Sotto osservazione le acque dello Sri Lanka dopo il naufragio della nave da guerra iraniana.

Il Affondamento della Nave IRIS Dena

Il 4 marzo, la fregata da guerra iraniana IRIS Dena è affondata a circa 40-50 miglia nautiche dalla costa sud di Galle, un importante punto di passaggio marittimo in Sri Lanka. Sulle navi inizialmente si trovavano almeno 180 persone, tutte in ritorno dall’International Fleet Review 2026, un’esercitazione navale svoltasi a Visakhapatnam, India, quando hanno lanciato un segnale di soccorso. Secondo quanto comunicato dalla Marina di Sri Lanka, almeno 90 corpi sono stati recuperati dai detriti dell’imbarcazione.

Il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha confermato che una sottomarino americano ha affondato la nave iraniana in acque internazionali, definendo questo evento come il primo affondamento di un nemico ad opera di un sottomarino statunitense dalla Seconda guerra mondiale. Questo incidente solleva non solo questioni politiche, ma anche gravi preoccupazioni per l’ambiente marino della regione.


Implicazioni Ambientali e Monitoraggio della Situazione

Per Sri Lanka, che si trova in una posizione strategica nel cuore delle rotte marittime internazionali, questo è un momento di grande tensione sia politica che ambientale. Buddhika Sampath, portavoce della Marina di Sri Lanka, ha dichiarato ai giornalisti che non sono stati osservati grandi danni, se non alcune macchie d’olio e alcuni zatteroni di salvataggio. Fino ad ora, non sono state registrate fuoriuscite di petrolio dalle acque circostanti.

Tuttavia, esperti marittimi e gruppi ambientalisti esprimono preoccupazioni riguardo alle possibili conseguenze ambientali che possono derivare dall’affondamento della fregata. L’Autorità per la Protezione Ambientale Marina di Sri Lanka (MEPA) sta monitorando attentamente la situazione e ha attuato misure per garantire una risposta rapida nel caso venga confermata una fuoriuscita di petrolio.


Studiando i precedenti casi come il rogo della MT New Diamond e della MV X-Press Pearl, gli esperti avvertono della necessità di una gestione proattiva dell’emergenza. “È fondamentale esaminare la situazione e determinare quali misure di prevenzione e protezione siano necessarie per limitare eventuali danni all’ambiente marino”, ha affermato Dan Malika Gunasekara, esperto di diritto marittimo. Il governo del Sri Lanka, in quanto stato firmatario della Convenzione internazionale del 1979 sul soccorso marittimo, ha l’obbligo di intervenire in caso di emergenze in mare.

In un contesto così complesso, la possibilità di un’indennità per danni ambientali assume un’importanza centrale. Gunasekara ha insistito sulla necessità di una valutazione accurata per stabilire se ci siano perdite di combustibile dall’imbarcazione affondata. Nel caso di fuoriuscite, è essenziale adottare misure immediate per contenere il danno, evitando che olio o sostanze inquinanti si diffondano ulteriormente.


Possibili Risarcimenti per Danni Ambientali

Il quadro giuridico complesso richiederà un’attenta analisi per considerare le azioni legali contro le parti responsabili. Ravindranath Dabare, avvocato senior e direttore del Center for Environmental Justice, ha sottolineato che qualsiasi danno ambientale derivante dall’affondamento deve essere attribuito a chi ha causato l’incidente. “Poiché gli Stati Uniti hanno attaccato volutamente il vascello iraniano, qualsiasi danno ambientale dovrebbe ricadere su di loro”, ha affermato Dabare. La situazione potrebbe diventare più fluida se si decidesse di portare la questione a un tribunale internazionale per richiedere un risarcimento.”

Ali Sabry, ex ministro degli Esteri e avvocato senior, ha dichiarato che il governo ha gestito bene le operazioni di soccorso e ha sottolineato l’importanza di garantire il passaggio pacifico di navi e equipaggi nel contesto della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS). “La realtà preoccupante è che la guerra è alle nostre porte. Dobbiamo insistere sulla nostra volontà di mantenere l’Oceano Indiano come una zona di pace”, ha aggiunto. Questa dinamica richiede un’analisi attenta per decidere se presentare una richiesta di risarcimento per danni ambientali, tenendo presente i rapporti diplomatici in corso.

In fin dei conti, le conseguenze di questo affondamento si estendono ben oltre la semplice tragedia umana; esse pongono in discussione la sicurezza ambientale marittima e le relazioni internazionali nell’Oceano Indiano, una regione definita da tensioni geopolitiche e interessi strategici.

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Luigi Salemi: