Sovereignità alimentare indigena: una strategia di conservazione spesso trascurata.

L’importanza della sovranità alimentare indigena nella conservazione della biodiversità

La conservazione della biodiversità non può avere successo se si distacca dai popoli indigeni che l’hanno sostenuta per generazioni. I sistemi alimentari indigeni rappresentano un aspetto fondamentale di questa custodia biologica, dimostrando che la gestione ecologica, la continuità culturale e il benessere umano sono profondamente interconnessi. Secondo gli autori, “la sovranità alimentare indigena non riguarda solo la preservazione del passato, ma è una pratica viva e un sentiero comprovato verso un futuro più diversificato, resiliente e sostenibile che il mondo ha bisogno”.

Man mano che governi e organizzazioni di conservazione cercano soluzioni alle crisi interconnesse di perdita di biodiversità, cambiamento climatico e insicurezza alimentare, spesso trascurano uno degli approcci più efficaci: la sovranità alimentare indigena. Le comunità indigene controllano o gestiscono circa un quarto della superficie terrestre, un’area che contiene il 37% delle terre naturali rimaste e un terzo dei paesaggi forestali intatti del pianeta. Queste comunità conservano semi, mantengono paesaggi agricoli diversificati, proteggono foreste, fiumi e risorse ittiche, e trasmettono conoscenze ecologiche di generazione in generazione.


È indispensabile riconoscere il valore di questi sistemi. Il modello alimentare globale sta diventando sempre più uniforme. Solo tre colture — grano, riso e mais — forniscono più della metà delle calorie vegetali a livello mondiale. L’agricoltura industriale, spinta dal profitto, ha trasformato vasti paesaggi in monoculture, contribuendo a perdita di habitat, declino della salute del suolo, inquinamento delle acque e erosione della diversità delle colture. Le comunità, ovunque, stanno diventando sempre più vulnerabili a shock climatici, instabilità di mercato e malattie legate alla dieta.

Al contrario, i sistemi alimentari indigeni si basano frequentemente sulla diversità e sulla reciprocità con la terra. Per le comunità Tharu del Nepal, per esempio, la ricchezza non è vista solo in termini materiali, ma si basa su aiuto reciproco, reddito collettivo e relazioni sacre con il mondo vivente. Queste tradizioni favoriscono la coltivazione di varietà di colture adattate localmente e la raccolta di piante selvatiche, aromi medicamentosi e razze tradizionali di animali.


L’eredità culturale e tecnica delle comunità indigene

Questi sistemi sono evoluti attraverso generazioni di osservazione, sperimentazione e gestione, creando relazioni resilienti tra le persone e gli ecosistemi in cui abitano. L’importanza della biodiversità non deve essere sottovalutata: essa non è presente solo in aree protette e parchi nazionali, ma è integrata in fattorie, foreste, fiumi e paesaggi gestiti dalla comunità. La varietà di colture, semi e specie alimentari mantenute dalle comunità indigene rappresenta un archivio genetico vivente, un risorsa irrinunciabile e preziosa per l’adattamento a condizioni ambientali in cambiamento e per garantire la sicurezza alimentare futura.

Le esperienze delle comunità indigene nel mondo mostrano cosa è possibile quando la sovranità alimentare e la conservazione della biodiversità avanzano insieme. Rivitalizzare e promuovere i sistemi alimentari indigeni è un percorso per garantire che le visioni e i modi di vita indigeni continuino a prosperare. Quando i popoli indigeni prosperano, anche la biodiversità fiorisce.


In Taiwan, per esempio, le comunità indigene stanno rivitalizzando varietà tradizionali di miglio, sostituito in passato dal riso importato e dall’agricoltura industriale. Il ritorno del miglio non riguarda solo il ripristino di una coltura, ma anche delle intricate relazioni tra persone, terra, cultura e spiritualità. In Perù, i custodi indigeni Quechua continuano a proteggere oltre 1.300 varietà di patate native, creando una biblioteca genetica di notevole diversità che offre resilienza contro parassiti e malattie. Questi esempi dimostrano che la conoscenza risiede nelle comunità, non solo nei laboratori, e sottolinea che la conoscenza indigena è scienza.

Le comunità indigene continuano a fronteggiare pressioni severe. La dismissione della terra, l’agricoltura industriale e le politiche di assimilazione minano le fondamenta ecologiche e culturali che li sostengono. Quando le comunità perdono l’accesso ai propri territori, i loro alimenti tradizionali vengono spesso sostituiti da prodotti alimentari ultraprocessati, contribuendo all’erosione culturale e al declino della salute.


Le pratiche alimentari indigene vengono spesso percepite come reliquie del passato invece che come sistemi sofisticati e adattabili di gestione delle risorse naturali affinati nel corso di millenni. Riconoscere la sovranità alimentare indigena richiede azioni significative e sostenute, in linea con i principi della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti dei Popoli Indigeni e il Quadro Globale di Biodiversità di Kunming-Montreal. Questo include la protezione dei diritti indigeni su terre e risorse, il rafforzamento del controllo comunitario su semi e biodiversità, e garantire che i portatori di conoscenza indigena possano esercitare un’autorità decisionale autentica.

La conservazione della biodiversità richiede di non separare la biodiversità dalle persone che l’hanno sostenuta per generazioni. I sistemi alimentari indigeni mostrano come la tutela ecologica, la continuità culturale e il benessere umano siano profondamente interconnessi. La futura conservazione non dipende solo dalla protezione delle specie, ma anche dal supporto delle comunità le cui conoscenze e pratiche hanno permesso a queste specie di sopravvivere.

Fotografia di apertura: Verdure nel mercato di Lilongwe, Malawi. Immagine di Melissa Cooperman/IFPRI tramite Flickr (CC BY-NC-ND 2.0).

Fonti:

  • Garnett, S. T., et al. (2018). A spatial overview of the global importance of Indigenous lands for conservation. Nature Sustainability.
  • UNDRIP – United Nations Declaration on the Rights of Indigenous Peoples.
  • Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework.

Non perderti tutte le notizie di green su sicilianews24.it

Luigi Salemi: