Sunseeker si dichiara colpevole di violazione delle leggi ambientali negli Stati Uniti.

Sunseeker ammette

Sunseeker ammette le violazioni ambientali negli Stati Uniti

Il produttore di yacht di lusso Sunseeker ha ammesso la propria colpevolezza per violazione di una legge ambientale americana, riguardo all’uso di teak illegalmente reperito dal Myanmar su due yacht importati negli Stati Uniti. Questo colpo al prestigio dell’azienda si è rivelato un importante richiamo alle responsabilità ambientali e legali nella filiera del lusso.

Sunseeker International Limited, con sede nel Regno Unito e definita come “il marchio leader mondiale per yacht a motore di lusso”, ha patteggiato il 13 maggio 2026, riconoscendo la violazione del Lacey Act degli Stati Uniti. Questa legge vieta il commercio di prodotti vegetali e animali, incluso il legno, che siano stati ottenuti in violazione delle leggi nazionali o internazionali.


Dettagli sul patteggiamento e le sanzioni

In base all’accordo di patteggiamento con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, Sunseeker ha accettato di pagare una multa di 200.000 dollari e di implementare un piano di conformità. Secondo un comunicato stampa del Dipartimento, sono stati identificati legnami illegalmente acquisiti in componenti di due yacht, il cui prezzo si aggira intorno ai 2,98 milioni e 1,07 milioni di dollari, rispettivamente. La sentenza finale nei confronti dell’azienda è prevista per il 20 agosto 2026.

È interessante notare che, oltre a questa violazione, Sunseeker si era già dichiarata colpevole nel 2024 in un tribunale del Regno Unito per violazioni della regolamentazione sul legno del Regno Unito. L’azienda era stata accusata di aver impiegato teak ottenuto illegalmente nei suoi yacht, ricevendo una multa di 358.759,64 sterline (circa 454.300 dollari) per 11 esportazioni di legname specifiche.


Le autorità americane hanno confermato che il teak importato nel paese proveniva dalle stesse importazioni illegali già sanzionate nel Regno Unito. Il teak birmano, noto anche come teak del Myanmar, è molto apprezzato nell’industria degli yacht, ma spesso è etichettato come “legno di sangue”. Questo termine evidenzia le gravi implicazioni ambientali e sociali legate al commercio di legno in Myanmar, incluse violazioni dei diritti umani e finanziamenti a gruppi militia.

Dal colpo di stato militare del 2021, la giunta al potere è stata coinvolta in atrocità diffuse e violenze contro i civili. In risposta, Stati Uniti, Regno Unito e Unione Europea hanno imposto sanzioni al settore del legname birmano, mirando a limitare il commercio di questo legname frutto di attività illecite.


Faith Doherty, leader delle campagne forestali presso l’Agenzia di Investigazione Ambientale (EIA) con sede nel Regno Unito, ha dichiarato che la catena di approvvigionamento di Sunseeker presentava rischi significativi già nel 2018. Secondo Doherty, i casi contro Sunseeker sono fondamentali, poiché il teak birmano rappresenta una serie di questioni legate all’ambiente, ai conflitti, alla corruzione, ai diritti umani e alla responsabilità sociale delle aziende. Tuttavia, ha notato che le sanzioni imposte sono esigue rispetto al valore degli yacht di lusso e ai profitti legati al teak birmano.

Doherty ha sottolineato che senza sanzioni più severe, rischi di sequestro e responsabilità a livello dirigenziale, alcune aziende potrebbero continuare a considerare le multe come un costo d’affari piuttosto che come un motivo per cambiare comportamento.


Yadanar Maung, portavoce dell’organizzazione Justice For Myanmar, ha accolto con favore l’azione legale statunitense, chiedendo però un divieto totale sull’importazione di legname dal Myanmar per tutte le aziende e i governi. Maung ha delineato come il commercio di teak abbia storicamente alimentato la violenza e la distruzione forestale nel paese, richiamando l’attenzione sulla necessità di un approccio più rigoroso da parte della comunità internazionale.

Le problematiche legate al commercio di teak, in particolare il legno birmano, sono emerse come un tema di rilevanza globale, con aziende che devono confrontarsi con il loro impatto ambientale e sociale. Il caso Sunseeker funge da catalizzatore per una discussione più ampia riguardo alla necessità di pratiche commerciali eque e sostenibili nel settore del lusso.

Immagine di teak birmano gentilmente fornita dall’EIA.

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Luigi Salemi: