Tanzania: Nuove Misure nel Settore Minerario
Nel mese di aprile, il governo della Tanzania ha avviato una severa azione contro gli sviluppatori minerari, giustificata da perdite economiche e dal potenziale degrado ambientale nelle concessioni minerarie rimaste in stato di abbandono o gestite in modo inadeguato. Questa iniziativa si inserisce nel programma “Mining for a Brighter Tomorrow”, volto a creare un settore minerario più inclusivo e sostenibile.
Il governo ha annullato 40 licenze di esplorazione mineraria e ha messo in allerta altri 43 titolari di licenze, che si trovano coinvolti in una situazione di stallo. Il Ministro delle Miniere, Anthony Mavunde, ha dichiarato il 15 aprile a Dodoma, capitale della Tanzania, che l’obiettivo è ripristinare l’ordine nel settore. Mavunde ha sottolineato che alcuni investitori trattengono i terreni per anni senza realizzare investimenti significativi, creando opportunità economiche sprecate e provocando danni ambientali e conflitti.
Il governo si prepara a riassegnare parte delle aree minerarie recuperate a donne, giovani e persone con disabilità, in un tentativo di ampliare la partecipazione locale nel settore. Queste aree, secondo il ministro, coprono circa 900 chilometri quadrati. Gli esperti avvertono che chi detiene licenze e non sviluppa un’area è tenuto a ripristinarla in condizioni di sicurezza.
Alcuni titolari di licenze non solo non hanno sviluppato i terreni, ma sono anche accusati di non aver pagato le tasse richieste e di non aver rispettato i requisiti relativi ai contenuti locali e alle responsabilità sociali dell’impresa.
Impatto Ambientale e Sociale della Miniere Abbandonate
I soggetti coinvolti nel settore hanno sollevato preoccupazioni riguardo come i siti di esplorazione trascurati finiscano per diventare hub di attività mineraria non regolamentata, con conseguenze devastanti per l’ecosistema e per la qualità della vita delle comunità locali. Joyce Andrew, mineraria della regione di Shinyanga, analizza il minerale estratto, mentre Emmanuel Joseph, un minerario di piccola scala nel villaggio di Kanegele, racconta come i minatori informali accedono a blocchi minerari abbandonati in cerca d’oro. Il problema si complica ulteriormente quando questi minatori lasciano pozzi aperti e non sicuri, che diventano pericolosi in caso di pioggia.
“In caso di pioggia, i pozzi si riempiono d’acqua, portando al collasso delle pareti,” spiega Joseph, sottolineando che tali pozzi rappresentano un rischio sia per gli animali che per le persone. Le pratiche di estrazione non autorizzate sono direttamente collegate alla deforestazione indiscriminata, incrementando il rischio di erosione del suolo.
Inoltre, le comunità vicine ai siti di lavaggio dell’oro si trovano a rischio di malattie, poiché le sostanze chimiche utilizzate in questi processi contaminano terreni e fonti d’acqua. Maloda Mandago, ingegnere minerario presso la PaulSam Geo-Engineering Company, ha avvertito che intere aree possono essere piene di pozzi aperti e trincee senza piani di riabilitazione. Questa situazione è considerata estremamente rischiosa e apre la strada a un forte inquinamento delle risorse idriche.
Clay Mwaifani del Legal and Human Rights Centre ha dichiarato che le pratiche minerarie non sostenibili alimentano sistemi sociali sfruttatori. “L’estrazione informale è spesso accompagnata da discriminazione nella retribuzione, mancanza di sicurezza e insufficienza di servizi di base,” ha affermato, evidenziando le minacce alla salute e alla dignità umana.
Le autorità locali e i titolari di licenze devono essere ritenuti responsabili per i danni ambientali, anche se non sono presenti nei siti estrattivi.
La risposta del governo tanzaniano al settore minerario è in parte il risultato delle lamentele storiche dei soggetti interessati riguardo al dominio degli stranieri, mentre i locali rimangono relegati a lavori manuali e mal retribuiti. Pantaleo Munishi, professore all’Università di Agricoltura Sokoine, ha osservato che l’approccio dello Stato deve essere più in linea con i principi scientifici e ambientali, evidenziando che il problema non risiede nell’estrazione mineraria, bensì nel modo in cui viene condotta, spesso senza una pianificazione adeguata.
Hamza Tandiko, presidente dell’Associazione dei Minatori di Piccola Scala della Regione di Shinyanga, ha dichiarato che, se le licenze revocate dal governo venissero affidate a loro, si impegnerebbero a garantire che le loro attività siano conformi alle leggi e alle normative.
I dati sulle attività minerarie della Tanzania sono regolati dalla Legge sulla Gestione Ambientale del 2004 e dalle sue normative, unitamente alla Legge Mineraria del 2010.
Fonti ufficiali:
– Ministero delle Miniere della Tanzania (www.mining.go.tz)
– Legal and Human Rights Centre (www.hrlrc.or.tz)
Questo articolo analizza i recenti sviluppi nel settore minerario della Tanzania e le implicazioni per l’ambiente e le comunità locali.
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