Sottovalutazione delle torbiere angolane: un nuovo studio rivela la loro importanza.

Nuove Scoperte Sui Suoli Peatland dell’Angola

Recenti ricerche hanno rivelato che l’Angola possiede una maggiore estensione di suolo peatland rispetto a quanto precedentemente stimato. Grazie a uno studio pubblicato il 20 agosto sulle “Philosophical Transactions of the Royal Society”, i ricercatori hanno mappato le zone di peatland nella Water Tower delle Highlands Angolane (AHWT), un vasto altopiano che ospita e regola importanti risorse idriche nel sud Africa.

L’AHWT, che copre un’area di 380.382 km², è fondamentale perché riceve e smista grandi quantità di acqua piovana, alimentando diversi sistemi fluviali, tra cui il bacino dell’Okavango. Il nuovo studio ha evidenziato che le zone di peatland coprono tra il 2,28% e il 2,94% dell’AHWT, con un’area stimata di 8.662 km² (3.344 miglia quadrate) di peatland con alta certezza e 11.167 km² (4.311 miglia quadrate) con bassa certezza.


L’importanza dei Peatland per il Clima

I peatland sono terreni caratterizzati da un accumulo di materiale vegetale parzialmente decomposto, essenziali per il sequestro del carbonio. Secondo la ricerca, queste aree coprono circa il 3% della superficie terrestre ma immagazzinano fino a un terzo del carbonio presente nel suolo del mondo. La scoperta di una quantità significativa di peatland in Angola suggerisce che le politiche nazionali sul carbonio dovrebbero considerare questi ecosistemi cruciali.

Nel 2025, l’Angola ha designato un’area di 53.000 km² (20.463 miglia quadrate) nell’AHWT come il primo Sito Ramsar del paese, riconoscendo il valore ecologico di queste zone umide. Questa area funge da “spugna” naturale che assorbe e rilascia acqua dolce, sostenendo un ecosistema vitale e contribuendo alla sicurezza idrica in tutta la regione.


Uno degli autori dello studio, Mauro Lourenço, geologo ed ecologo spaziale, ha affermato che questi ecosistemi rappresentano una risorsa crucial per la sicurezza idrica e lo sviluppo sostenibile nei paesi del Sud Africa. Ha avvertito, però, che le minacce più gravi ai peatland provengono da attività umane, come l’agricoltura con il metodo del taglia e brucia e l’uso non sostenibile di materiali peatland.

I ricercatori hanno condotto cinque spedizioni sul campo, localizzando 51 potenziali siti di peatland. Utilizzando immagini satellitari del Sentinel-2 e dati geospaziali avanzati, hanno potuto identificare le linee di drenaggio e le aree a bassa elevazione dove si forma il peat.


La studiosa Shannon Flaugh, del Nature Conservancy (TNC), ha sottolineato l’importanza di proteggere questi ecosistemi per prevenire la loro degradazione. Senza un’adeguata gestione, i peatland rischiano di diventare una fonte significativa di emissioni di carbonio, compromettendo ulteriormente la biodiversità della regione.

Il conflitto nell’Angola ha reso difficile l’accesso ad alcune aree per la ricerca, ma grazie al lavoro di organizzazioni come il Halo Trust, che si occupa di mappare e disinnescare mine, è stato possibile raccogliere dati cruciali. Motsumi, direttore del programma Okavango di TNC, ha dichiarato che stanno collaborando con il governo angolano per integrare il valore dei peatland nelle politiche climatiche nazionali.


La Water Tower delle Highlands Angolane, nota localmente come Lisima Lya Mwono, gioca un ruolo cruciale nel mantenimento della biodiversità. Le comunità locali, principalmente dedite all’agricoltura di sussistenza e alla caccia, affrontano pressioni crescenti dovute a pratiche agricole dannose, come il drenaggio e la combustione.

La ricerca ha anche messo in luce che, sebbene i peatland mappati rappresentino solo una frazione della loro reale estensione, studi futuri saranno necessari per comprendere appieno il loro potenziale di stoccaggio di carbonio. Infatti, il team di ricerca prevede di continuare a esplorare altre aree come i sistemi fluviali della Cameia e Luena, per un’approfondita comprensione della situazione ecologica.

Concludendo, i peatland dell’Angola rappresentano un patrimonio naturale da proteggere non solo per il loro valore ecologico ma anche per il loro potenziale nel contrastare il cambiamento climatico. Collaborazioni tra autorità, organizzazioni non governative e comunità locali saranno essenziali per preservare questi ecosistemi vitali.

Fonti ufficiali:
– Lourenco MC et al. 2026 A probabilistic map of tropical peatlands in the Angolan Highlands Water Tower. Phil. Trans. R. Soc. B 381: 20240481. https://doi.org/10.1098/rstb.2024.0481

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Luigi Salemi: