Il tetto del 30% di studenti con cittadinanza non italiana nelle classi torna al centro del dibattito sulla scuola. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato un Consiglio dei ministri nel quale dovrebbe essere varata una misura destinata a rendere operativa la disposizione già prevista, in via ordinaria, dalla circolare del 2010 dell’allora ministra dell’Istruzione Mariastella Gelmini. I dettagli del provvedimento saranno definiti con il decreto.
Ma quanti sono davvero gli studenti senza cittadinanza italiana nelle scuole? E soprattutto, quanto è diffusa la presenza superiore al 30%? I numeri raccontano un Paese molto diverso da territorio a territorio.
Nell’anno scolastico 2024/2025 gli studenti con cittadinanza non italiana iscritti nelle scuole italiane sono stati 931.323, su una popolazione scolastica complessiva di poco più di 8 milioni. Rappresentano l’11,6% del totale, quindi quasi 12 studenti ogni cento. Il dato comprende scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado.
La percentuale è più alta nella scuola primaria, dove raggiunge il 13,7%, seguita dalla scuola dell’infanzia con il 12,7% e dalla secondaria di primo grado con il 12,6%. Nella scuola secondaria di secondo grado l’incidenza scende invece sotto il 9%.
Quasi due studenti stranieri su tre sono nati in Italia
C’è però un altro numero che aiuta a leggere meglio il fenomeno. Dei circa 931 mila studenti con cittadinanza non italiana, il 65,2% è nato in Italia, oltre 607 mila bambini e ragazzi. Undici anni prima la quota era del 51,7%.
Questo significa che la definizione statistica di “alunno straniero” non coincide necessariamente con quella di studente arrivato recentemente dall’estero. Un bambino nato a Palermo, Catania o Ragusa da genitori stranieri, infatti, può rientrare nella categoria degli alunni con cittadinanza non italiana pur essendo nato e cresciuto in Italia.
Anche la distribuzione geografica è fortemente disomogenea. Oltre il 65% degli alunni con cittadinanza non italiana frequenta scuole delle regioni settentrionali: il 37,6% nel Nord-Ovest e il 27,4% nel Nord-Est. Il Centro raccoglie il 21,4%, mentre il Sud si ferma al 9,5% e le Isole al 3,8%.
La soglia del 30%, dunque, non descrive la situazione della scuola italiana nel suo complesso. L’ultimo dato disponibile per questo specifico indicatore, relativo al 2022/2023, registra 4.223 scuole italiane nelle quali la presenza di alunni con cittadinanza non italiana superava il 30%. Di queste, 2.257 erano nella fascia compresa tra il 30% e meno del 40%, mentre 1.966 raggiungevano o superavano il 40%.
Ma anche questo dato va letto insieme alla composizione della popolazione scolastica: considerando esclusivamente gli studenti stranieri nati all’estero, la quota delle scuole con oltre il 30% scendeva allo 0,6%.
La Sicilia: 30.174 alunni stranieri e una situazione molto diversa dal Nord
È soprattutto guardando alla Sicilia che emerge quanto siano differenti le realtà territoriali. Secondo i dati ufficiali del Ministero dell’Istruzione relativi al 2024/2025, nell’Isola risultano 30.174 alunni con cittadinanza non italiana: 5.263 nella scuola dell’infanzia, 10.534 nella primaria, 6.771 nella secondaria di primo grado e 7.606 nella secondaria di secondo grado.
L’incidenza regionale è del 4,1%, una quota molto lontana dall’11,6% della media nazionale. La Sicilia è quindi tra le regioni italiane nelle quali la presenza degli alunni con cittadinanza non italiana è relativamente più contenuta.
All’interno dell’Isola, però, la situazione cambia sensibilmente da provincia a provincia. Ragusa rappresenta il caso più evidente: l’incidenza degli alunni con cittadinanza non italiana arriva a circa il 13%, più del triplo della media regionale. È un dato legato anche alla particolare struttura economica e occupazionale del territorio e alla presenza di numerose famiglie straniere.
La distribuzione regionale non è dunque uniforme. La presenza degli studenti con cittadinanza non italiana si concentra soprattutto in alcune aree, mentre in altre rimane decisamente più bassa. Ed è proprio questa concentrazione territoriale a rendere complessa l’applicazione uniforme di una soglia nazionale.
Il dato storico sulla soglia del 30% conferma questa differenza. Nell’anno scolastico 2022/2023 erano 98 le scuole siciliane che superavano il 30% di alunni con cittadinanza non italiana: 41 nella fascia tra il 30% e meno del 40% e 57 con una quota pari o superiore al 40%.
La provincia con il numero più alto era Ragusa, con 34 istituti oltre la soglia: 11 nella fascia 30-40% e 23 oltre il 40%. Seguiva Messina con 21, mentre Palermo e Catania erano entrambe a quota 12. C’erano poi 7 istituti a Caltanissetta, 5 ad Agrigento, 4 a Siracusa, 2 a Trapani e uno a Enna.
Il confronto con il dato nazionale è significativo: le scuole siciliane oltre il 30% rappresentavano una quota molto più ridotta rispetto alle 4.223 registrate complessivamente in Italia.
Palermo: 3.077 studenti con cittadinanza non italiana
Nel capoluogo siciliano, i dati più recenti disponibili per le scuole statali indicano 3.077 alunni con cittadinanza non italiana su 76.713 studenti complessivi, pari a circa il 4%.
Anche Palermo, dunque, si colloca molto al di sotto della media nazionale dell’11,6%. Il dato della provincia, però, mostra che esistono singoli istituti nei quali la concentrazione è decisamente superiore: nel 2022/2023 erano 12 le scuole della provincia di Palermo oltre il 30%, sette delle quali con una presenza pari o superiore al 40%.
Il dato della cittadinanza, infine, non va confuso con quello della provenienza. Anche a Palermo una parte consistente dei minori con cittadinanza straniera è nata in Italia. Nel 2023, secondo i dati comunali, su 4.512 minorenni stranieri residenti, 3.580, pari al 79,3%, erano nati in Italia.
I numeri restituiscono quindi una fotografia articolata: 931 mila alunni con cittadinanza non italiana in Italia, 30 mila in Sicilia e poco più di 3 mila nelle scuole statali di Palermo, ma con differenze molto marcate tra territori e singoli istituti.
La soglia del 30% riguarda dunque una parte specifica del sistema scolastico e non coincide con la percentuale complessiva degli studenti stranieri: per comprendere il fenomeno occorre guardare non soltanto alla cittadinanza, ma anche alla nascita, alla distribuzione territoriale e alla concentrazione nelle singole scuole.