La situazione degli smottamenti in Sri Lanka
Negli ultimi mesi, Sri Lanka ha affrontato una serie di smottamenti devastanti, con oltre 1.200 eventi segnalati in due province a seguito del ciclone Ditwah a fine novembre. Questa crisi ha costretto molte persone vulnerabili a evacuare, ma gran parte delle famiglie colpite continua a vivere in zone ad alto rischio a causa della mancanza di abitazioni alternative.
La National Building Research Organisation (NBRO), l’ente preposto alla gestone del rischio di frane, sta lavorando per sviluppare il primo codice edilizio nazionale. Questo documento stabilirà standard minimi per la progettazione, costruzione e manutenzione di alloggi resilienti ai disastri.
Le esperienze di Bandara Jayaratne e della comunità di Aranayaka
Ad Aranayaka, Bandara Jayaratne, residente nel villaggio di Beraliya, è uno dei pochi fortunati che è riuscito a salvarsi da uno smottamento avvenuto il 28 novembre, proprio dietro la sua casa. La regione è già stata teatro di simili tragedie in passato; nel 2016, un’enorme frana causò la morte di almeno 100 persone e sfollò oltre 2.000 famiglie.
A causa della vulnerabilità della zona, molte famiglie avevano già subito evacuazioni nel 2016, ma una volta migliorate le condizioni atmosferiche, la maggior parte di esse è tornata nelle proprie abitazioni. Oggi, dopo il ciclone Ditwah, i residenti mostrano riluttanza a ritornare, aspettando un aiuto governativo per trasferirsi in aree più sicure.
“Sono riuscito a portare i miei genitori a casa di un parente vicino alla città,” racconta Jayaratne, temporaneamente sfollato. “Al momento non posso tornare a casa poiché le strade sono ancora bloccate e la mia abitazione non è più sicura.”
Come Jayaratne, migliaia di persone hanno visto le loro case danneggiate o distrutte. Secondo l’ultimo rapporto del Centro di Gestione dei Disastri dello Sri Lanka, 6.228 case sono state completamente distrutte e oltre 100.000 sono state parzialmente danneggiate. La NBRO ha segnalato 1.247 smottamenti causati dall’evento atmosferico nelle province Centrali e Sabaragamuwa, mentre continua a monitorare anomalie geologiche nei distretti a rischio di frane.
Wasantha Senadheera, scienziato senior della NBRO, ha affermato che queste aree sono state mappate utilizzando immagini satellitari per garantire precisione.
La vulnerabilità delle case esistenti nelle zone ad alto rischio è ancora sotto valutazione. Tuttavia, molte persone rimangono nelle aree vulnerabili a causa dell’impossibilità di trovare abitazioni alternative e per evitare interruzioni nelle loro fonti di sostentamento.
Una delle principali lezioni emerse da questa crisi, secondo gli esperti, è la necessità per Sri Lanka di dare priorità alla costruzione di alloggi resilienti ai disastri. L’isola si trova in un momento critico a causa del cambiamento climatico, con temperature in aumento e un’intensificazione degli eventi naturali che minacciano gli ecosistemi e il benessere delle comunità.
Dopo lo tsunami dell’Oceano Indiano nel 2004, Sri Lanka ha introdotto nuove modalità di costruzione per case in grado di resistere a diversi disastri, specialmente lungo la costa. Il governo ha stabilito anche una zona di esclusione a 100 metri dalla costa, sebbene questa sia stata frequentemente violata negli anni successivi. Il ciclone Ditwah ha, però, colpito anche le regioni interne, lasciando un segno devastante in almeno 22 distretti e incidendo sull’importantissima regione delle Highlands Centrali.
Sujeewa Nissanka, direttore dell’Istituto dei Pianificatori Urbani, ha notato che le lezioni apprese dalla ricostruzione post-tsunami non sono necessariamente applicabili in questo caso, sottolineando l’importanza di rivedere le priorità e pianificare per la resilienza.
Secondo Nissanka, è indispensabile prendere decisioni politiche per decentralizzare la popolazione delle colline, attualmente concentrata in un’area fragile. Un approccio integrato è fondamentale, considerando stili di vita, fonti di reddito, impatti sociali e culturali.
Nel 2018, uno studio sul concetto di abitazioni resilienti ha evidenziato l’importanza della continuità strutturale nel design. Asiri Karunawardena, direttore generale della NBRO, ha specificato che caratteristiche resilienti come una struttura a colonne rinforzata nel fondamento di una casa possono preservare la stabilità anche di fronte a scosse leggere.
La NBRO ha recentemente implementato due modelli abitativi considerati adatti per terreni pianeggianti e inclinati, con la speranza di educare le comunità sui rischi e le soluzioni disponibili. Questo è particolarmente rilevante per residenti come Jayaratne, che hanno costruito le loro case senza conoscere i modelli specifici per le zone collinari.
Per affrontare il problema delle costruzioni su terreni instabili, la NBRO ha redatto un manuale di costruzione edilizia resistente ai rischi, specificando materiali idonei e metodologie da adottare. La mancanza di consultazioni con ingegneri esperti durante la costruzione rimane una grande lacuna.
Anton Jayakody, vice ministro dell’ambiente, ha annunciato piani per installare un sistema radar Doppler per migliorare l’efficacia delle previsioni meteorologiche. Questo sistema garantirà avvisi tempestivi in caso di cicloni, consentendo di rispondere in modo più efficace a eventi estremi.
Secondo Nissanka, l’eredità del ciclone Ditwah deve essere un’opportunità per implementare politiche adatte a proteggere le persone, le proprietà e gli ecosistemi da eventi meteorologici sempre più intensi e frequenti.
Fonti ufficiali: NBRO, Centro di Gestione dei Disastri dello Sri Lanka, Istituto dei Pianificatori Urbani.
Non perderti tutte le notizie di green su Blog.it