Successo degli sforzi di conservazione delle famiglie sfollate per il parco nazionale nella RDC.

Un Nuovo Modello di Conservazione nella Repubblica Democratica del Congo

I discendenti delle famiglie costrette a lasciare le proprie terre durante la creazione del Parco Nazionale di Maiko, situato nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo negli anni ’70, stanno ora guidando un’onda innovativa di conservazione comunitaria. Questa iniziativa rappresenta un passo significativo verso un modello di gestione forestale inclusivo, dove le esigenze delle popolazioni locali vengono affiancate alla protezione della biodiversità.

Gangala Yafali Mangusa Jr., appartenente a una di queste famiglie sfollate, è il responsabile della Concessione Forestale della Comunità Locale Bamasobha (CFCL), che si estende su circa 29.000 ettari (71.700 acri). In questo ruolo, Mangusa Jr. sovrintende a pattugliamenti volti a monitorare attività illegali come la caccia, il disboscamento e l’estrazione mineraria. Inoltre, il suo team non solo si impegna a proteggere la foresta, ma anche a favorire la coesistenza tra le comunità e l’ambiente forestale, promuovendo una gestione sostenibile delle risorse naturali.


Il Passato di Conflitto e il Riscatto delle Comunità Indigene

Il contributo di Mangusa Jr. trova radici in una storia di conflitto tra la sua comunità e l’Istituto Congolese per la Conservazione della Natura (ICCN), emersa dopo la creazione del Parco Nazionale di Maiko. Questo parco ospita specie emblematiche come il gorilla di pianura orientale, gli elefanti di foresta e gli scimpanzé. “In passato, i ranger del parco sono venuti, hanno allestito un campo e hanno iniziato a pattugliare, vietando l’ingresso alla foresta e la caccia, ignorando il fatto che queste comunità indigene vivevano di caccia e raccolta [frutti] da generazioni,” afferma Mangusa Jr. Questo ha portato a divergenze significative, costringendo molte comunità a migrarvi altrove.

Oggi, la CFCL di Bamasobha rappresenta un cambiamento radicale nella gestione forestale, sostenuta dall’Associazione dei Contadini per la Riabilitazione e la Protezione dei Pygmies (PREPPYG). Nel 2023, sono stati sviluppati piani di gestione che bilanciano la protezione della biodiversità con le necessità umane, attraverso la creazione di zone di produzione e conservazione. I risultati sono stati notevoli: i dati satellitari di Global Forest Watch riportano una riduzione della perdita forestale nella concessione, passando da 940 ettari (2.320 acri) nel 2024 a soli 120 ettari (296 acri) nel 2025.


Espansione e Sostenibilità delle Concessioni Forestali Comunitarie

Le concessioni forestali comunitarie stanno guadagnando terreno in tutta la Repubblica Democratica del Congo come modello alternativo di conservazione. Tra il Parco Nazionale di Kahuzi-Biega e la Riserva Naturale di Itombwe, entrambe situate nella parte orientale del paese, l’ONG Strong Roots Congo sta sviluppando un corridoio di biodiversità di 1 milione di ettari (2,5 milioni di acri) con decine di CFCL.

Olivier Ndoole Bahemuke, analista e ricercatore sui temi della governance forestale, sostiene che le CFCL possono fungere da modello per le comunità indigene private delle risorse forestali a seguito della creazione di aree protette. Nonostante le difficoltà presenti, come l’insicurezza causata da gruppi terroristici, che hanno portato a sfollamenti di membri delle comunità e all’ingresso di estranei nelle zone di conservazione per la caccia, gli esperti vedono le CFCL come un’importante alternativa. Ndoole Bahemuke spiega che quando le comunità adottano questo modello, si tratta di “un’estensione delle pratiche di protezione della fauna selvatica dei loro antenati.”

Per approfondire questo argomento e seguire le ultime notizie sulla conservazione in Congo, consulta l’articolo completo di Jérémie Kyaswekera qui.

Immagine di intestazione: Vista aerea di foresta e fiume nel Nord Kivu, Repubblica Democratica del Congo. Immagine di MONUSCO/Myriam Asmani tramite Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.0).

Fonti ufficiali:
– Global Forest Watch
– Istituto Congolese per la Conservazione della Natura (ICCN)
– Strong Roots Congo

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Luigi Salemi: