Spaccio di droga tra Gela, Riesi e Catania: undici misure cautelari nell’inchiesta Prisma bis

Ricostruiti 633 episodi di detenzione e cessione di stupefacenti, con un giro d’affari stimato in circa 8 mila euro a settimana. L’indagine è partita dal tentato omicidio avvenuto un anno fa a Riesi

Undici misure cautelari sono state eseguite dai carabinieri del Comando provinciale di Caltanissetta nell’ambito dell’inchiesta denominata “Prisma bis”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia nissena. L’indagine riguarda una presunta rete di spaccio di sostanze stupefacenti attiva tra Gela, Riesi e Catania.

I provvedimenti riguardano altrettante persone: cinque sono state sottoposte agli arresti domiciliari, quattro all’obbligo di dimora nel Comune di residenza, una al divieto di dimora e un’altra all’obbligo di presentazione. Le contestazioni sono al vaglio dell’autorità giudiziaria e la posizione degli indagati dovrà essere accertata nelle successive fasi del procedimento.

L’inchiesta partita dal tentato omicidio a Riesi

Le indagini hanno preso avvio dal tentato omicidio avvenuto circa un anno fa a Riesi, nel Nisseno, nel quale rimasero feriti il ventunenne Roberto Prestifilippo e la ventisettenne Simona Maganuco, conosciuta con il soprannome di “Ciro”.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, alcuni presunti fornitori gelesi avrebbero organizzato una spedizione punitiva nei confronti di Prestifilippo per un debito che il giovane avrebbe accumulato nei loro confronti.

Maganuco avrebbe agito insieme ai coetanei Carmelo Giorlando, Michael Giorlando e Simone Giorlando, rimanendo ferita durante l’episodio. Nell’abitazione era presente anche Oscar, fratello di Roberto Prestifilippo.

A partire da questo episodio, i carabinieri, coordinati dai pubblici ministeri della Dda di Caltanissetta, hanno approfondito i rapporti tra i presunti fornitori di Gela e Catania e i soggetti coinvolti nel circuito di spaccio a Riesi. A uno degli indagati viene contestato anche il reato di estorsione.

Ricostruiti 633 episodi di spaccio

Nel corso dell’attività investigativa sarebbero stati ricostruiti 633 episodi di detenzione e spaccio di droga, con un volume d’affari stimato in circa 8 mila euro alla settimana. Gli inquirenti hanno inoltre identificato circa 200 presunti clienti ai quali il gruppo avrebbe ceduto sistematicamente sostanze stupefacenti.

Per comunicare, gli indagati avrebbero utilizzato schede telefoniche intestate anche a cittadini extracomunitari, mentre i pagamenti sarebbero stati effettuati attraverso sistemi telematici, con l’obiettivo di rendere più difficili i controlli e il tracciamento delle transazioni.

Nei prossimi giorni gli indagati, molti dei quali già coinvolti nell’indagine sul tentato omicidio avvenuto a Riesi, saranno sentiti dal gip del Tribunale di Caltanissetta. Gli interrogatori rappresenteranno un ulteriore passaggio nell’inchiesta volta a chiarire ruoli, responsabilità e dimensioni della presunta rete di spaccio.

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