Mappatura degli Habitat Costieri della Cambogia
Recenti studi hanno portato alla luce la prima mappa dettagliata degli habitat costieri della Cambogia, rivelando un segnale di speranza con la parziale ripresa delle praterie di fanerogame vicino a strutture anti-strascico nella zona di gestione della pesca marittima di Kep. Le indagini su un’area di 62.146 ettari (153.566 acri) hanno evidenziato una perdita del 39% della copertura delle fanerogame nella provincia di Kampot nell’ultimo decennio, una chiara evidenza della crisi ambientale in corso.
Il lavoro, pubblicato su Frontiers in Marine Science, è stato condotto da ricercatori di Marine Conservation Cambodia, un’organizzazione che collabora con le autorità cambogiane e le comunità di pescatori locali per gestire la zona di pesca di Kep. Questa iniziativa rappresenta un passo fondamentale nella salvaguardia delle risorse marine e nella sostenibilità della pesca locale.
La Ripresa delle Praterie di Fanerogame
Per creare la mappa degli habitat marini, il team di ricerca ha condotto un’indagine approfondita nelle regioni di Kep MFMA, Outer Kep, Kampot e Koh Seh. I subacquei hanno visitato centinaia di punti ogni 250 metri per documentare la presenza di fanerogame, coralli e letti di molluschi, analizzando anche il tipo di sedimento e la profondità. In acque poco profonde, sono state utilizzate fotografie aeree per studiare aree inaccessibili alle imbarcazioni.
I risultati hanno mostrato una significativa diminuzione della copertura delle fanerogame nella provincia di Kampot, con un calo del 39% dal 2013 al 2023. La ricerca ha identificato la pesca distruttiva come il principal fattore responsabile di questa perdita, insieme a fattori di pressione cronica come il riscaldamento delle acque e la torbidità causata dallo sviluppo costiero. Ogni sforzo deve concentrarsi sulla valorizzazione di strategie di restauro e enforcement scalabili.
Soluzioni Sostenibili per la Pesca
Nel complesso, però, i ricercatori hanno registrato una superficie di 15.320 ettari di habitat marino, fra cui praterie di fanerogame, coralli e letti di bivalvi. La zona di gestione della pesca di Kep ha mostrato la più alta diversità di specie di fanerogame e i segnali più promettenti di ricrescita, soprattutto nelle vicinanze delle strutture di produttività della pesca (FPS), progettate per intrappolare le reti da strascico e impedire la pesca illegale.
Le specie pionieristiche come il Halophila spp. sono state abbondantemente osservate nelle aree protette da queste strutture, suggerendo un possibile recupero in zone che erano precedentemente sopraffatte dalla pesca distruttiva. Le FPS rappresentano uno strumento di conservazione economico e scalabile, utile anche per altri paesi del sud-est asiatico con risorse limitate per l’enforcement della legge.
Impatti Futuri degli Sviluppi Costieri
Sebbene il progetto porti speranze, la ricerca non ha esaminato gli effetti potenziali del Piano del Canale Funan Techo, un progetto da 1.7 miliardi di dollari che potrebbe avere un impatto significativo sull’ecosistema marino. Questo canale, lungo 180 km, collegherà il fiume Mekong al Golfo di Thailandia attraverso la provincia di Kep, ma solleva preoccupazioni non solo per l’idrologia costiera e la sedimentazione, ma anche per le risorse ittiche sottostanti.
Con la prevista conclusione dei lavori entro il 2028, ci sono timori che la costruzione e l’aumento del traffico marittimo possano compromettere ulteriormente le attuali dinamiche di recupero delle fanerogame. Il canale è progettato per ridurre la dipendenza dai porti vietnamiti, ma vi sono timori che possa deviare il flusso d’acqua del Mekong, danneggiando le terre agricole a valle.
L’impatto delle Strutture Anti-Strascico
Secondo gli esperti, la mappa serve come un valido sistema di monitoraggio in un contesto con scarse informazioni e capacità limitate. I sondaggi visivi a questa scala possono rivelare se le strutture anti-strascico riescono effettivamente a fermare la pesca illegale. Tuttavia, è importante notare che non sono stati approfonditi i motivi alla base della pesca illegale e ciò potrebbe limitare l’efficacia delle misure adottate.
La ricerca suggerisce che le strutture FPS potrebbero contribuire a fermare la pesca distruttiva localmente, ma è importante comprendere se queste misure funzioneranno su scala più ampia o se traslateranno solo il problema in altre aree. Come evidenziato, spostare la pesca illegale altrove potrebbe essere un effetto collaterale delle iniziative di protezione.
Monitoraggio Futura
È cruciale implementare un monitoraggio a lungo termine per seguire i cambiamenti nella copertura degli habitat marini nel tempo, specialmente considerando il continuo dispiegamento delle FPS e le pressioni ambientali in atto. Solo così sarà possibile proteggere le risorse marine chiave e sostenere i mezzi di sussistenza delle comunità locali.
Fonti:
- Marine Conservation Cambodia. Disponibile su Marine Conservation Cambodia.
- Frontiers in Marine Science. Ho, A., et al. (2025). “Strengthening a blue economy after habitat loss: Assessing anti-trawling structures and small-scale fisheries impacts in Cambodia’s Mission Blue Hope Spot”. Disponibile su Frontiers in Marine Science.
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