienza dei coralli allo stress causato dall’aumento della temperatura.
I ricercatori del centro cryobank dell’Università Rajabhat di Phuket, attivo dal giugno 2025, lavorano attivamente per preservare il materiale biologico nel caso in cui le barriere non possano sopravvivere in natura. Chiahsin Lin, esperto di cryoconservazione, sottolinea l’importanza di archiviare una vasta diversità genetica per supportare le future operazioni di recupero. “Ogni specie di corallo presenta sfide tecniche uniche; il nostro compito è preservare quella diversità,” afferma.
Preeyanuch e il suo team intendono creare barriere coralline sia biodiversificate che meglio equipaggiate per sopravvivere a un oceano in riscaldamento. Sebbene la crioconservazione non possa rappresentare la soluzione definitiva, essa offre la possibilità di mantenere in vita il “cuore genetico” della diversità corallina.
Preeyanuch avverte, però, che senza oceani sani, il cryobank rischia di diventare “un’unità di stoccaggio per l’estinzione.” Gli esperti mettono in guardia sull’importanza di un approccio che unisca la crioconservazione con pratiche di conservazione in situ. L’urgente necessità è quella di affrontare il cambiamento climatico e migliorare la qualità ambientale locale, regolando le pratiche turistiche e riducendo l’impatto della pesca e dello sviluppo costiero.
Le comunità locali, in specifiche province come Chumphon e Ranong, si stanno già mobilitando per la conservazione e la monitorizzazione dei reef. Questi sforzi leader locali si allineano con gli obiettivi globali di conservazione, fornendo un approccio dal basso verso l’alto per la protezione marina.
La situazione delle barriere coralline è critica: prognosi recenti suggeriscono che una maggioranza potrebbe declinare drasticamente entro il 2050 a causa dei rischi climatici. Nonostante questo, gli esperti avvertono di non abbandonare gli sforzi di conservazione. La cryoconservazione rappresenta una forma di assicurazione ma non può sostituire i servizi ecosistemici che solo i reef vivi possono fornire.
Per ulteriori approfondimenti sulla crisi delle barriere coralline in Thailandia e le innovazioni nella loro conservazione, il documento di riferimento è:
– Monchanin, C. et al. (2025). “Establishing a baseline for coral reef community structure across Thailand with a review of earlier assessments.” Regional Studies in Marine Science, 91, 104577. doi: 10.1016/j.rsma.2025.104577.
– Lin, B. (2021). “Close encounters of the worst kind: Reforms needed to curb coral reef damage by recreational divers.” Coral Reefs, 40(5), 1429-1435. doi:10.1007/s00338-021-02153-3.
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