Declino della Popolazione di Oranghi Sumatran e Tapanuli
Un nuovo studio stima che la popolazione di oranghi sumatrani sia diminuita di quasi il 20% tra il 2011 e il 2023. Questo lavoro di ricerca, pubblicato su Global Ecology and Conservation, sottolinea che la perdita di habitat non può da sola spiegare i cali, facendo riferimento a minacce aggiuntive come uccisioni, conflitti e frammentazione degli habitat. Si tratta della prima valutazione completa della popolazione di oranghi sumatrani (Pongo abelii) e tapanuli (Pongo tapanuliensis) dopo il famoso sondaggio del 2016, evidenziando una variazione notevole rispetto alle affermazioni pubbliche della precedente amministrazione, che indicava un aumento delle popolazioni di oranghi.
Le dichiarazioni del Ministero delle Foreste, coautore dello studio, indicano che i risultati guideranno la politica di conservazione in Indonesia. Tra il 2018 e il 2022, l’ex ministro dell’ambiente e delle foreste, Siti Nurbaya Bakar, aveva affermato che l’evidenza sul campo suggeriva che le popolazioni di oranghi stessero crescendo, negando proiezioni di un continuo declino.
Questo studio ha messo in discussione tali affermazioni: ricercatori esperti in primatologia sostenevano che gli studi peer-reviewed mostrassero un costante declino delle popolazioni di tutte e tre le specie di oranghi, compresi i sumatrani e i tapanuli.
Altre Minacce alla Popolazione di Oranghi
Secondo le stime, attualmente ci sarebbero circa 11.694 oranghi sumatrani sul territorio. Questo rappresenta una diminuzione del 19,5% dal 2011 al 2023, equivalente a un calo annuo del 1,8%. Inoltre, la ricerca ha rilevato che, sebbene la perdita annuale di foresta tra il 2017 e il 2023 sia stata inferiore del 32% rispetto al periodo 2011-2016, questo non è sufficiente a giustificare il continuo declino della popolazione di oranghi. Essi hanno infatti subìto anche ulteriori minacce come uccisioni e conflitti con l’uomo.
La ricerca ha messo in evidenza che circa tre quarti delle variazioni delle popolazioni studiati possono essere spiegati dalla perdita di habitat. Tuttavia, alcune popolazioni, come quelle di Batu Ardan e Siranggas, hanno subito declini molto più rapidi, suggerendo che esistono fattori aggiuntivi da considerare. I dati del governo regionale supportano l’idea di ulteriori minacce, con un numero di oranghi trovati feriti da pallini di fucile, un chiaro segno di persecuzione intenzionale.
La caccia e il traffico di animali selvatici sono fattori attivi che continuano a rappresentare una minaccia per la sopravvivenza di queste specie.
Il Futuro degli Oranghi Tapanuli
Gli oranghi tapanuli, i grandi primati più rari al mondo, sono in una posizione sempre più precaria. Le stime attuali indicano che rimangono circa 716 individui, un numero ben inferiore rispetto a stime precedenti di 767. Tuttavia, i ricercatori avvertono che la differenza non è necessariamente indicativa di un declino, ma potrebbe riflettersi in una maggiore copertura di indagine.
Malgrado ciò, il futuro di questa specie è preoccupante. Gli oranghi tapanuli sono suddivisi in tre meta-popolazioni sempre più frammentate, lasciando poco margine demografico per ulteriori perdite. È fondamentale mantenere la connettività tra questi gruppi, in quanto la piccola dimensione totale della popolazione ha poca capacità di resistere a ulteriori frammentazioni o morti.
Il principale bastione degli oranghi sumatrani rimane l’Ecosistema Leuser, un’area di 2,6 milioni di ettari. Sebbene questa regione supporti circa il 94% della popolazione di oranghi, la ricerca ha trovato che Leuser ha subito le maggiori perdite, con oltre 2.400 oranghi scomparsi dal 2011.
Un caso esemplare è quello della palude di Rawa Tripa, che ha perso il 51% della sua copertura forestale tra il 2011 e il 2023. Durante lo stesso periodo, la popolazione di oranghi in quest’area è calata drammaticamente, passando da 212 a solo 52 individui.
Strategie di Conservazione per il Futuro
Il coinvolgimento del governo, delle aziende, delle comunità locali e delle organizzazioni di conservazione sarà cruciale per la salvezza di queste specie. La conservazione non può limitarsi a proteggere le aree forestate già designate; è necessario affrontare anche le minacce derivanti da uccisioni e conflitti. Le politiche di gestione devono essere ripensate e adattate alle attuali circostanze.
La collaborazione e l’implementazione di misure concrete, come il monitoraggio post-rilascio e la strategia per ridurre il conflitto uomo-animale, sono necessarie per garantirne la sopravvivenza a lungo termine. Inoltre, le aree non protette in cui vivono oranghi devono ricevere una priorità maggiore nelle politiche di conservazione.
Fonti ufficiali rivelano che deve esserci un cambio di approccio da parte del governo, con l’esigenza di piani strategici per affrontare la minaccia al sono gli oranghi. La mancanza di dati e informazioni tempestive ha ostacolato le azioni necessarie in passato. La nuova iniziativa di monitoraggio delle popolazioni e dei loro habitat offrirà un’importante base scientifica per le future politiche di conservazione.
Il futuro degli oranghi di Sumatra e Tapanuli resta incerto, ma la speranza risiede nell’adozione di politiche di conservazione più robuste e basate su prove scientifiche.
Riferimenti: Hadi, A. N. & al. (2026). “Population status of sumatran and Tapanuli orangutans: A comprehensive assessment 2021–2023,” Global Ecology and Conservation. DOI: 10.1016/j.gecco.2026.e04302.
Sherman, J. & al. (2025). “Outcomes of orangutan wild-to-wild translocations reveal conservation and welfare risks,” PLOS ONE, 20(3), e0317862. DOI: 10.1371/journal.pone.0317862.
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