Studio rivela: i pinguini si riproducono prima in un Antartide che si riscalda.

Gli Pinguini Antartici e il Cambiamento del Loro Ciclo Riproduttivo

Recenti ricerche rivelano che i pinguini sulla penisola antartica e le isole circostanti iniziano il loro periodo di riproduzione significativamente prima rispetto a dieci anni fa. Un’analisi condotta con l’ausilio di telecamere remote ha monitorato la stagione riproduttiva di tre specie di pinguini in 37 colonie, dal 2012 al 2022. I pinguini gentoo hanno anticipato il loro ciclo riproduttivo di circa 13 giorni, mentre le specie di pinguino Adélie e chinstrap hanno spostato la loro stagione di riproduzione di circa 10 giorni. Gli scienziati non hanno ancora determinato come queste modifiche stiano influenzando i pinguini, ma è possibile che portino a un disallineamento nella disponibilità di cibo per i pulcini o aumentino la competizione tra le specie per risorse alimentari.


Una Ricerca Strutturata e Significativa

Tra il 2012 e il 2022, un team di ricercatori ha utilizzato telecamere remote per studiare il periodo di riproduzione di tre specie di pinguini. Questa ricerca è stata condotta dal collettivo di citizen science Penguin Watch dell’Università di Oxford e dell’Università Oxford Brookes, ed è stata pubblicata nel Journal of Animal Ecology. Durante quel decennio, i pinguini gentoo (Pygoscelis papua) hanno iniziato la loro stagione riproduttiva in media con 13 giorni di anticipo rispetto al passato, con alcune colonie che mostrano un anticipo di oltre tre settimane. I pinguini chinstrap (P. antarcticus) e Adélie (P. adeliae) hanno anticipato i loro periodi di colonizzazione di circa 10 giorni.

Questi cambiamenti nel ciclo riproduttivo rappresentano alcuni dei più estremi mai registrati per qualsiasi specie di uccello, e indicano una risposta significativa al cambiamento climatico. Ignacio Juarez Martínez, biologo e autore principale dello studio, afferma: “È un avanzamento notevole e incredibilmente veloce… e questo ci ha sorpresi.”


La riproduzione di questi pinguini avviene durante la primavera australe, che inizia generalmente a settembre. I pinguini si riuniscono su terreni privi di neve, formando colonie che vanno da un paio di dozzine a centinaia di migliaia di coppie riproduttive. Il loro periodo di riproduzione è finemente sincronizzato con l’ambiente polare estremo in cui sono evoluti. Tuttavia, con l’accelerazione del cambiamento climatico, questi pinguini potrebbero riscontrare disallineamenti nei tempi di eventi cruciali, come la riproduzione.

Martínez sottolinea che “spostare quella data, anche se può avere vantaggi adattativi, può essere catastrofico per altri motivi”. Il vasto raggio della ricerca e il posizionamento delle telecamere in luoghi remoti dimostrano che il cambiamento climatico sta già influenzando significativamente il comportamento dei pinguini in un’ampia area.

I dati suggeriscono che i cambiamenti nel ciclo riproduttivo sono legati all’aumento delle temperature e alle modifiche nel ghiaccio marino. I ricercatori non conoscono ancora esattamente come queste oscillazioni stiano influenzando i pinguini; per indagare, Martínez sta analizzando i dati raccolti sulla sopravvivenza dei pulcini.


Risvolti e Conseguenze del Mutare Clima

Il ritmo del cambiamento è preoccupante. Una delle problematiche è chiamata “disallineamento fenologico”, che si verifica quando i pinguini anticipano il loro ciclo riproduttivo a un ritmo diverso rispetto alle loro prede. Questo può risultare in una scarsità di cibo, specialmente durante il periodo critico di cura dei pulcini. Inoltre, l’aver spostato i tempi di riproduzione potrebbe portare a una maggiore sovrapposizione e competizione per le risorse, dato che le tre specie rispondono ai cambiamenti climatici a ritmi diversi.

Tra le tre specie, i pinguini gentoo mostrano la maggiore variazione nel tempo di riproduzione, suggerendo una potenziale resilienza ai cambiamenti ambientali. Anche se tutte e tre le specie sono classificate come “Least Concern” nella Lista Rossa IUCN, i pinguini Adélie e chinstrap stanno diminuendo in molte zone della penisola antartica, mentre i gentoo continuano a espandere il loro territorio verso sud. Un aumento della competizione potrebbe aggravare questa situazione.

Con solo l’1% dell’Antartide privo di ghiaccio durante i mesi estivi, lo spazio per il nido è limitato. I pinguini Adélie e chinstrap svernano a centinaia o migliaia di chilometri dalle loro aree di riproduzione, tornando solo quando le condizioni sono favorevoli. Al contrario, i pinguini gentoo svernano molto più vicini.


Se i gentoo continuano a spostare il loro ciclo riproduttivo, potrebbe diventare difficile per le altre specie occupare i loro nidi. Questo potrebbe non solo ridurre la disponibilità di nidi per pinguini Adélie e chinstrap, ma anche aumentare la competizione alimentare. I pinguini gentoo si nutrono di pesce e krill, mentre le altre due specie dipendono maggiormente dal krill, il che crea una potenziale competizione in un ambiente già stressato.

Il problema di fondo è il cambiamento climatico, e l’unica soluzione reale è ridurre le emissioni. I pinguini sono fondamentali per gli ecosistemi marini e terrestri, contribuendo al ciclo dei nutrienti e persino giocando un ruolo nella formazione di nuvole. Secondo Fiona Jones, coautrice dello studio, “sono enormemente importanti per l’ecosistema dell’Oceano Meridionale.”

Inoltre, possiamo mitigare altre pressioni sui pinguini, come la pesca intensiva al krill. Le proporzioni di cattura sono stabilite dal CCAMLR, ma la pressione di pesca continua a crescere, mettendo a rischio le risorse di cui i pinguini necessitano per la loro sopravvivenza.

Per informazioni più dettagliate, consulta il lavoro di Belyaev et al. (2023) sulla contribuzione del guano dei pinguini al pool di ferro dell’Oceano Meridionale e il lavoro di Herman et al. (2020) sull’abitudine globale e distribuzione dei pinguini gentoo in riproduzione.

Fonti:
– Belyaev, O., et al. (2023). Nature Communications.
– Jones, F.M. et al. (2026). Journal of Animal Ecology.
– Herman, R. et al. (2020). Polar Biology.

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Luigi Salemi: