Specie ritenuta estinta da millenni ‘riemersa’ grazie alla conoscenza indigena.

Una Scoperta Straordinaria in Papua

In una remota penisola della Papua indonesiana, una specie che si pensava estinta è stata confermata come ancora esistente. La scoperta è il risultato di conversazioni con gli anziani di Tambrauw, che hanno descritto un “glider” (un tipo di marsupiale volante) conosciuto da generazioni. Le loro testimonianze, insieme a fotografie precedenti, hanno portato i ricercatori a verificare l’esistenza continua del “ring-tailed glider”, come riportato da John Cannon di Mongabay.

Questo ritrovamento può essere definito una “rieducazione” dalla prospettiva scientifica, ma per i Tambrauw, l’animale non è mai stato perduto. Fa parte di un patrimonio culturale legato alla caccia, alle storie e alle usanze locali. Questo glider ha anche un’importanza culturale, inclusa la sua partecipazione in pratiche di iniziazione, il che ha influito sulla sua discussione pubblica con gli estranei e spiega perché le spedizioni precedenti non l’abbiano documentato.


Il Valore della Conoscenza Tradizionale

Negli ultimi anni, sono emerse segnalazioni simili in Papua. Progetti di ricerca sul campo hanno confermato la sopravvivenza di altri animali un tempo considerati estinti, come il possum a dita lunghe e l’echidna di Attenborough. Ogni caso riflette una dinamica comune: l’assenza scientifica non implica necessariamente una reale assenza; può riflettere una mancanza di accesso o di fiducia.

Una ricerca parallela, focalizzata sugli uccelli, sottolinea il valore degli osservatori di lunga data. Uno studio globale, basato su memorie indigene e locali, ha ricostruito i cambiamenti nelle comunità di uccelli nell’arco di circa ottant’anni. I partecipanti hanno descritto costantemente un cambiamento verso specie di dimensioni più piccole, un risultato che si allinea con studi ecologici ma amplia la cronologia delle osservazioni.


La conoscenza derivante da tali osservazioni è cumulativa e spesso sistematica. Si sviluppa attraverso interazioni ripetute con paesaggi specifici. Cacciatori e agricoltori notano schemi, poiché le loro fonti di sussistenza dipendono da essi. Col tempo, queste osservazioni formano una base di riferimento che aiuta a riconoscere eventuali cambiamenti nelle condizioni. Fino a quando il monitoraggio formale è scarso o recente, questo record può colmare lacune che gli strumenti non possono rilevare.

È importante notare che la memoria non è un archivio perfetto. Essa dipende dalla trasmissione, che può indebolirsi nel tempo. Le generazioni più giovani possono ereditare una percezione ridotta di ciò che esisteva. Affidarsi esclusivamente a dati a breve termine comporta un rischio diverso, limitando il quadro di riferimento e sottovalutando l’entità del cambiamento.


Il lavoro condotto in Papua suggerisce un’altra organizzazione. I metodi scientifici forniscono verificabilità e comparabilità. La conoscenza indigena offre continuità e contesto. Utilizzati insieme, i due approcci possono fare molto di più di quanto possano fare separatamente. In luoghi dove gli ecosistemi sono ancora poco documentati, questa combinazione rappresenta il modo più affidabile per capire ciò che è ancora presente e ciò che è già andato perduto.

Il “ring-tailed glider” (Tous ayamaruensis) occupa un posto sacro nella cultura di Tambrauw, evidenziando l’importanza delle tradizioni locali nella conservazione della biodiversità. Per una comprensione più approfondita di queste dinamiche, si può consultare il lavoro di ricerca di John Cannon su Mongabay, che continua ad esplorare l’intersezione tra scienza, tradizione e conservazione della natura.

Banner immagine: Un giovane “ring-tailed glider” (Tous ayamaruensis). Immagine gentilmente fornita da Arman Muharmansyah.

Fonti ufficiali: Mongabay, ScienceDirect.

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Luigi Salemi: