## La Situazione Critica dei Parchi Nazionali in Sri Lanka
In Sri Lanka, circa il 14% dell’intera superficie terrestre è dedicato ad aree protette per la fauna selvatica, comprendenti oltre 20 parchi nazionali. Purtroppo, l’invasione di questi spazi è un problema persistente che risale agli anni ’50 e ’60, quando le terre dei parchi iniziarono a ridursi drasticamente. Gli studi dimostrano che il reinsediamento delle persone sfollate, a causa della guerra civile durata quasi tre decenni, ha avuto un notevole impatto sulla deforestazione nelle aree protette, come il Parco Nazionale di Wilpattu.
Le autorità faunistiche stanno cercando di far fronte a minacce crescenti ai grandi mammiferi, come leoni (Panthera pardus kotiya) e elefanti (Elephas maximus maximus), che vedono i loro habitat ridursi continuamente. Gli organismi di conservazione della fauna selvatica hanno intensificato le misure di enforcement della legge nel corso dell’ultimo decennio, ma il successo è stato limitato.
## Interventi Necessari per la Conservazione dei Parchi
Secondo gli esperti, è fondamentale gestire i pascoli all’interno dei parchi nazionali, utilizzando metodi come il bruciamento controllato, per garantire la disponibilità di foraggio per gli erbivori. Inoltre, i rappresentanti dell’agenzia nazionale per la conservazione della fauna selvatica sottolineano l’importanza di permettere ai processi di selezione naturale di mantenere un equilibrio negli ecosistemi.
La storia del fenomeno delle invasioni nei parchi nazionali di Sri Lanka è legata all’era coloniale e alle pressioni di reinsediamento successive al conflitto armato, conclusosi nel maggio 2009. Secondo Srinath Dissanayake, ranger della Divisione per la Conservazione della Fauna Selvatica (DWC), negli ultimi dieci anni ci sono stati pochi episodi di invasione nei parchi nazionali, ad eccezione di quelli situati nelle zone precedentemente interessate dal conflitto nell’area nord ed est dell’isola.
“I confini di molte riserve naturali e parchi nazionali sono stati definiti secondo il Flora and Fauna Protection Ordinance (FFPO) n. 2 del 1937, che è entrato in vigore nel 1938”, ha dichiarato Dissanayake. Ad esempio, i confini della Riserva Naturale Stretta di Hakgala sono stati definiti nel 2019 in base a normative aggiornate. “Le nostre osservazioni mostrano che le invasioni avvenute nelle decadi passate hanno avuto un impatto duraturo sugli ecosistemi.”
### Deforestazione e Reinsediamento
Il reinsediamento di persone sfollate ha portato a una significativa deforestazione, creando spazio per nuovi progetti residenziali e strade in parchi protetti come il Parco Nazionale di Wilpattu. Dissanayake ha anche segnalato che ci sono trattative in corso riguardo alle invasioni in alcune aree. “I mandati di sfratto sono stati emessi più volte, e alcuni terreni sono stati riottenuti dalla DWC. Tuttavia, l’ambiente naturale non può essere ripristinato semplicemente riprendendo un’area commercializzata.”
La gestione dei pascoli all’interno dei parchi nazionali è un’altra questione cruciale. Un’analisi condotta nel 2021 ha mostrato che l’area coperta da pascoli nel Parco Nazionale di Udawalawe è diminuita dal 2005 al 2019, a causa della successione naturale, che non è stata influenzata da fattori umani. Mayuri Wijesinghe, professoressa senior presso l’Università di Colombo, afferma che gli erbivori, come gli elefanti, necessitano di pascoli per il loro sostentamento. La mancanza di gestione attiva potrebbe portare a una trasformazione dei pascoli in foreste di zone asciutte, mettendo a rischio la vita degli animali.
### La Minaccia dell’El Niño
Con l’arrivo dell’El Niño previsto per novembre, si intensificano le preoccupazioni per la gestione della fauna all’interno delle aree protette. Ambientalisti come Palitha Wickramaratne segnalano che molti animali del Parco Nazionale di Yala stanno già subendo le conseguenze del caldo estremo. La situazione di siccità che colpisce l’isola non è un fenomeno nuovo, ma ha portato alla costruzione di progetti idrici per garantire l’accesso all’acqua per la vita selvatica. Un esempio è il progetto di diversione del fiume Menik Ganga del 2005, che ha fornito acqua alle zone superiori di Kataragama.
Durante periodi di siccità, le autorità hanno ripristinato piccole sorgenti d’acqua nel Parco Nazionale di Yala, garantendo riserve d’acqua durante i periodi critici. Tuttavia, Wickramaratne avverte che senza piani di gestione efficaci, gli animali potrebbero subire gravi perdite.
### Opportunità di Rigenerazione degli Ecosistemi
Gli interventi per affrontare la siccità e proporre soluzioni a lungo termine sono pertanto urgenti. Il direttore generale della DWC, Ranjan Marasinghe, riconosce che bisogna consentire il corso naturale delle specie per raggiungere un equilibrio ecologico. “Le popolazioni animali si adattano durante periodi di siccità, sviluppando una maggiore resistenza”, ha affermato. “Le nostre pattuglie aumenteranno durante la stagione secca per monitorare attività di bracconaggio e altre pratiche illegali.”
In Sri Lanka, dove il turismo fa capo alle attrazioni naturali come i parchi nazionali, è essenziale seguire pratiche di gestione sostenibile. Il monitoraggio delle specie e dei loro habitat è cruciale per garantire la sopravvivenza a lungo termine e il benessere della fauna selvatica.
Fonti:
– Ministero della Flora e della Fauna, Sri Lanka
– Rapporti della Divisione per la Conservazione della Fauna Selvatica (DWC)
– Ceylon Journal of Science, 2021.
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