Strumenti di raffrescamento a basso costo salvano vite delle donne incinte in Pakistan.

Interventi a basso costo per il calore estremo in Pakistan

Le tende in tela, i ventilatori a mano, i panni umidi e la vernice riflettente al sole possono sembrare semplici soluzioni e non vere e proprie cure mediche. Tuttavia, in alcuni dei quartieri più caldi del Pakistan, questi strumenti possono rivelarsi vitali per le donne in gravidanza e i neonati delle famiglie a basso reddito.

Un recente studio sui sistemi di raffreddamento accessibili, condotto dai ricercatori dell’Università Aga Khan in Pakistan, ha dimostrato che soluzioni a bassa tecnologia sono in grado di abbattere le temperature indoor di 3-4 °C. Spesso, l’aria condizionata e persino i ventilatori non sono disponibili a causa di forniture elettriche inaffidabili.


Gregory Wellenius, direttore del Center for Climate and Health della Boston University, ha affermato che “molti interventi contro il caldo comunemente raccomandati presuppongono un’energia elettrica affidabile, posti di lavoro formali e accesso universale ai telefoni, rendendoli impraticabili per molte donne nei paesi a basso reddito”, come riportato da Zuha Siddiqui per Dialogue Earth.

Le temperature in Pakistan raggiungono frequentemente i 40°C, con temperature percepite vicine ai 50°C durante l’estate. Secondo il network World Weather Attribution, la situazione climatica sta rendendo le ondate di caldo nella regione sempre più probabili e frequenti.

“Il calore mi esaurisce. Il mio corpo sembra di piombo”, ha raccontato Asiya, una donna che ha preferito rimanere anonima, a Siddiqui. Asiya vive a Lyari, uno dei quartieri più densamente popolati di Karachi, ed è incinta del suo terzo bambino. “Durante la mia ultima gravidanza, due anni fa, mi facevo la doccia tre volte al giorno per rinfrescarmi perché sentivo il mio bambino muoversi in difficoltà”, ha aggiunto.


Effetti dell’urban heat island e dinamiche sociali

L’effetto isola di calore urbano intrappola il calore nelle aree densamente costruite, aumentando le temperature nelle città. A Karachi, il principale centro urbano del Pakistan, si stima che il calore porterà la città a essere più calda di 2-7 °C, oltre alle proiezioni del riscaldamento globale.

È fondamentale anche considerare le dinamiche sociali per trovare soluzioni all’eccesso di calore. Ad esempio, le tende in tela e le strutture in bamboo possono creare spazi dove donne di famiglie conservatrici possono sedersi all’aperto mantenendo il purdah, una pratica che include il velamento del viso di fronte a uomini non imparentati.

Asiya ha raccontato a Siddiqui che suo marito le impedisce di stare vicino alla finestra, un’opzione che le darebbe sollievo dal calore, a causa di convenzioni culturali e religiose.


Neha Mankani, una levatrice che gestisce una clinica sull’Isola Baba di Karachi, ha osservato un aumento delle perdite in gravidanza nel secondo trimestre. Ha stimato che almeno la metà delle sue pazienti ora affrontano qualche tipo di complicanza legata al calore, inclusi ipertensione e malattie respiratorie, nonché problemi neurologici nei neonati.

Uno studio del 2026 condotto in tutto il Pakistan ha scoperto che il 9-13% dei casi di basso peso alla nascita è attribuibile all’esposizione al caldo.

Mankani distribuisce pacchetti di assistenza per combattere il caldo: abbigliamento di cotone per sostituire il poliestere, bottiglie spray per nebulizzare acqua, sali per la reidratazione, panni umidi e ventilatori a mano.


Secondo dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il tasso di mortalità neonatale in Pakistan è più del doppio rispetto a quello degli Stati confinanti, India e Bangladesh.

Le soluzioni proposte, sebbene semplici, rappresentano un’importante frontiera nel contrastare gli effetti devastanti del calore estremo su una popolazione vulnerabile. In un contesto di crescente cambiamento climatico, è essenziale che queste misure vengano ampliate e adattate alle esigenze locali per garantire salute e benessere alle mamme e ai loro neonati.

Fonti ufficiali come l’Organizzazione Mondiale della Sanità e World Weather Attribution forniscono dati rilevanti per affrontare questa situazione critica.

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Luigi Salemi: