Tailandia: il futuro incerto delle famose reti da pesca giganti.
A Songkhla, la vita di oggi è ben diversa rispetto al passato. Una volta c’erano più di 200 strutture Yo Yak attive; ora, ne rimangono solo una trentina. I pescatori, che un tempo guadagnavano fino a 5.000 baht al giorno durante le buone annate di pesca, ora si trovano a guadagnare poco o nulla. L’alto costo di costruzione di un Yo Yak rappresenta un ulteriore ostacolo. “La vita a Bangkok offre maggiori opportunità, e così i miei figli hanno scelto di migrare per costruirsi un futuro migliore”, racconta Jampen. “Desidero che ritornino, per ritrovare l’unità familiare”.
Per revitalizzare la tradizione della pesca con Yo Yak, è essenziale che la qualità dell’acqua migliori e che i pesci tornino a popolare il lago. La comunità e i ricercatori continuano a lavorare insieme, nella speranza di riportare indietro la vita nell’acqua e le tradizioni che l’hanno sempre caratterizzata.
Fino a quel momento, gli sforzi della comunità rimangono fondamentali per garantire la sopravvivenza di un’antica tradizione e dell’ecosistema stesso.
Fonti ufficiali includono il Ministero della Pesca della Thailandia e il Dipartimento delle Risorse Ittiche, che monitorano la situazione del lago e forniscono dati essenziali sulle sfide affrontate dalla comunità ittica.
