Tariffe odontoiatriche, SIOD contro la nuova bozza: “Rischia di trasformare la sentenza del TAR in una beffa”
Il Sindacato Italiano Odontoiatria Democratica (SIOD) lancia l’allarme sulla nuova bozza delle tariffe della specialistica ambulatoriale e chiede un’audizione urgente al Ministero della Salute. Secondo il sindacato, le modifiche proposte per il settore odontoiatrico sarebbero insufficienti e non risponderebbero alle criticità evidenziate dalle recenti sentenze del TAR Lazio che avevano annullato il precedente decreto tariffario.
La richiesta formale è stata inviata al Ministero della Salute, ad Agenas e alla Conferenza Stato-Regioni con l’obiettivo di ottenere un confronto prima dell’approvazione definitiva del nuovo provvedimento.
Solo 8 prestazioni ritoccate su 85
Al centro delle contestazioni c’è il limitato intervento sulle tariffe odontoiatriche. Secondo SIOD, delle 85 prestazioni prese in esame, soltanto 8 sarebbero state oggetto di revisione, mentre 77 resterebbero invariate.
Gli adeguamenti riguarderebbero principalmente la prima visita odontoiatrica e alcune biopsie, lasciando invece sostanzialmente immutate numerose prestazioni considerate fondamentali per l’attività clinica quotidiana. Tra queste figurano interventi di prevenzione, conservativa, endodonzia, chirurgia orale, parodontologia, protesi, ortodonzia e radiologia dentale.
«Il TAR non aveva concesso un anno per riproporre quasi integralmente le stesse tariffe – afferma il segretario generale di SIOD, Francesco Romano – ma per realizzare un’istruttoria seria, trasparente e fondata sui costi reali. Per l’odontoiatria questa revisione rischia di apparire come una vera beffa».
Tariffe giudicate troppo basse
Tra gli esempi citati dal sindacato figurano alcune prestazioni per le quali i compensi previsti continuano a essere considerati non sostenibili. In particolare, SIOD evidenzia tariffe pari a 10,90 euro per l’ablazione completa del tartaro, 17,85 euro per l’estrazione di un dente permanente e 35,25 euro per una terapia canalare monoradicolata.
Secondo il sindacato, tali importi dovrebbero coprire non soltanto l’attività professionale del dentista, ma anche tutti i costi legati all’erogazione della prestazione: personale di supporto, materiali, sterilizzazione, tecnologie, manutenzione delle attrezzature, sicurezza, radioprotezione, coperture assicurative e gestione amministrativa.
Le richieste al Ministero della Salute
SIOD denuncia inoltre una presunta carenza di trasparenza nell’iter di revisione tariffaria. Pur riconoscendo l’odontoiatria come branca autonoma T30, la documentazione ministeriale non riporterebbe, secondo il sindacato, dati dettagliati sul rapporto tra costi e ricavi, sul numero delle strutture odontoiatriche coinvolte nell’analisi e sugli esiti della documentazione tecnica elaborata da CROAT e ANSOC.
Per questo motivo il sindacato ha avanzato cinque richieste principali: un’audizione immediata prima dell’approvazione definitiva delle tariffe, la pubblicazione dei dati economici relativi alla branca T30, una valutazione esplicita della documentazione tecnica presentata da CROAT, ANSOC e SIOD, la riapertura dell’istruttoria sulle prestazioni odontoiatriche e un adeguamento tariffario basato sui costi reali delle cure.
“Rischio per l’accesso alle cure”
Secondo SIOD, il mantenimento di tariffe ritenute inferiori ai costi effettivi potrebbe avere conseguenze dirette sull’accesso alle cure odontoiatriche erogate dal Servizio sanitario.
«Tariffe inferiori ai costi non producono efficienza – conclude Romano – ma meno prestazioni, tempi di attesa più lunghi e minore accesso alle cure per bambini, anziani e pazienti fragili. Continueremo a difendere la sostenibilità dell’odontoiatria accreditata e l’effettiva garanzia dei Livelli essenziali di assistenza».
La questione resta ora nelle mani del Ministero della Salute, chiamato a valutare le osservazioni del settore prima dell’approvazione definitiva del nuovo tariffario.
