Sispi, proclamato stato di agitazione permanente: “A rischio la tenuta economica e occupazionale”
Fiom Cgil e Fim Cisl, alla luce del mancato rispetto del contratto di servizio e del piano industriale di Sispi da parte dell’amministrazione comunale, proclamano lo stato di agitazione permanente dei lavoratori Sispi a decorrere da ieri, 20 aprile, con blocco degli straordinari e di tutte le attività non ordinarie. La decisione è stata presa all’unanimità venerdì scorso in un’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori, intenzionati a difendere il patrimonio professionale e il futuro dell’azienda.
A rischio è la tenuta occupazionale e il piano industriale di Sispi. Nei giorni scorsi Fiom e Fim hanno denunciato come l’azienda in house rischia di svuotarsi, destinata dal Comune a un ruolo sempre più marginale e non più a essere il “braccio operativo” previsto.
Lo stanziamento previsto dalla giunta Lagalla e approvato anche in consiglio comunale prevedeva un affidamento di circa 11 milioni di euro annui per il triennio 2025/2027, per i cosiddetti “nuovi sviluppi” tecnologici.
Un piano industriale smentito nei fatti: per il 2025 gli affidamenti per i progetti assegnati a Sispi ammontano soltanto a 3,4 milioni di euro. I dati del bilancio consuntivo 2025, scrivono i sindacati in una nota, hanno certificato la necessità di utilizzare più di mezzo milione di euro di fondi per oneri futuri, al fine di garantire l’equilibrio di bilancio. Fondi dirottati altrove che rischiano di rendere il piano industriale carta straccia.
Ancora più drammatica la sostenibilità aziendale ed economica del budget 2026: i sindacati hanno preso atto che per l’annualità 2026 l’affidamento di “nuovi sviluppi” alla data odierna è pari a zero euro. A tutto questo si aggiunge l’avvio del piano dei fabbisogni del personale, con l’avvenuta assunzione di 15 nuovi dipendenti, ai quali va garantita la copertura finanziaria e il futuro lavorativo, cose al momento non sembrano più esistere. Il completamento del piano dei fabbisogni prevede a regime l’assunzione di 35 unità.
“Constatata la totale assenza di risposte chiare e certe sia da parte del management aziendale sia, soprattutto, da parte del Comune di Palermo unico azionista della Sispi, che da mesi ignora del tutto i suoi stessi atti amministrativi, è stato proclamato lo stato di agitazione – dichiarano i segretari generali Fim Cisl Antonio Nobile e Fiom Cgil Palermo e Sicilia Francesco Foti assieme alle Rsu di Sispi Giuseppe Di Giorgi, e Giuseppe Velardi di Fim Cisl e Antonio Flaccomio per la Fiom Cgil – Fim Cisl e Fiom Cgil intendendo privilegiare ancora una volta il confronto e non lo scontro. Chiediamo al sindaco Lagalla, all’assessore al ramo Ferrandelli, alle commissioni consiliari competenti, ossia la prima e la terza, di essere auditi prima possibile, al fine di rappresentare le ragioni dei 95 lavoratori della Sispi sulla stabilità economica aziendale”.
In primo luogo è a rischio, secondo Fim e Fiom, il profilo della cybersecurity, nell’interesse dell’ente Comune di Palermo: “Senza un bilancio aziendale in equilibrio, si rischia un pericoloso abbassamento del livello di tutele degli appositi servizi”.
