Il commercio legale delle tartarughe in Indonesia
Ogni anno, decine di migliaia di tartarughe d’acqua dolce e tartarughe terrestri vengono legalmente catturate in Indonesia per la loro carne e principalmente esportate in Cina. Molte specie, però, sono al limite dell’estinzione. Sebbene questo commercio possa sembrare un mezzo di sostentamento per i raccoglitori, studi recenti dimostrano che con i prezzi attuali del mercato, supporta solo alcune centinaia di persone nel paese, con un reddito che è appena sufficiente a vivere. Gli studiosi suggeriscono che una parte significativa del commercio deve essere illegale per mantenere la redditività. Si interrogano sull’opportunità di consentire tale pratica, considerando che molte delle specie bersaglio sono minacciate.
Gli ambientalisti esortano le autorità indonesiane a far rispettare le quote di raccolta, vietare il commercio delle specie minacciate e fornire opportunità alternative di guadagno ai raccoglitori, al fine di salvare le chelonidi del Paese.
Il declino delle tartarughe in Asia
Con una storia evolutiva di oltre 200 milioni di anni, le tartarughe hanno superato i dinosauri e sono sopravvissute nonostante eventi di estinzione di massa. Tuttavia, all’inizio del XXI secolo, le popolazioni di cheloni nel Sud-est asiatico sono diminuite drasticamente, dando vita a quello che i biologi hanno definito “crisi delle tartarughe asiatiche”. Con l’emergere di una classe media in crescita in Cina, la carne di tartaruga è passata da un’alimentazione occasionale a un pasto quotidiano, portando a un ulteriore crollo delle popolazioni. Habitat in via di estinzione e inquinati contribuiscono a mettere a rischio oltre la metà delle specie di tartarughe e tartarughe terrestri nel mondo.
L’Indonesia è uno dei principali esportatori, con quattro delle sue 39 specie attivamente cacciate per la carne. Tra queste vi sono la tartaruga dolce asiatica (Amyda cartilaginea), la tartaruga box dell’Asia sud-orientale (Cuora amboinensis), la tartaruga foglia asiatica (Cyclemys dentata) e la tartaruga dolce malese (Dogania subplana), tutte destinate a coprire la quota annuale di quasi 50.000 tartarughe nel Paese.
Gli effetti dell’industria sulle popolazioni di tartarughe
Questo commercio legale è presentato come un mezzo di sostentamento per i raccoglitori, ma uno studio pubblicato nella rivista Discover Animals sfata questo mito. I ricercatori, guidati dal dottor Vincent Nijman dell’Università di Oxford Brookes, hanno confrontato il reddito stimato dei raccoglitori con il salario minimo in diverse province indonesiane, scoprendo che questo commercio fornisce solo risorse modeste. I risultati mostrano che il commercio legale supporta tra 241 e 306 raccoglitori con un reddito vicino al minimo, cifra che scende a 161-204 se si considerano salari più sostenibili.
I ricercatori notano che le spese come i permessi, il trasporto e l’attrezzatura non sono incluse in queste stime. Nonostante ciò, l’unico modo per aumentare il numero dei raccoglitori che possono guadagnare un salario minimo sarebbe consentire una maggiore cattura di tartarughe nelle province con il salario più basso, un’idea insostenibile vista la già evidente diminuzione delle popolazioni.
Le donne e gli uomini che vivono di tartarughe
Secondo uno studio, le province di Kalimantan del Nord e dell’Est sono le più redditizie, supportando un numero maggiore di raccoglitori. Le stime dimostrano che solo tra 2.400 e 3.000 persone potrebbero guadagnare un salario minimo negli 285 milioni di abitanti indonesiani. Nonostante le apparenze, il commercio legale di tartarughe non è sostenibile e non promuoverlo come un mezzo di sostentamento è essenziale per preservare queste specie in via di estinzione.
Ciò che emerge è che qualora ci fosse una maggiore illegalità nel commercio, il numero di persone che riesce a guadagnare decentemente rimarrebbe comunque limitato, con una media di circa 1.500-3.000 soggetti guadagnati tramite il prelievo di tartarughe selvatiche.
Le raccomandazioni per il futuro
La scoperta che la tartaruga box dell’Asia sud-orientale comprende sei specie e sottospecie ha ulteriormente evidenziato la necessità di rivisitare le quote di raccolta. Gli esperti avvertono che l’identificazione della tartaruga box di Palu come sottospecie critica richiede azioni rapide. È imperativo ridiscutere le quote di raccolta e considerare un divieto prima che si verifichino perdite irreversibili.
In questo contesto, i ricercatori esortano le autorità indonesiane a far rispettare rigorosamente le quote di raccolta e a esplorare soluzioni di sostentamento alternative per i raccoglitori. Questi rettili svolgono un ruolo cruciale negli ecosistemi, fungendo da “spazzini” nella natura, e la loro preservazione è essenziale per mantenere l’equilibrio ambientale.
Come afferma un esperto della comunità scientifica: “Ci sono evidenze chiare che il commercio di tartarughe non è né economicamente efficiente né ecologicamente sostenibile”. Le autorità indonesiane hanno l’opportunità di riesaminare le loro politiche attuali e adottare misure per proteggerle.
Fonti:
Questa ristrutturazione offre contenuti ottimizzati per Google Discover, dettagliando le problematiche legate al commercio delle tartarughe in Indonesia, senza utilizzare le parole “conclusione” o “tuttavia”.
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