Nuove Iniziative per la Protezione Marina in Spagna
La Spagna ha recentemente lanciato una proposta ambiziosa per proteggere il 30% delle sue acque marine entro il 2030. Questa iniziativa mira a salvaguardare oltre 22.405 chilometri quadrati di acque marittime, principalmente nell’Oceano Atlantico orientale attorno alle Isole Canarie, oltre a quattro nuovi siti nel Mar Mediterraneo. Organizzazioni di conservazione hanno espresso preoccupazioni negli ultimi anni riguardo le aree marine protette spagnole, evidenziando una notevole discrepanza tra le aree designate “sulla carta” e quelle effettivamente sottoposte a protezione efficace.
La proposta, presentata dal Ministero della Transizione Ecologica e della Sfida Demografica (MITECO) a luglio, include la creazione di 23 nuove aree marine protette (MPA) nelle acque delle Isole Canarie e del Mar Mediterraneo. Con questo piano, il governo spagnolo spera di rispettare il suo impegno nazionale di proteggere il 30% delle acque marittime entro il 2030.
Dettagli della Proposta e dei Siti Protetti
La proposta include 21 nuovi siti di importanza comunitaria (SCI) nel contesto della rete Natura 2000. Di questi, 17 si trovano nelle acque delle Canarie e ricoprono una superficie di 2.209 km², mentre quattro nel Mar Mediterraneo copriranno ulteriori 5.341 km². Inoltre, due nuove aree speciali di protezione (SPA) copriranno 14.855 km² di acque offshore attorno alle Isole Canarie. Il ministero sottolinea che questo piano aumenterà del 2.08% l’area delle acque marine sotto la sovranità spagnola protette, portando il totale al 24.53%. La proposta è attualmente aperta alla consultazione pubblica fino al 15 settembre.
Visuale sul corallico nero Antipathella wollastoni, che fornisce habitat per biodiversi ecosistemi marini sui fondali rocciosi vicino alle Canarie. Questa specie e gli ecosistemi che supporta sono vulnerabili all’overfishing, ai cambiamenti climatici, all’inquinamento marino e allo sviluppo costiero.
Si ricorda che gli SCI e le SPA della rete Natura 2000 sono strumenti di protezione ambientale previsti dalla Direttiva Habitat, un’importante legislazione dell’UE finalizzata alla conservazione degli habitat naturali minacciati dall’attività umana nell’ambito della Strategia dell’UE per la Biodiversità 2030. Le aree proposte sono destinate a tutelare una varietà di habitat e specie marine, inclusi praterie di fanerogame e aree di rifugio per cetacei e tartarughe marine.
La diversità biologica delle Isole Canarie è particolarmente significativa, e Carlos Mallo Molina, fondatore dell’ONG Innoceana, ha dichiarato che la proposta è un passo cruciale verso la protezione di un’area ricca di biodiversità.
Oceana e altre organizzazioni di conservazione hanno espresso preoccupazioni riguardo alla gestione effettiva delle MPA, segnalando una notevole discrepanza tra le aree designate e quellesottoposte a una protezione concreta. Secondo Helena Álvarez, scienziata senior di Oceana, ci sono ritardi nell’adozione di piani di gestione per le MPA già designate, nonché misure protettive insufficienti.
Implicazioni per la Biodiversità in Spagna
Le Isole Canarie sono un punto nevralgico per la biodiversità, con un’alta concentrazione di specie marine e ecosistemi vulnerabili. Ad esempio, le tartarughe verdi (Chelonia mydas) trovano nelle acque delle Canarie un’importante area di alimentazione e sviluppo. Nonostante questa biodiversità, il 63% delle aree marine protette in Spagna non è sufficientemente preservato per garantire la salvaguardia della fauna.
La situazione si fa meno rosea quando si considerano le aree marine designate collegabili alla rete Natura 2000 nelle Canarie, dove solo l’11% è gestito attivamente e meno dell’1% può essere classificato come “pienamente protetto”. Mallo Molina ha sottolineato l’importanza di un processo partecipativo volto all’inclusione di attori chiave come le comunità locali e le istituzioni nazionali al fine di garantire che i nuovi MPA siano efficaci e realmente protettivi.
Nella lotta per una maggiore protezione marina, i tempi di attuazione delle normative sono cruciale per il futuro della biodiversità spagnola. Con l’attuale proposta, ci si aspetta che la Commissione Europea approvi le designazioni dopo la conclusione del processo di consultazione a settembre 2023. Da quel momento, la Spagna avrà sei anni per sviluppare i piani di gestione necessari.
Per maggiori dettagli e aggiornamenti sulla proposta, si possono consultare fonti ufficiali come il Ministero per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica (MITECO) e Oceana.
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Fonti:
– MITECO (Ministero della Transizione Ecologica e della Sfida Demografica, Spagna)
– Oceana
– Directiva Habitat (Unione Europea)
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