Sussidi governativi stanno sabotando gli sforzi di conservazione in Australia?
I sussidi dannosi abbracciano una gamma più ampia di aspetti di quanto si possa immaginare. I governi raramente pagano direttamente per distruggere habitat. Invece, riducono i costi delle attività che trasformano i paesaggi o intensificano l’estrazione di risorse. I sussidi possono sottovalutare il costo dell’energia, incentivare la disboscamento o rendere le attività di pesca sostenibili meno costose, aumentando così l’impatto delle infrastrutture. Secondo lo studio, la maggiore parte del supporto dannoso va alla produzione e consumo di combustibili fossili, seguita dalle infrastrutture di trasporto e da settori come agricoltura, pesca e silvicoltura.
I meccanismi economici che governano questi sussidi non sono ideologici; piuttosto, abbassando i costi o aumentando i ritorni, essi stimolano una produzione che supera quella che si registrerebbe se i prezzi di mercato riflettessero completamente il danno ambientale. Gli autori notano che tali incentivi possono portare a “una trasformazione degli ecosistemi insostenibile”, promuovendo input inquinanti e sovrasfruttamento delle risorse, creando distorsioni nella competizione. Di fatto, le politiche di conservazione possono spingere in una direzione mentre le politiche fiscali tirano in un’altra.
